Medicina legale. In Italia al collaudo innovativo sistema di riconoscimento dei cadaveri

Medicina legale. In Italia al collaudo innovativo sistema di riconoscimento dei cadaveri

Medicina legale. In Italia al collaudo innovativo sistema di riconoscimento dei cadaveri
Il nostro è uno dei primi Paesi europei a dotarsi di un database che permette un rapido ed automatico confronto fra i dati di persone scomparse e cadaveri sconosciuti. Si attende l’approvazione in Senato e l’ottimizzazione del sistema, ma il sistema è già in piedi e in fase di collaudo.

Non sarà più una cosa che si vede solo nei telefilm americani: il riconoscimento dei cadaveri sconosciuti tramite confronto con le persone scomparse è diventato realtà in Italia, uno dei primi paesi a dotarsi di un database utile proprio a questo scopo. A parlarne Cristina Cattaneo, docente di Medicina Legale del Dipartimento di Morfologia Umana e Scienze Biomediche (DMU) dell’Università degli Studi di Milano e Direttore LABANOF (Laboratorio di Antropologia e Odontaiatria Forense, nel corso delle XV Giornate Medico Legali, che si  a Roma, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, si è discusso del tema attuale relativo alla rilevazione medico-legale di cadaveri sconosciuti.
 
L’identificazione di cadaveri sconosciuti costituisce un ambito cruciale in medicina legale per motivi etici, penalistici e civilistici. Nel mondo d’oggi, con l’allentamento dei legami familiari, la crescente immigrazione e lo sviluppo di disordini politici in diversi Paesi, il numero delle persone scomparse e, conseguentemente, dei cadaveri sconosciuti è inevitabilmente destinato ad aumentare. Sorprendentemente però, ancora nel 21° secolo pochissimi Paesi possiedono un database per il confronto dei dati su base nazionale delle persone scomparse e dei cadaveri sconosciuti.
Nel 2007, dopo un decennio di pressioni esercitate da un lato da parte di associazioni politicamente impegnate nella ricerca di persone scomparse, che attirarono l’attenzione sull’elevato numero di casi registrati ogni anno (24.000), dall’altro da parte di medici legali universitari che lamentavano l’incremento di cadaveri sconosciuti (i dati più recenti parlano di almeno 1000 soggetti deceduti privi di esatte generalità), il Parlamento italiano affrontò il problema effettuando audizioni di esperti e quindi proponendo una legge per l’istituzione di un database nazionale per le persone scomparse ed i cadaveri sconosciuti.
La proposta di legge è stata radicalmente modificata a causa dell’instabilità della situazione politica e della crisi finanziaria, ma è ancora valida e dovrebbe essere presto approvata in via definitiva dal Senato. In pratica, il database Ri.Sc. (Ricerca Persone Scomparse) è stato creato nel 2010 con moduli digitali per la raccolta di dati ante mortem da parte di Polizia e Carabinieri per quanto riguarda le persone scomparse, e di dati post mortem rilevati dai medici legali sui resti umani. Entrambi i moduli contengono informazioni riguardanti il sesso, l’età, gli indumenti, i connotati e contrassegni, i dati clinici, dentari ed eventualmente genetici. Il sistema è attualmente in fase di collaudo.
 
Nonostante le vicissitudini politiche, l’Italia è uno dei primi Paesi europei a dotarsi di un databaseche permetta un rapido ed automatico confronto fra i dati di persone scomparse e cadaveri sconosciuti. Se tale sistema riuscirà a superare diversi ostacoli burocratici (riguardanti la definizione dei soggetti in grado di accedere il sistema, l’armonizzazione delle procedure fra medici legali, gli aggiornamenti del software) potrebbe costituire un primo passo per l’identificazione dei cadaveri sconosciuti nell’attuale periodo storico in cui si assiste ad un crescente numero di immigrati e di rifugiati presenti sul territorio che potrebbero morire durante i loro viaggi senza un riferimento identificativo valido. Questo sistema inoltre potrebbe essere esteso ad altri Paesi. Unitamente all’attività di siti internet pubblici che divulgano i dati del profilo biologico di cadaveri sconosciuti (come il Doenetwork e il sito del LABANOF), tali iniziative potranno risolvere la problematica dei cadaveri sconosciuti anche per quanto riguarda coloro che non sono legalmente noti come persone scomparse.
 

27 Giugno 2012

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