Patologie cerebrovascolari. Studio “assolve” ipercolesterolemia familiare

Patologie cerebrovascolari. Studio “assolve” ipercolesterolemia familiare

Patologie cerebrovascolari. Studio “assolve” ipercolesterolemia familiare
In Norvegia è stato condotto uno studio osservazionale sulla base dei dati contenuti nel database dei ricoveri ospedalieri. Dall’analisi non è emersa una signiificativa associazione tra ipercolesterolemia familiare ed eventi cerebrovascolari

(Reuters Health) – Secondo un recente studio osservazionale norvegese, le persone con colesterolemia familiare non sarebbero esposte a un rischio aumentato di malattia cerebrovascolare e ictus ischemico.
 
Lo studio. 
I ricercatori, guidati da Anders Hovland dell’Università di Tromsoe ,hanno incrociato le informazioni sulle persone con ipercolesterolemia familiare con quelle database nazionale dei ricoveri per patologie cerebrovascolari. I dati raccolti andavano dal 2001 e il 2009. Da questo confronto è emerso che 3.144 persone con ipercolesterolemia familiare avevano subito un ricovero per patologie cerebrovascolari e 3.166 soggetti per ictus ischemico,.
Le donne con pregressa malattia delle arterie coronarie presentavano un rischio significativamente aumentato di patologie cerebrovascolari (hazard ratio, 3,29), mentre gli uomini no.

I commenti
. Gli autori riconoscono i limiti dello studio, tra cui la mancanza di informazioni su reali livelli di lipidi, farmaci e fattori legati allo stile di vita e il problema dei bias di selezione negli studi di registro.: “Si tratta solo di uno studio osservazionale senza conoscere i reali livelli di colesterolo/LDL, i trattamenti concomitanti e altri fattori di rischio simultanei”, osserva Sajjad Mueed, professore associato di neurologia clinica presso la Southern Illinois University School of Medicine di Springfield, non coinvolto nello studio.“Tuttavia è importante effettuare questo tipo di studi per avere un’idea sulla storia naturale di una malattia o di un disturbo”.

Fonte: Stroke 2018
 

Lorraine L. Janeczko
 

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lorraine L. Janeczko

19 Dicembre 2018

© Riproduzione riservata

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