Medicina alternativa. E’ boom. La sceglie il 15% degli italiani. La metà per cause osteoarticolari

Medicina alternativa. E’ boom. La sceglie il 15% degli italiani. La metà per cause osteoarticolari

Medicina alternativa. E’ boom. La sceglie il 15% degli italiani. La metà per cause osteoarticolari
Il dato in una ricerca dell’Università delle Marche e di Urbino. In ascesa anche omeopatia, erboristeria e agopuntura. Pazienti soddisfatti ma manca chiarezza legislativa su pratiche e farmaci. Aifa: al lavoro una task force per valutare sicurezza ed efficacia.

Passando al setaccio 100 mila interviste Istat sul rapporto tra gli italiani e la loro salute, i ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche e quelli dell’Università di Urbino, hanno rilevato che quasi il 15% degli intervistati (per la precisione il 14,4%) dichiarava di affidarsi alla medicina non convenzionale. In testa l'osteopatia, tecnica che tratta le disfunzioni neuro-muscolo-scheletriche tramite la manipolazione di muscoli e articolazioni. A questa è ricorso il 7,6% dei pazienti intervistati. Gli altri metodi terapeutici alternativi usati sono l'omeopatia (7% dei casi), i rimedi di erboristeria (4,1%) e l'agopuntura (2,1%). I dati sono stati presentati questa mattina a Roma da Paolo Roberto di Sarsina dell'Istituto Superiore di Sanità, al convegno “Medicine non convenzionali: serve una regolamentazione?”,  che ha anche sottolineato come l’elemento più importante che emerge dallo studio è quello della soddisfazione dei pazienti, anche quelli cronici, successiva al ricorso a questo tipo di trattamenti.

Ed è sempre l'osteopatia ad avere la più alta percentuale di pazienti soddisfatti: addirittura il 77,8% di quelli che si sono rivolti ad uno specialista in questo ambito si sono dichiarati totalmente appagati dal risultato delle sedute. Le percentuali sono leggermente più basse per gli altri rimedi alternativi, ma comunque restano molto alte: sono contenti dell'esito il 60.6% di coloro che si sottopongono ad agopuntura, il 69.2% di chi fa ricorso alle erbe e il 70.8% di chi ha ricorre all'omeopatia.

Ma i farmaci usati dalle medicine alternative sono sicuri? Secondo quanto emerso dal convegno, di sicuro lo saranno non appena tutto sarà regolamentato. “Troppo spesso per vendere più facilmente un prodotto si dice che è omeopatico o vegetale. Ma anche la digitalis è naturale, il che però non è sinonimo di garanzia.” Le parole sono di Guido Rasi, direttore dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) e prossimo direttore esecutivo dell'European Medicine Agency (Ema), l'ufficio corrispondente a livello europeo: un lettore di gialli dovrebbe sapere cos'è la digitalis, la pianta che in piccole dosi è curativa e in grandi quantità letale usata alcune volte in letteratura per dare inizio ai libri polizieschi o noir.

Secondo il direttore dell'Aifa il lavoro di messa in regola dei medicinali omeopatici non è semplice, i prodotti da controllare sarebbero addirittura 31.000: “Per fortuna negli ultimi mesi siamo riusciti a creare una task force che iniziasse a valutare l'efficacia e la sicurezza dei primi farmaci della medicina alternativa. È un lavoro lunghissimo, ma dovremmo farcela in due o tre anni”.
 
Già da aprile in questo senso ci sono stati passi in avanti anche a livello legislativo, quando sono stati presentati in Senato due nuovi disegni di legge per regolare omeopatia e agopuntura. Un passo importante a livello di ordinamento giuridico, ma anche sociale: lo scopo dovrebbe essere anche quello di evitare nei pazienti false speranze in cure che talvolta sono presentate come miracolose, ma dei cui benefici ancora non si è sicuri. Un po' come nel recente caso Vidatox, il farmaco presentato come antitumorale su cui la Commissione Igiene e Sanità del Senato ha richiesto di procedere con un'indagine conoscitiva.
 
Laura Berardi

11 Ottobre 2011

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