Sistema riscaldamento tabacco: fino al 94% in meno di assorbimento di sostanze nocive rispetto a sigarette tradizionali

Sistema riscaldamento tabacco: fino al 94% in meno di assorbimento di sostanze nocive rispetto a sigarette tradizionali

Sistema riscaldamento tabacco: fino al 94% in meno di assorbimento di sostanze nocive rispetto a sigarette tradizionali
Uno studio di tre mesi effettuato su un campione di 160 fumatori adulti ha dimostrato come il passaggio dalle tradizionali sigarette a combustione all’utilizzo del Sistema di Riscaldamento del Tabacco determini una forte riduzione delle sostanze dannose o potenzialmente dannose prodotte.

Lo studio, pubblicato su Nicotine & Tobacco Research, ha valutato l'impatto sui biomarcatori di esposizione alle sostanze dannose o potenzialmente dannose (Harmful or Potentially Harmful Constituents, HPHC) nel passaggio da sigarette tradizionali mentolate (mCC) al Sistema di Riscaldamento del Tabacco (THS 2.2) con stick con mentolo (mTHS2.2), rispetto alla totale cessazione del fumo.
 
Lo studio
Condotto in Giappone presso il Tokyo Heart Center Osaki Hospital, lo studio ha coinvolto un campione di 160 adulti di età compresa tra i 23 e i 65 anni, fumatori da almeno 3 anni di minimo 10 sigarette al mentolo al giorno.
Di questi, 78 soggetti sono stati inclusi nel gruppo mTHS 2.2, 42 hanno continuato a fumare mCC mentre 40 hanno smesso di fumare. I partecipanti sono stati dunque monitorati per 5 giorni in isolamento e per altri 85 giorni tramite visite ambulatoriali periodiche. Tra gli endpoint considerati: la valutazione dei biomarcatori di esposizione agli HPHC, la rilevazione delle modalità di utilizzo (aspirazioni) sia del dispositivo che della sigaretta tramite la human puffing topography, ed infine la sicurezza e la tollerabilità dei prodotti.
 
I risultati
Dopo 5 giorni di monitoraggio continuo le concentrazioni di carbossiemoglobina, di acido 3-idrossipropilmercapturico, di acido monoidrossibutenilmercapturico e di acido S-fenilmercapturico, si attestavano rispettivamente più basse del 55%, 49%, 87% e 89% nel gruppo di partecipanti che aveva effettuato il passaggio al mTHS 2.2, rispetto a chi aveva continuato a fumare mCC, mentre gli altri biomarcatori di esposizione (endpoint secondari) erano diminuiti dal 50% al 94% nel gruppo mTHS. I dati evidenziati dopo 5 giorni di isolamento sono stati confermati anche dopo 3 mesi di monitoraggio e sono risultati simili rispetto a quelli rilevati nei pazienti che avevano smesso di fumare.
Dai rilevamenti con la human puffing topography è stato inoltre osservato che i partecipanti che utilizzavano mTHS tendevano a effettuare “puff” più brevi e più frequenti rispetto ai fumatori di sigarette, pur avendo un totale inspirato simile nei due gruppi.
In merito all'urgenza di fumare nuovamente e la soddisfazione conseguente all’utilizzo, lo studio ha dimostrato come tali comportamenti fossero simili nei due gruppi.
 
Il 37,5% (60 su 160) dei partecipanti ha presentato eventi avversi giudicati di leggera entità dal Team sperimentale con un solo caso moderato e nessuno di grave entità. Un aumento dei trigliceridi si è riscontrato nei partecipanti inclusi nel gruppo che aveva smesso di fumare, probabilmente legato all'aumento di peso (che ammontava a circa 2,5 Kg al termine del periodo di osservazione), oltre ad una riduzione dei valori dell'emoglobina e dei neutrofili, di infezioni (nasofaringite), dissenteria o costipazione.
Nei gruppi mTHS e mCC infine non sono state rilevate anormalità dall'analisi delle funzioni vitali, dall'elettrocardiogramma e dall'esame spirometrico.
 
In conclusione dunque, è stata osservata una marcata riduzione all'esposizione agli HPHC nel gruppo di partecipanti che hanno effettuato il passaggio al THS 2.2, simile a quella osservata tra i fumatori che avevano smesso di fumare.

19 Aprile 2018

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