Pubertà precoce e aumento del rischio di diabete di tipo 2

Pubertà precoce e aumento del rischio di diabete di tipo 2

Pubertà precoce e aumento del rischio di diabete di tipo 2
Una pubertà precoce aumenta il rischio di sviluppare diabete di tipo 2 nelle mezze età. L’evidenza emerge da un ampio studio – oltre 30 mila uomini – condotto in Svezia. I motivi non sono ancora chiari; è possibile che l’inizio della pubertà a un’età inferiore possa portare all’accumulo di grasso addominale in eccesso, che a sua volta aumenta i fattori di rischio cardiometabolico come ipertensione, diabete e livelli anomali di lipidi

(Reuters Health) – Uno studio condotto su oltre 30.000 uomini svedesi indica che i ragazzi che entrano nella pubertà prima hanno più probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 da adulti.
 
Dopo l’aggiustamento per il BMI pediatrico, i ricercatori hanno riscontrato che gli uomini che avevano raggiunto il picco di velocità di crescita (PHV) – un indicatore obiettivo di transizione puberale – più precocemente, cioè tra i 9,3 e i 13,4 anni d’età, avevano il doppio delle probabilità di sviluppare diabete di tipo 2 verso i 55 anni rispetto agli uomini che avevano raggiunto il PHV tra i 14,8 e i 17,9 anni.
 
Il precoce raggiungimento prediceva anche il trattamento con insulina del diabete di tipo 2 (OR 1,25 per anno di età inferiore al momento del PHV).

“I nostri risultati indicano che la pubertà precoce potrebbe essere un nuovo fattore di rischio indipendente per il diabete di tipo 2 negli uomini”, dice Jenny Kindblom della Sahlgrenska Academy presso l’Università di Goteborg, autrice principale dello studio.
Lo studio ha incluso 30.697 uomini in possesso dei dati sul loro BMI e sull’altezza all’età di 8 e 20 anni per determinare a che età avessero raggiunto il PHV.

I ricercatori hanno identificato 1.851 uomini in questo gruppo che hanno ricevuto diagnosi di diabete di tipo 2 da adulti.

Tra gli uomini che hanno sviluppato questo tipo di diabete, l’età mediana alla diagnosi era 57,2 anni. I ricercatori hanno esaminato l’impatto della pubertà precoce sul diabete precoce, prima dell’età mediana di diagnosi, nonché sulla diagnosi a un’età più avanzata.

Ne è emerso che il PHV era inversamente associato al diabete di tipo 2 sia precoce (HR 1,28 per anno di età inferiore al momento del PHV) che tardivo (HR 1,13). Dopo l’aggiustamento per il BMI pediatrico, le associazioni tra età al momento del PHV e diabete di tipo 2 precoce (HR 1,24) e tardivo (HR 1,11) sono risultate simili.

Quando i ricercatori hanno considerato anche il BMI nella prima età adulta, la correlazione si è mantenuta ma non era più statisticamente significativa.
La pubertà precoce era ancora significativamente legata al diabete di tipo 2 precoce, anche dopo l’aggiustamento per il BMI a 20 anni. Al contrario, il PHV dopo l’età di 15 anni si associava a un rapporto di rischio di 0,70 per diabete precoce rispetto agli uomini che hanno raggiunto il PHV attorno all’età di 14 anni.

“Anche se i meccanismi relativi al legame tra pubertà precoce e rischio aumentato di diabete di tipo 2 non sono chiari; è possibile che l’inizio della pubertà a un’età inferiore possa portare all’accumulo di grasso addominale in eccesso, che a sua volta aumenta i fattori di rischio cardiometabolico come ipertensione, diabete e livelli anomali di lipidi”, conclude Kindblom.

Fonte: Diabetologia
 
Lisa Rapaport
 
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

Lisa Rapaport

24 Marzo 2020

© Riproduzione riservata

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