Speciale ESC. Bere tè allunga la vita

Speciale ESC. Bere tè allunga la vita

Speciale ESC. Bere tè allunga la vita
Uno studio francese condotto su 131 mila persone dimostra che i consumatori di tè presentano una riduzione della mortalità non cardiovascolare del 24%; il consumo di caffè avrebbe invece un effetto neutro sulla mortalità per cause cardiache e non

“Dovendo scegliere se bere un tè o un caffè – sostiene Nicolas Danchin, cardiologo dell’Hôpital européenGeorges-Pompidoudi Parigiprobabilmente è meglio orientarsi sul primo. Entrambi le bevande occupano un posto importante nella nostra vita e i loro effetti sull’apparato cardiovascolare sono stati ampiamente indagati, anche se le ricerche hanno prodotto risultati contrastanti. Per questo abbiamo deciso di studiare gli effetti del consumo di tè e caffè sulla mortalità cardiaca e non, in una vasta popolazione francese a basso rischio di malattie cardiovascolari”.
 
Gli oltre 131 mila partecipanti, di età compresa tra i 18 e i 95 anni, sono stati arruolati presso l’IPC Preventive Medicine Center di Parigi, tra il 2001 e il 2008; il follow up medio per ciascuno è stato di 3,5 anni. Il consumo di caffè, stabilito mediante questionari, veniva classificato come ‘assente’, ‘da 1 a 4’ o ‘più di 4’ tazze al giorno. In generale, gli uomini tendono a bere più caffè le donne amano di più il tè.
I consumatori di caffè presentavano un profilo di rischio cardiovascolare peggiore dei non bevitori di caffè, in quanto più spesso fumatori: a fumare erano il 17% dei non bevitori di caffè, il 31% di quelli che ne consumavano da 1 a 4 tazze al giorno e il 57% dei forti consumatori (oltre 4 tazze al giorno). I consumatori di caffè erano inoltre un po’ meno attivi fisicamente rispetto ai non estimatori della bevanda scura: solo il 41% riferivano un discreto livello di attività fisica, rispetto al 45% dell’altro gruppo.
 
I forti consumatori di tè, presentavano un profilo di rischio, opposto rispetto ai grandi bevitori di caffè: il 34% dei non bevitori di tè erano fumatori, rispetto al 24% di chi beveva 1-4 tazze di tè al giorno e al 29% di chi ne beveva più di 4 tazze.
Il forte consumo di tè correlava anche con una riduzione dei valori pressori; rispetto ai non bevitori di tè, nei forti consumatori la sistolica era più bassa di 4-5 mmHg e la diastolica di 3 mmHg
 
In questo periodo si sono verificati 95 decessi per cause cardiovascolari e 632 per cause non cardiovascolari. Il consumo di caffè non risultava statisticamente correlato ad un aumento della mortalità cardiovascolare o non cardiovascolare, ma non presentava neppure particolari benefici. Tra i consumatori di tè è stato registrato invece un trend in diminuzione per la mortalità cardiovascolare, che sfiorava la significatività statistica; notevole invece l’impatto del consumo di tè sulla mortalità per cause non cardiovascolari, che risultava ridotta del 24%. Curiosamente, a godere di più dei benefici del tè sembrano essere gli ex fumatori o quelli ancora in attività. Estendendo l’analisi al 2011, per un totale di sei anni di follow-up, questo dato risultava confermato.
 
“Il tè contiene anti-ossidanti – conclude Danchin – che possono risultare benefici; certo, i consumatori di tè seguono inoltre anche uno stile di vita più salutare e anche questo ha il suo peso. Ma ritengo che sia comunque legittimo raccomandare di bere tè, anziché il caffè”.
 
Maria Rita Montebelli

Maria Rita Montebelli

03 Settembre 2014

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