Sars-CoV-2 infetta anche le cellule epiteliali intestinali

Sars-CoV-2 infetta anche le cellule epiteliali intestinali

Sars-CoV-2 infetta anche le cellule epiteliali intestinali
Il virus che causa il Covid-19 può colpire direttamente le cellule che rivestono l’intestino. È quanto emerge da uno studio condotto in Olanda e pubblicato da Science. Una scoperta particolarmente importante, che avvalora l’ipotesi di una seconda possibile via di trasmissione del virus: quella oro-fecale.

(Reuters Health) – SARS-CoV-2, il coronavirus che causa il Covid-19, infetta gli enterociti negli organoidi intestinali. Un meccanismo che, oltre alla via respiratoria dominante, fa ipotizzare una possibilità di trasmissione del virus, quella oro-fecale. L’evidenza emerge da uno studio condotto da ricercatori della Royal Netherlands Academy of Arts and Sciences e University Medical Center di Utrecht, coordinati da Hans Clevers.
 
“I risultati del nostro studio confermano i sospetti descritti in numerosi documenti clinici su pazienti, in particolare bambini, con sintomi gastrointestinali – dice Hans Clevers – Il virus può colpire direttamente il rivestimento dell’intestino”.

Lo studio


Clevers e colleghi hanno studiato la capacità di SARS-CoV-2 di infettare gli enterociti intestinali umani mediante gli organoidi intestinali.
Questi enterociti sono stati infettati da SARS-CoV-2 e da SARS-CoV, il virus associato all’epidemia di Sars del 2003, come dimostrato dalla microscopia confocale ed elettronica.

I ricercatori hanno rinvenuto particelle virali sia sul lato basolaterale che apicale degli enterociti. L’infezione di queste cellule con SARS-CoV-2 ha provocato una serie di citochine e geni stimolati dall’interferone, un fenomeno che è stato segnalato in infezioni causate da altri virus.
SARS-CoV-2 ha indotto una risposta più forte dell’interferone in questi organoidi rispetto al virus della SARS.

I tassi di infezione erano simili nei precursori degli enterociti e negli enterociti stessi.

L’espressione dell’enzima Ace2, utilizzato da SARS-CoV-2 per infettare le cellule, aumenta di circa 1.000 volte dopo la differenziazione; ciò suggerisce che bassi livelli di Ace2 possano essere sufficienti per l’ingresso del virus nel rivestimento dell’intestino.

“Questo studio è il primo a confermare l’ingresso attivo della SARS -CoV-2 nell’enterocita – osserva Klaus Moenkemueller della Ameos Klinikum di Halberstadt, in Germania- Sorprendentemente, gli autori hanno anche rilevato l’invasione virale sia sul lato apicale che su quello basolaterale. L’intestino tenue probabilmente rappresenta un importante sito di ingresso per SARS-CoV-2, sia dal lato luminale sia attraverso la circolazione”.

“Il rapporto ci avvicina alla comprensione dell’invasività e del tropismo della SARS-CoV-2 – conclude il clinico tedesco -dimostrando che è probabilmente un virus entero-respiratorio, come altri coronavirus”.

Fonte: Science

Will Boggs
 
(Versione italiana Daily Health Industry)

08 Maggio 2020

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