Scarso udito nella mezza età e perdita di volume cerebrale

Scarso udito nella mezza età e perdita di volume cerebrale

Scarso udito nella mezza età e perdita di volume cerebrale
C’è una correlazione, nella mezza età, tra perdita dell’udito e perdita di volume del lobo temporale. Questa evidenza emerge da uno studio USA longitudinale con un follow up di circa 20 anni. La perdita di udito coinvolgerebbe le strutture dei lobi temporali, dando vita a una serie di fenomeni a cascata sulle strutture coinvolte nel deterioramento cognitivo

(Reuters Health) – Una nuova ricerca evidenzia come i problemi dll’udito nella mezza età siano associati alla perdita di volume del lobo temporale. “Questi risultati supportano l’ipotesi che l’ipoacusia a metà della vita può essere un fattore di rischio per demenza negli anziani per cambiamenti nelle strutture cerebrali”, scrivono Susan M. Resnick del National Institute on Aging di Baltimora, Maryland, e colleghi su JAMA Otolaryngology-Head and Neck Surgery.
 
“L’ipoacusia è correlata alla Malattia di Alzheimer”. Tra i pathway per l’associazione figurano “il carico cognitivo derivante dalla riallocazione delle strutture cerebrali per l’elaborazione uditiva, la variazione nella struttura e nella funzione cerebrale e un ridotto coinvolgimento sociale”.
 
Lo studio. 
Gli autori hanno valutato 194 partecipanti allo studio Baltimore Longitudinal Study on Aging a cui era stato misurato l’udito all’età media di 54,5 anni e che erano stati sottoposti a MRI nel periodo 2008-2015. Il follow-up è durato in media 19,5 anni.
Uno scarso udito nell’orecchio migliore di una persona si associava a maggiori diminuzioni della materia grigia temporale destra, dell’ippocampo destro e della corteccia entorinale sinistra. Anche un cattivo udito nell’orecchio destro era correlato a riduzioni del volume di queste strutture cerebrali e del polo temporale destro.

Non vi era alcuna associazione tra l’udito nell’orecchio sinistro durante la mezza età e variazioni nei volumi dei tessuti cerebrali.
L’ippocampo destro e la corteccia entorinale sinistra sono colpiti nelle prime fasi della Malattia di Alzheimer, osservano gli autori.

“Questi risultati indicano che la diminuzione dell’udito potrebbe interessare le strutture dei lobi temporali, producendo effetti a cascata sulle strutture vicine coinvolte nel deterioramento cognitivo. La diminuzione dell’udito associata all’età può determinare una peggior codifica del suono da parte della coclea”, aggiungono. “Di conseguenza, scarsi segnali uditivi e una ridotta stimolazione da parte della coclea compromessa possono produrre cambiamenti nell’organizzazione corticale e nella morfometria cerebrale”.

Fonte: JAMA Otolaryngology-Head and Neck Surgery
 

Reuters Staff
 

(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)
 

12 Luglio 2019

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