Osteoporosi. Nel 2050 costerà all’Europa 76,7 miliardi all’anno

Osteoporosi. Nel 2050 costerà all’Europa 76,7 miliardi all’anno

Osteoporosi. Nel 2050 costerà all’Europa 76,7 miliardi all’anno
Ogni anno colpisce più di 100.000 persone e già oggi i costi stimati per la cura dell’osteoporosi sono stimati in 36 miliardi di euro annui. Destinati a salire a causa dell’invecchiamento della popolazione. Politici ed esperti: "Serve più prevenzione e attenzione a questa patologia".

Efficacia e sicurezza dei nuovi trattamenti farmacologici per l’osteoporosi, aderenza alla terapia e impatto socio-economico. E, in generale, la necessità di più attenzione nei confronti di questa malattia, ancora troppo sottovalutata e poco conosciuta.

Questi i temi affrontati ieri in Senato in occasione della conferenza stampa promossa dall’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione, con il contributo non condizionato di Amgen Dompè.

Anche se negli ultimi anni sono stati fatti dalla ricerca notevoli progressi, infatti, la lotta all’osteoporosi nel nostro Paese deve ancora compiere un grande salto culturale.

“La sanità ha già da tempo comunicato come l'osteoporosi rappresenti uno dei maggiori problemi per la salute non solo italiana ma europea, ed è per questo che è necessario che si continuino a promuovere progetti formativi e di aggiornamento per sensibilizzare sempre di più gli stakeholder verso una corretta prevenzione, diagnosi e trattamento di questa grave patologia”, ha precisato il senatore Antonio Tomassini, presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato e presidente dell’Associazione Parlamentare per la Tutela e la Promozione del Diritto alla Prevenzione.

“La terapia dell’osteoporosi – ha dichiarato Silvano Adami, direttore della Scuola di Specializzazione in Reumatologia, Università di Verona – è finalizzata alla prevenzione delle fratture da fragilità. La prevenzione si basa in primo luogo sulla correzione dei rischi prevenibili, come ad esempio, l’inadeguato apporto di calcio e vitamina D, fumo, eccesso di alcool, rischio ambientale di cadute. Le fratture più frequenti sono quelle a carico dei corpi vertebrali, del polso o del femore, con importanti implicazioni non solo sanitarie, ma anche socio-economiche: tra i soggetti anziani, le fratture osteoporotiche sono infatti una delle cause principali di mortalità, portando a una riduzione del livello di autosufficienza e richiedendo spesso un ricovero a lungo termine”.

È per questo, ha sottolineato Adami, che “la prevenzione svolge un ruolo fondamentale: nel caso dell’osteoporosi deve cominciare in età precoce, soprattutto nell’adolescenza, quando l’apporto di calcio attraverso gli alimenti viene assorbito dall’organismo e contribuisce effettivamente al consolidarsi della densità ossea, così come è necessario che giovani e bambini partecipino regolarmente ad attività fisiche sin da piccoli”. L’intervento farmacologico è giustificato solo se la riduzione del rischio di frattura sia prevalente rispetto ai potenziali effetti collaterali della terapia e abbia un costo economico sostenibile.

Secondo i dati Aifa 2011, illustrati da spiegato Francesco Saverio Mennini, professore al Ceis Sanità, Facoltà di Economia, Università Tor Vergata di Roma, “il mercato italiano dei farmaci anti-osteoporotici rimborsati dal Ssn copre una quota pari a quasi il 3% della spesa territoriale in termini di valore, circa 379 milioni di euro. Di questi circa due terzi è rappresentato dai bisfosfonati. L’aderenza alla terapia, anche per l’osteoporosi, rappresenta un obiettivo primario tanto in termini di miglioramento dello stato di salute quanto in relazione ad una riduzione dei costi. Infatti, si è visto come, per donne con frattura dell’anca in condizione post-menopausa, l’esposizione al trattamento farmacologico riduce il rischio di fratture del 39,5% ed il rischio di morte del 55,1%, unitamente al fatto che i costi generati dal trattamento farmacologico e dal test diagnostico vengono compensati dalla riduzione dei costi ospedalieri”.

In Italia si stima che il 57% dei costi per il trattamento delle fratture sia relativo all'assistenza ospedaliera, il 13% alle cure ambulatoriali e il 30% all'assistenza a lungo termine. La prevalenza dei costi ospedalieri è data dalla durata media dei ricoveri per fratture di origine osteoporotica, che è la più lunga tra tutte le patologie ad eccezione dei disturbi mentali.
 

28 Giugno 2012

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