Ossa più forti a 20 anni se a 5 si inizia a fare sport

Ossa più forti a 20 anni se a 5 si inizia a fare sport

Ossa più forti a 20 anni se a 5 si inizia a fare sport
L’infanzia è il periodo della vita in cui lo scheletro sopporta meglio i carichi e risponde agli stress meccanici. Cominciare a fare sport a 5 anni consente di avere ossa più robuste nell’età adulta. È quanto emerge da uno studio australiano

(Reuters Health) – I ragazzi che hanno praticato sport da piccoli hanno ossa più forti rispetto ai coetanei che durante l’infanzia sono stati meno attivi. L’evidenza emerge da uno studio australiano pubblicato dal Journal of Bone and Mineral Research.

“Il nostro studio fornisce un forte razionale per l’incoraggiamento precoce e persistente dello sport tra bambini e adolescenti. Questo per la prevenzione dell’osteoporosi e delle fratture legate all’età”, ha affermato l’autrice principale Joanne McVeigh.

“Le ossa rispondono ai carichi posti su di esse – spiega Johanno McVeigh, della School of Occupational Therapy, Speech Therapy and Social Work alla Curtin University di Perth, autrice principale dello studio – Esistono prove convincenti che lo scheletro in crescita abbia una migliore capacità di rispondere agli stress meccanici, ovvero ai carichi, di quanto non faccia lo scheletro adulto. Pertanto, fare sport in questi periodi critici di sviluppo consente di avere una maggiore massa ossea nella vita”.

Lo studio
McVeigh e colleghi hanno studiato 984 bambini nati negli ospedali di Perth tra il maggio 1989 e il novembre 1991. Le informazioni sull’attività sportiva, a partire dai 5 anni, sono state fornite dai genitori. La densità ossea è stata misurata con assorbimetria a raggi X a doppia energia su tutto il corpo (scansione Dexa o Dxa) quando i partecipanti avevano 20 anni. I ricercatori hanno anche effettuato numerose altre misurazioni, tra cui altezza, peso e livelli di vitamina D nel sangue, e hanno chiesto ai ventenni informazioni sullo stile di vita, compreso il consumo di alcolici e il fumo.

I risultati
Dopo la correzione per questi e altri fattori, i ricercatori hanno rilevato che l’attività sportiva ha giocato un ruolo significativo nella densità ossea a 20 anni sia per le donne che per gli uomini.

Per questi ultimi, la densità ossea di tutto il corpo era maggiore tra coloro che avevano praticato sport in modo consistente sin da piccoli, mentre la densità ossea delle gambe era maggiore anche quando i ragazzi avevano iniziato a fare sport solo negli anni dell’adolescenza. Per le donne, solo chi ha praticato regolarmente sport fin dall’infanzia ha ottenuto una densità ossea migliore a 20 anni.

Fonte: J Bone Min Res 2018

Linda Carroll

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Linda Carroll

22 Ottobre 2018

© Riproduzione riservata

Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo
Mobilità attiva. Iss: “Migliora la salute”. In Italia 4 adulti su 10 si spostano a piedi e uno su 10 in bicicletta, ma l’abitudine è in calo

Quasi quattro adulti su dieci in Italia si spostano abitualmente a piedi e uno su dieci utilizza la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani....

Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali
Lotta alla Sepsi. Ministero della Salute: “Investire per salvare vite”. Diagnosi precoce e cure tempestive fondamentali

Prevenire le infezioni, riconoscere tempestivamente i segnali della sepsi e garantire cure appropriate fin dalle prime fasi. È il richiamo del Ministero della Salute che ieri, 13 settembre, in occasione...

Dai laboratori alla città, la ricerca si racconta: torna la Settimana della Scienza per i 90 anni dello Spallanzani
Dai laboratori alla città, la ricerca si racconta: torna la Settimana della Scienza per i 90 anni dello Spallanzani

Si parte “di corsa” verso un’unica destinazione: avvicinare la scienza alle persone. Domenica 20 settembre, con "Corri per la Scienza", prende il via la seconda Settimana della Scienza dell'Istituto Nazionale...

Carenze farmaci. Ami: “Non dipendono dal commercio parallelo. È ora di iniziare un confronto basato su dati ed evidenze oggettive”
Carenze farmaci. Ami: “Non dipendono dal commercio parallelo. È ora di iniziare un confronto basato su dati ed evidenze oggettive”

Le carenze di farmaci non dipendono dal commercio parallelo e il dibattito su questo problema deve basarsi su dati ed evidenze oggettive. È questa la posizione di Affordable Medicines Italia...