One Health. L’approccio sempre più parte delle strategie dei Paesi europei e del Mediterraneo, ma ancora ostacoli alla piena applicazione

One Health. L’approccio sempre più parte delle strategie dei Paesi europei e del Mediterraneo, ma ancora ostacoli alla piena applicazione

One Health. L’approccio sempre più parte delle strategie dei Paesi europei e del Mediterraneo, ma ancora ostacoli alla piena applicazione

Il punto al workshop “Strengthening capacities to adopt One Health to enhance Health Security” tenuto a Roma, presso l’Iss, con i rappresentanti di più di 25 istituzioni nazionali e organizzazioni internazionali, tra cui l’Oms. Rusconi (Aics): “L’approccio ‘One Health’ è un pilastro imprescindibile della sicurezza sanitaria”.

In Europa e nei Paesi del Mediterraneo l’approccio “One Health” sta diventando parte delle strategie per garantire la salute pubblica, ma rimangono difficoltà e limiti da superare. A fare il punto è stato il Workshop Internazionale “Strengthening capacities to adopt One Health to enhance Health Security” che si è tenuto a Roma nella sede dell’Iss con i rappresentanti di più di 25 istituzioni nazionali e organizzazioni internazionali (tra cui l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Organizzazione mondiale per la salute animale, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e l’Organizzazione europea per l’alimentazione e l’agricoltura).

L’evento fa parte delle iniziative nell’ambito dell’accordo di collaborazione Oms/Iss “Arboviral and zoonotic diseases in Libya: a joint WHO-ISS intervention to mitigate threats using the One Health approach”, finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) attraverso l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).

“Oggi siamo qui per condividere esperienze e insegnamenti appresi sulle strategie nazionali, per discutere il ruolo delle reti regionali nel promuovere l’adozione di ‘One Health’ e per individuare le priorità per la collaborazione tra i Paesi”, ha spiegato il Presidente Iss, Rocco Bellantone.

“L’esperienza maturata in Libia conferma che l’approccio ‘One Health’ è un pilastro imprescindibile della sicurezza sanitaria: l’integrazione strutturata tra sorveglianza epidemiologica, diagnostica di laboratorio e coordinamento intersettoriale consente di identificare precocemente i rischi zoonotici e arbovirali e di attivare risposte tempestive e basate sull’evidenza”, ha aggiunto il Direttore di AICS, Marco Riccardo Rusconi.

L’obiettivo è di rafforzare le capacità di adozione dell’approccio “One Health” al fine di migliorare la sicurezza sanitaria, con particolare attenzione alle minacce emergenti all’interfaccia uomo-animale-ambiente, comprese le malattie zoonotiche e arbovirali, promuovendo la condivisione di esperienze sulle strategie nazionali, esaminando priorità, risultati e ostacoli alla loro attuazione.

“In un mondo in cui esseri umani, animali, ambiente ed ecosistemi sono profondamente interconnessi – ha sottolineato Ahmed Zouiten, World Health Organisation (WHO) Libya – , la salute non è più un bene isolato, ma un bene condiviso. Siamo un unico mondo, viviamo su un unico pianeta. E il nostro futuro sarà definito da quanto bene lo proteggeremo, insieme. Non c’è salute umana senza salute animale. Non c’è salute animale senza salute ambientale. E non c’è futuro senza One Health.

In particolare una sessione è stata dedicata alla condivisione delle esperienze dei vari paesi, e diversi interventi hanno sottolineato come l’approccio “One Health” sia ormai entrato in diversi piani e progetti nazionali, ma allo stesso tempo ci siano ancora difficoltà nella piena adozione. Le principali sfide rimangono: scarsa istituzionalizzazione dei meccanismi di governance multisettoriale; sistemi di dati frammentati e interoperabilità incompleta; capacità disomogenea a livello subnazionale; dipendenza da finanziamenti esterni per la sostenibilità; integrazione limitata delle componenti di sorveglianza comunitaria e ambientale.

15 Aprile 2026

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