Spesa farmaceutica. Quella in farmacia stagna nel 2019. In media ogni italiano ha acquistato 18 farmaci con un prezzo medio di 9,26 euro. Ticket a quota 1,5 mld. I dati Federfarma

Spesa farmaceutica. Quella in farmacia stagna nel 2019. In media ogni italiano ha acquistato 18 farmaci con un prezzo medio di 9,26 euro. Ticket a quota 1,5 mld. I dati Federfarma

Spesa farmaceutica. Quella in farmacia stagna nel 2019. In media ogni italiano ha acquistato 18 farmaci con un prezzo medio di 9,26 euro. Ticket a quota 1,5 mld. I dati Federfarma
Aumenta seppur di poco l’incidenza delle confezioni di generici che è pari al 30,3% (29,9% nel dicembre 2018). Per quanto riguarda i ticket sui farmaci gli italiani hanno speso 1,5 mld di cui il 70% dovuto alla differenza di prezzo rispetto al valore di rimborso, avendo richiesto un farmaco più costoso. Anche nel 2019 i farmaci per il sistema cardiovascolare si sono confermati la categoria a maggior spesa. IL REPORT

“La spesa farmaceutica convenzionata netta ha fatto registrare anche nel 2019 un calo del -0,2% rispetto al 2018. Prosegue quindi il trend di riduzione della spesa per farmaci erogati dalle farmacie nel normale regime convenzionale, con un andamento mensile, però, differenziato nell’ambito del semestre e a livello regionale”. Sono solo alcuni dei numeri riportati da Federfarma nel suo report annuale.
 
Nel 2019, il calo complessivo medio della spesa è stato determinato da una diminuzione del -0,9% del numero delle ricette SSN, parzialmente compensato da un incremento del valore medio della ricetta (netto +0,8%; lordo +0,5%), conseguente a un incremento del prezzo medio dei farmaci prescritti in regime convenzionale (+0,5%).

Nel 2019 le ricette sono state oltre 571 milioni, pari in media a 9,46 ricette per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del SSN sono state quasi un miliardo e 100 milioni (-0,9% rispetto al 2018). Ogni cittadino italiano ha ritirato in farmacia in media 18,2 confezioni di medicinali a carico del SSN, di prezzo medio pari a 9,26 euro.
 
IL CONTRIBUTO DELLE FARMACIE AL CONTENIMENTO DELLA SPESA
“Le farmacie – sottolinea Federfarma – continuano a dare un rilevante contributo al contenimento della spesa – oltre che con la diffusione degli equivalenti e la fornitura gratuita di tutti i dati sui farmaci SSN – con lo sconto per fasce di prezzo, che ha determinato nel 2019 un contenimento della spesa netta di oltre 320 milioni di euro, ai quali vanno sommati oltre 64 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% di cosiddetto pay-back, posto a carico delle farmacie a partire dal 1° marzo 2007 e sempre prorogato, volto a compensare la mancata riduzione del 5% del prezzo di una serie di medicinali. A tali pesanti oneri si è aggiunta, dal 31 luglio 2010, la trattenuta dell’1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata, da luglio 2012, al 2,25%. Tale trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile nel 2019 in oltre 181 milioni di euro. Complessivamente, quindi, il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa, nel 2019, è stato di oltre 566 milioni di euro”.
       
È bene ricordare che gli sconti per fasce di prezzo posti a carico delle farmacie hanno un carattere progressivo in quanto aumentano all’aumentare del prezzo del farmaco, facendo sì che i margini reali della farmacia siano regressivi rispetto al prezzo. Le farmacie rurali sussidiate e le piccole farmacie a basso fatturato SSN (i cui limiti sono stati aggiornati a decorrere dal 1° gennaio 2018) godono di una riduzione dello sconto dovuto al SSN, mentre dal 1° gennaio 2019 sono state esentate dagli sconti le farmacie con fatturato annuo SSN inferiore a 150.000 €.
 
QUOTE DI PARTECIPAZIONE A CARICO DEI CITTADINI
Le quote di partecipazione a carico dei cittadini sono calate del -1,6% rispetto al 2018, con un’incidenza media del 15,3% sulla spesa lorda, con punte che arrivano fino al 19,6% della Campania e al 19,2% del Veneto.
       
Complessivamente i cittadini hanno pagato più di 1.500 milioni di euro di quote di partecipazione sui farmaci, di cui oltre il 70% (dato AIFA) dovuto alla differenza di prezzo rispetto al valore di rimborso, avendo richiesto un farmaco più costoso.

 
INCIDENZA DELLE LISTE DI RIFERIMENTO E DEI GENERICI
Rimane sostanzialmente stabile a livello medio nazionale l’incidenza dei farmaci inseriti nelle liste di riferimento AIFA a seguito della scadenza del brevetto del farmaco di marca. A livello nazionale l’incidenza delle confezioni di farmaci a brevetto scaduto sul totale delle confezioni erogate in regime di SSN, nel mese di dicembre 2019, è stata pari all’82,4% (era l’82,5% nel dicembre 2018), mentre la relativa spesa è stata pari al 66,6%% del totale (66,68% nel dicembre 2018).
       
È leggermente aumentata, invece, l’incidenza delle confezioni di generici, è pari al 30,3% (29,9% nel dicembre 2018) del totale per una spesa pari al 21,2% del totale (20,5% nel dicembre 2018), con notevoli differenze a livello regionale.
 
L’ANDAMENTO DELLA SPESA A LIVELLO REGIONALE        
Il calo di spesa è  particolarmente evidente in Abruzzo (-6,3%), seguito dalla provincia di Bolzano (-2,2%), da Toscana (-2%), Marche (-1,9%). La spesa è invece in aumento in Emilia-Romagna (+2,4%), Lombardia (+2,2%), Sicilia (+1%), Basilicata (+0,6%), Molise (+0,5%), Calabria (+0,2%).
 
I CONSUMI DI FARMACI SSN NEL 2019
Anche nel 2019 i farmaci per il sistema cardiovascolare si sono confermati la categoria a maggior spesa, pur facendo segnare un calo di spesa (-2,6%), a fronte di un limitato aumento dei consumi (+0,6%), a seguito della prescrizione di farmaci mediamente meno costosi, in quanto a brevetto scaduto.

Tra le 10 categorie di farmaci più prescritte anche nel 2019 si collocano al primo posto gli inibitori della pompa acida (farmaci per gastrite, ulcera, reflusso gastrico), pur facendo registrare un notevole calo dei consumi (-10,8% rispetto al 2018). All’interno della categoria dei farmaci antipertensivi in aumento soprattutto le prescrizioni di betabloccanti (+5,6%). Rallenta, invece, la crescita del consumo di vitamina D (+0,4% rispetto al 2018).

La specialità medicinale più prescritta continua a essere la cardioaspirina® (farmaco antiaggregante; -0,7% rispetto al 2018), seguita dal dibase® (farmaco per le carenze di vitamina D; -8,2%). In sensibile calo i consumi di farmaci di marca per l’apparato gastrointestinale (pantorc® -9%), mentre sono in aumento quelli di Bisoprolo (+21,9%) e di cardicor® (+7,5%), entrambi betabloccanti.

27 Maggio 2020

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