Morbillo. Iss: nei primi 3 mesi del 2019 registrati 557 casi e un decesso per complicanze

Morbillo. Iss: nei primi 3 mesi del 2019 registrati 557 casi e un decesso per complicanze

Morbillo. Iss: nei primi 3 mesi del 2019 registrati 557 casi e un decesso per complicanze
Pubblicato l’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità. Più della metà dei casi si è verificata in Lombardia e Lazio. L’età mediana è stata pari a 30 anni. L’87,5% dei casi non era vaccinato al momento del contagio, mentre il 31% ha sviluppato almeno una complicanza, tra cui due casi di encefalite. Si è verificato un decesso per complicazioni respiratorie in un adulto non vaccinato. Rispetto allo stesso periodo del 2018 registrato il 40% in meno di casi. IL BOLLETTINO

In Italia dal 1° gennaio al 31 marzo 2019 sono stati segnalati 557 casi di morbillo (incidenza 36,8 casi per milione di abitanti), di cui 177 a gennaio, 170 a febbraio e 210 a marzo. Le segnalazioni provengono da 18 regioni, ma più della metà dei casi si è verificata in Lombardia e Lazio. L’età mediana è stata pari a 30 anni. Sono stati segnalati 62 casi in bambini sotto i 5 anni di età, di cui 21 avevano meno di 1 anno. L’87,5% dei casi non era vaccinato al momento del contagio, mentre il 31% ha sviluppato almeno una complicanza. Tra le complicanze, sono stati segnalati anche due casi di encefalite. Si è verificato un decesso per complicazioni respiratorie in un adulto non vaccinato. Nello stesso periodo sono stati registrati 10 casi di rosolia con un’età mediana di 33 anni. Sono alcuni dei dati riportati nel numero di aprile 2019 di “Morbillo & Rosolia News” curato dall’Istituto superiore di sanità
 
La distribuzione percentuale e l’incidenza (per 1.000.000 abitanti) dei casi segnalati per classe di età. L’11,1% dei casi (n=62) aveva meno di cinque anni di età (incidenza 25,5 casi/1.000.000);. Di questi, 21 erano bambini sotto l’anno di età (incidenza 46 casi/1.000.000). Il 50,1% dei casi si è verificato in persone di sesso femminile. Lo stato vaccinale è noto per 528/557 casi; di questi, l’87,5% (n=462) era nonvaccinato al momento del contagio, il 6,6% aveva effettuato una sola dose, il 2,1% aveva ricevuto due dosi e il 3,8% non ricorda il numero di dosi.
 
Le complicanze. Il 30,7% dei pazienti (171 casi) ha riportato almeno una complicanza. La complicanza più frequente è stata la diarrea (72 casi), seguita da epatite/aumento delle transaminasi (63 casi), e cheratocongiuntivite (47 casi). Due persone hanno sviluppato una encefalite, rispettivamente una persona adulta (28 anni) non vaccinata e un bambino sotto l’anno di età. Tra le rimanenti complicanze sono stati registrati 43 casi di stomatite, 29 di polmonite, 27 di insufficienza respiratoria, 16 di otite, 13 di laringotracheobronchite, e 12 di trombocitopenia. E’ stato segnalato un decesso per complicanze respiratorie, in una persona adulta (45 anni), non vaccinata, con patologie concomitanti. Il 40,2% dei casi segnalati è stato ricoverato e un ulteriore 26,9% si è rivolto ad un Pronto Soccorso.
 
Sono stati segnalati 29 casi tra operatori sanitari (5,2% dei casi totali) di cui nessuno vaccinato. L’età mediana degli operatori sanitari è 28 anni. Sono inoltre stati segnalati 8 casi tra gli operatori scolastici, di cui nessuno vaccinato.

24 Aprile 2019

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