Smart working. Dai medici dell’Ambiente i consigli su come lavorare ‘da casa’ in sicurezza

Smart working. Dai medici dell’Ambiente i consigli su come lavorare ‘da casa’ in sicurezza

Smart working. Dai medici dell’Ambiente i consigli su come lavorare ‘da casa’ in sicurezza
“È importante utilizzare i telefoni cellulari in condizioni di alta ricezione del segnale, così come è preferibile usare dispositivi di ultima generazione caratterizzati da un basso assorbimento elettromagnetico, fare chiamate brevi o utilizzare auricolari e sistemi viva-voce in caso di lunghi colloqui”.

Il lavoro agile o smart working è stato uno degli strumenti individuati dal governo come ausilio indispensabile nel contesto della situazione emergenziale derivata dalla pandemia COVID-19. Se da una parte lo smart working ha concorso a una notevole diminuzione del rischio di esposizione al virus per una fascia estesa della popolazione, dall’altra ha costituito uno scenario nuovo in cui ripensare il lavoro, con lo sviluppo di un modello “ibrido” di prestazione lavorativa non esente da criticità, con inevitabili impatti su salute e sicurezza.
 
In questo contesto non ancora sufficientemente normato, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) ha predisposto alcuni consigli utili per ridurre i potenziali rischi associati allo smart working, primo fra tutti l’esposizione all’elettrosmog negli ambienti indoor che non andrebbe mai sottovalutata.
 
 “L’inquinamento elettromagnetico tende sempre a crescere a causa dell’introduzione nell’ambiente di nuove e svariate sorgenti artificiali come, ad esempio, impianti di telecomunicazioni, dispositivi elettronici Wi-Fi, telefoni cellulari, linee elettriche ad alta tensione – inquadra il professor Prisco Piscitelli, epidemiologo e Vicepresidente SIMA -. Mentre sono noti gli effetti acuti che si verificano a livelli di esposizione molto elevati, i risultati di varie ricerche scientifiche non hanno fornito indicazioni univoche sull’insorgenza di effetti nocivi per la salute da esposizioni a lungo termine a bassi livelli di esposizione”.
 
Bambini e ragazzi – presenti in casa per la chiusura delle scuole o le vacanze – possono rappresentare una fascia maggiormente vulnerabile e suscettibile di un più cospicuo assorbimento delle onde elettromagnetiche, per un maggiore contenuto di acqua all’interno del cranio e uno spessore osseo più sottile.
 
“È importante utilizzare i telefoni cellulari in condizioni di alta ricezione del segnale, così come è preferibile usare dispositivi di ultima generazione caratterizzati da un basso assorbimento elettromagnetico, fare chiamate brevi o utilizzare auricolari e sistemi viva-voce in caso di lunghi colloqui – dichiara Alessandro Miani, Presidente SIMA -. Per quanto riguarda il posizionamento delle antenne dei sistemi Wi-Fi, Bluetooth e reti senza fili, il consiglio è quello di installarli negli ambienti della casa meno frequentati, evitando di tenere inutilmente accesi nei luoghi di lunga permanenza il Wi-Fi e apparecchi elettrici”.
 
“Per l’uso del pc portatile, è da preferirsi il collegamento via cavo o, in alternativa, bisognerebbe interrompere la connessione Wi-Fi nei periodi di inattività, per evitare che la continua ricerca di una rete generi inutili esposizioni.  Ogni 2 ore prendetevi una pausa di 5 o 10 minuti. È inoltre doveroso evitare di dormire tenendo lo smartphone vicino al letto – rimarca -, magari anche in ricarica, oppure avere dispositivi elettronici (radiosveglie, segreteria telefonica ecc.) poggiati sul comodino vicino a voi”.
 
Infine, come spiega il dottor Carlo Ottaviani, Dirigente Medico Legale INAIL, “dal punto di vista della sicurezza, viene a mancare una categorizzazione dell’ambiente di lavoro, tradizionalmente basato su strumenti, spazi e tempistiche finalizzati a una specifica produzione e inquadrati in un’organizzazione lavorativa che prevede un insieme di comportamenti corretti, atti a garantire la tutela dei lavoratori e la prevenzione di infortuni, malattie, contagi. Di qui la necessità di valutare l’opportunità di un intervento del legislatore per normare le criticità, specie sotto il profilo della tutela assicurativa sociale”.

26 Giugno 2020

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