Melanoma. Il confronto tra tumore primitivo e metastasi porta a un nuovo approccio alla cura

Melanoma. Il confronto tra tumore primitivo e metastasi porta a un nuovo approccio alla cura

Melanoma. Il confronto tra tumore primitivo e metastasi porta a un nuovo approccio alla cura
Lo studio condotto dal Cnr è il primo che tenta un nuovo approccio: confrontare tumore e metastasi degli stessi pazienti. Lo scopo? Classificare correttamente ogni paziente, in modo da capire quali terapie possano essere efficaci. L’approccio innovativo potrebbe portare ad una revisione delle linee guida.

Lo studio delle differenze tra melanoma primitivo e quello con metastasi potrebbe essere utile per sviluppare una terapia personalizzata efficace. Questo quanto emerge da uno studio condotto dall'Istituto di chimica biomolecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Icb-Cnr) di Sassari e pubblicato suJournal of Clinical Oncology, il primo a livello internazionale che tenta di confrontare tumore primario e metastasi degli stessi pazienti affetti da melanoma. La ricerca potrebbe portare anche ad un ampliamento delle linee guida includendo l'indicazione di effettuare biopsie multiple anche delle metastasi, con possibilità di estendere tale approccio ad altre patologie tumorali.
 
Il lavoro ha coinvolto, con l'Icb-Cnr e l'Azienda ospedaliero universitaria di Sassari, diverse istituzioni che lavorano sul melanoma: Istituto nazionale tumori fondazione Pascale, Università Federico II e Ospedale Cardarelli di Napoli, Università di Firenze, Azienda ospedaliero universitaria di Siena, Istituto dermopatico dell'Immacolata di Roma. 
"Il confronto è mirato alla corretta classificazione del paziente", ha spiegato Giuseppe Palmieri dell'Icb-Cnr di Sassari. "Attualmente per il melanoma metastatico avanzato esiste una terapia antitumorale, il cui principale farmaco risulta però estremamente efficace solo nei pazienti portatori di mutazioni nel gene Braf che, con Nras, è una delle due proteine le cui alterazioni molecolari sono coinvolte nella patogenesi del melanoma maligno. Braf e Nras si presentano come tanti interruttori che si accendono e spengono sulla base degli impulsi ricevuti, inducendo o meno la proliferazione cellulare. La presenza di mutazioni nei due geni determina un'attivazione permanente, come se gli interruttori fossero sempre accesi, rendendoli insensibili ai meccanismi di controllo della proliferazione"
Nel momento in cui la terapia si concentra sui bersagli molecolari, spiegano gli esperti, diventa quindi essenziale accertare se un paziente è Braf-mutato o Braf-normale e se presenti lo stesso assetto mutazionale nelle metastasi a distanza. Il test mutazionale attualmente riconosciuto, però, è solo quello effettuato sul tumore primitivo. "Con il nostro lavoro abbiamo cercato di capire se vi sono differenze tra l'assetto molecolare del melanoma primitivo e quello delle metastasi", ha continuato il ricercatore. 
Dall'indagine dell'Icb-Cnr emerge che le metastasi linfonodali e viscerali (polmone, fegato, ecc.) presentano lo stesso assetto mutazionale in più del 90% dei casi, le metastasi cerebrali nell'80% circa e quelle sottocutanee nel 75% circa, la minore concordanza rilevata. "Pertanto la concordanza, ancorché elevata, non è mai totale", ha aggiunto Palmieri. "Aver identificato un sottogruppo di pazienti con assetto molecolare della metastasi inaspettatamente diverso da quello del tumore primitivo, ovvero con mutazioni nel tumore primitivo e non nel secondario o con nuove mutazioni e maggiore 'malignità' nel secondario, è importante dal punto di vista biologico. Questo indizio mette ulteriormente in discussione, anche se in una limitata frazione dei casi, l'origine clonale dei tumori, secondo cui la neoplasia deriva da un'unica cellula che poi subisce mutazioni e alterazioni molecolari sequenziali".
 
Questa scoperta potrebbe dunque rendere necessaria l'analisi mutazionale anche nelle lesioni a distanza, che invece non è ancora prevista, in modo da classificare correttamente il paziente da indirizzare alla terapia biologica mirata. "Le attuali linee guida per il paziente con melanoma – basate sulla determinazione di mutazioni nel gene Braf, in quanto oggi esiste una terapia specifica solo per le cellule con Braf mutato – prendono in considerazione esclusivamente la classificazione molecolare del tumore primitivo, non delle metastasi", ha dunque concluso il ricercatore Icb-Cnr. "I risultati di questo studio potrebbero portare a un ampliamento delle linee guida includendo l'indicazione di effettuare biopsie multiple anche delle metastasi, con possibilità di estendere tale approccio ad altre patologie tumorali. In questo modo, per ogni singola neoplasia maligna, si potrebbe comprendere non solo il comportamento biologico durante la progressione neoplastica ma anche le strategie terapeutiche per i diversi sottogruppi di pazienti".

27 Maggio 2012

© Riproduzione riservata

Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti
Ebola in Congo. Oms e Africa Cdc: “Epidemia più veloce della risposta”. Quasi 4mila casi e 1.801 morti

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo continua a correre e, in alcune aree orientali del Paese, sta avanzando più rapidamente della capacità di risposta. Al 4 agosto sono...

West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”
West Nile. D’Alterio (Rete IZS): “Sorveglianza e dati scientifici, senza allarmismi. Sistema italiano preparato”

“La stagione 2026 conferma che il West Nile virus è ormai stabilmente presente in ampie aree del territorio nazionale, con una circolazione estesa e non uniforme. Il quadro richiede, quindi,...

La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025
La spesa farmaceutica sale a 39,3 miliardi (+6%). Prosegue il boom dei farmaci per diabete e obesità e cala uso antibiotici. Ecco il Rapporto OsMed 2025

La farmaceutica italiana continua a crescere, spinta dall'invecchiamento della popolazione, dall'arrivo di nuove terapie e dall'espansione dei trattamenti per diabete e gestione del peso. Nel 2025 la spesa complessiva per...

Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità
Aifa. Rivisto il Programma attività 2026 dopo le richieste delle Regioni. Dalla revisione del prontuario alla governance, ecco le novità

L’Agenzia italiana del farmaco ha rivisto il Programma delle attività per il 2026 recependo le osservazioni formulate dal Coordinamento interregionale farmaceutica e dal Coordinamento dell’Area economico-finanziaria delle Regioni. Il documento...