Nausea in gravidanza. Che fare? Molti rimedi ma nessuno risolutivo

Nausea in gravidanza. Che fare? Molti rimedi ma nessuno risolutivo

Nausea in gravidanza. Che fare? Molti rimedi ma nessuno risolutivo
Anche se quasi tutte le donne sperimentano un po’ di nausea o vomito durante la gravidanza, non è ancora possibile stabilire quali siano i rimedi migliori per questo fastidioso sintomo. Zenzero, vitamina B6 o antistaminici, per esempio, possono alleviare la nausea lieve, mentre il vomito grave – che comporta un rischio di disidratazione e malnutrizione – a volte può trovare giovamento nelle terapia con i corticosteroidi.

(Reuters Health) – Uno studio britannico ha voluto valutare l’efficacia di una gamma di trattamenti disponibili, prendendo le mosse dal dato di incidenza di nausea e vomito durante la gravidanza: l’’85% delle donne ne sperimento almeno un episodio. La forma più grave, l’iperemesi gravidica, colpisce fino al 3% delle donne in gravidanza e può richiedere l’ospedalizzazione per fornire l’alimentazione attraverso un sondino.
 
Lo studio
I ricercatori hanno analizzato i dati di 78 studi pubblicati, con un totale 8.930 pazienti. Per i sintomi lievi, zenzero, vitamina B6, antistaminici e metoclopramide si sono dimostrati tutti più efficaci di una pillola di placebo. Sia la doxilamina-piridossina sia l’ondansetron hanno battuto il placebo per quanto riguarda i sintomi moderati.Le donne con sintomi da moderati a gravi hanno ottenuto risultati migliori prendendo preventivamente la doxilamina-piridossina per ridurre il rischio di vomito ricorrente, invece di aspettare di assumere il farmaco al ripresentarsi dei sintomi.

Le gestanti che soffrono di iperemesi gravidica hanno a disposizione un minor numero di opzioni, anche se i corticosteroidi sono sembrati superiore alla metoclopramide nel ridurre gli episodi di vomito in un’analisi condotta da tre studi.

I commenti
“I risultati non sono sorprendenti, perché l’etica limita la sperimentazione di farmaci non ancora approvati in gravidanza, in particolare durante i primi mesi, quando le molecole potrebbero danneggiare lo sviluppo del feto – spiega Angela Lupattelli, ricercatrice di farmacia all’Università di Oslo, che non è stata coinvolta nello studio – A complicare le cose, non ci sono buoni test oggettivi per valutare i sintomi di nausea.In caso di sintomi lievi, alle donne si raccomanda prima di cambiare le loro abitudini alimentari, e poi di provare le opzioni non farmacologiche”.

“Alcune donne vedono migliorare i sintomi facendo piccoli pasti frequenti ad alto contenuto di proteine ed evitando gli odori forti o le altre cause della nausea, mentre altre rispondono bene allo zenzero”, spiega Siripanth Nippita, ricercatore alla Harvard University di Boston, anch’egli non coinvolto nello studio.

Fonte: JAMA 2016

Lisa Rapaport

(Versione italiana per Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

05 Ottobre 2016

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