Prostata. Nuova tecnica chirurgica ripristina funzione erettile

Prostata. Nuova tecnica chirurgica ripristina funzione erettile

Prostata. Nuova tecnica chirurgica ripristina funzione erettile
Una nuova tecnica chirurgica è in grado di ripristinare la funzione erettile negli uomini che hanno subito una prostatectomia radicale. In uno studio pubblicato da Euroean Urology, un team australiano ha reso conto di come la tecnica si sia rivelata efficace nel 94% dei soggetti che vi si sono sottoposti

(Reuters Health) – Gli innesti nervosi bilaterali termino-terminali, eseguiti in microchirurgia, possono ripristinare la funzione erettile e aumentare la qualità della vita sessuale negli uomini sottoposti a prostatectomia radicale. L’evidenza emerge da uno studio condotto in Australia e pubblicato da European Urology.
 
“Gli innesti nervosi bilaterali si basano sul principio della creazione di nuove vie nervose dal nervo di un donatore a organi terminali denervati quando l’innesto termino-terminale non è adatto”, spiega osserva Christopher J. Coombs della University of Melbourne di Parkville, che ha usato questa tecnica tra il 2015 e il 2017. Questa nuova procedura, modifica di una tecnica sviluppata da ricercatori brasiliani, “utilizza gli innesti nervosi termino-laterali dai fasci motori del nervo femorale solo per reinnervare direttamente il corpo cavernoso”, precisa Coombs.

Lo studio


Per valutare questo approccio, il team coordinato da Coombs ne ha esaminato gli esiti in 17 uomini sottoposti a innesto nervoso tra il 2015 e il 2017. Tutti presentavano disfunzione erettile dopo una prostatectomia radicale. Il tempo mediano tra la chirurgia della prostata e l’innesto nervoso superava di poco i due anni e il follow-up mediano dopo l’innesto è stato di 18 mesi.

A 12 mesi, 12 uomini (71%) hanno ottenuto una ripresa della funzione erettile sufficiente per avere un rapporto sessuale soddisfacente. Tre dei pazienti rimanenti hanno avuto erezioni intermittenti sufficienti per avere un rapporto sessuale soddisfacente dopo iniezioni endocavernose, altrimenti non erano in grado di raggiungere l’erezione. In due casi si sono verificate infezioni di poco conto della ferita.

Nel complesso, il 94% dei soggetti ha avuto miglioramenti clinicamente significativi nella funzione sessuale e l’82% ha fatto registrare una riduzione del problema.

Fonte: European Urology 2019
 
David Douglas
 
(Versione Italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

David Douglas

24 Aprile 2019

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