Sepsi. Oggi la Giornata Mondiale. Ogni anno colpisce 20 milioni di persone

Sepsi. Oggi la Giornata Mondiale. Ogni anno colpisce 20 milioni di persone

Sepsi. Oggi la Giornata Mondiale. Ogni anno colpisce 20 milioni di persone
Quasi tremila organizzazioni e ospedali si uniscono per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sepsi, una malattia con tasso di mortalità dal 25% al 40%. Ogni anno colpite in Italia 6mila persone. Amcli: "Fondamentale prevenzione e diagnosi tempestiva, con l’identificazione del batterio responsabile della malattia"

Oggi 13 settembre si celebra il World Sepsis Day, la Giornata Mondiale della Sepsi, un evento globale supportato da ben 2784 Organizzazioni ed Ospedali in tutto il mondo (vedere la pagina ufficiale (http://www.world-sepsis-day.org/?MET=HOME&vLANGUAGE=EN). La sepsi è un’infezione batterica disseminata con tasso di mortalità che varia dal 25 al 40%. Questa malattia colpisce globalmente 20 milioni di persone all’anno.
 
La sepsi è una malattia causata da un’infezione, nella maggior parte dei casi da batteri, ma a volte anche da funghi o protozoi (come la malaria). I pazienti che sopravvivono alla malattia, inoltre, continuano a combattere con diversi sintomi seri.
 
La prevenzione, dunque, è la prima arma per combattere la malattia; pertanto occorre accrescere la sensibilità e la diagnosi preventiva per rendere più efficaci le cure, sottolinea l’Associazione dei Microbiologi Clinici Italiani (AMCLI) in occasione della Giornata mondiale dedicata alla malattia.
In Italia, in particolare, circa 6000 persone all’anno vengono ricoverate a causa della sepsi, ma AMCLI riferisce che “il dato italiano è sicuramente sottostimato, in quanto a livello europeo l'incidenza è di 90 casi su 100.000 abitanti”. Inoltre gli esperti affermano che l’incidenza è in costante aumento e si ipotizza che nei prossimi 20 anni i casi potrebbero raddoppiare, un serio problema dato che spesso la malattia è causata da batteri multi resistenti agli antibiotici.
 
“Quanto prima viene somministrato l'antibiotico giusto, tanto maggiore è la sopravvivenza. Le indagini svolte nei laboratori di microbiologia clinica sono l'elemento determinante per la diagnosi di sepsi  e per l’identificazione del corretto antibiotico da somministrare al paziente”, spiega Amcli.
“Oggi siamo in grado di dare informazioni utili al trattamento del paziente in meno di 24 ore” spiega Pierangelo Clerici, Presidente Amcli e Direttore Unità Operativa Complessa di Microbiologia Ospedale Civile Legnano.“Grazie alle nuove tecnologie, i tempi per l’identificazione del batterio responsabile della sindrome settica in un paziente e i dati della sua sensibilità ai diversi antibiotici sono notevolmente ridotti. Il clinico di solito inizia una terapia antibiotica empirica e attende i dati della microbiologia per continuare lo stesso antibiotico oppure cambiarlo. Purtroppo non tutti i laboratori di microbiologia sono opportunamente attrezzati”, aggiunge Clerici. “I nostri amministratori dovrebbero essere consapevoli che investire nei laboratori di microbiologia clinica significa di fatto risparmiare; la diagnosi veloce di sepsi ne è una dimostrazione”. A tale proposito, riferisce l’Associazione, alcune Regioni – “ancora troppo poche”, ha affermato Amcli-, hanno attivato protocolli diagnostico-terapeutici ad hoc per le sepsi sin dall'arrivo del paziente in pronto soccorso, grazie a un lavoro comune tra microbiologi e clinici.
 
Viola Rita

Viola Rita

12 Settembre 2014

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