TBC: un passo avanti verso un nuovo vaccino

TBC: un passo avanti verso un nuovo vaccino

TBC: un passo avanti verso un nuovo vaccino
Uno studio pubblicato su Nature Medicine offre una nuova prospettiva nella prevenzione della tubercolosi. Un batterio geneticamente modificato è in grado di indurre l’immunizzazione in topi da laboratorio. 

Una buona notizia nella lotta globale alla tubercolosi: un gruppo di ricercatori dell’Albert Einstein College of Medicine presso la Yeshiva University di New York ha creato in laboratorio un batterio ibrido simile al Mycobacterium tubercolosis in grado di stimolare la risposta immunitaria nei topi riuscendo così a scardinare uno degli ostacoli principali alla messa a punto di un vaccino: la capacità del batterio responsabile della Tbc di eludere la prima aggressione del sistema immunitario.
In una prima fase dello studio, pubblicato su Nature Medicine, il team si è concentrato su un gruppo di geni denominato “esx-3” noto per il suo ruolo nel proteggere il batterio della tubercolosi dal sistema immunitario dell’organismo ospitante. L’ipotesi dei ricercatori era che eliminando questo gruppo di geni, il batterio potesse diventare vulnerabile ed essere debellato. L’esperimento effettuato su topi da laboratorio è stato un successo: dopo aver ingegnerizzato un batterio molto simile al M. Tubercolosis (il Mycobacterium smegmatis che colpisce i topi) eliminando il gruppo esx-3, il team ha infettato i topi con alte dosi del microrganismo, ma il sistema immunitario dei roditori è stato in grado di rispondere all’infezione.
Nell’uomo, tuttavia, l’esperimento non ha funzionato: il M. Tubercolosis, se privato del gruppo di geni esx-3 non può vivere.
Il team è però giunto quasi per caso alla messa a punto di un vaccino potenzialmente efficace nell’uomo. Hanno infatti creato un ulteriore batterio, definito IKEPLUS, “ricucendo” nel Dna del Mycobacterium smegmatis (il batterio dei topi) il gruppo di geni esx-3 estratto dal Mycobacterium tubercolosis (il batterio che infetta l’uomo). Il nuovo batterio nelle intenzioni dei ricercatori avrebbe dovuto recuperare la capacità di ingannare il sistema immunitario. Ma così non è stato: il nuovo ceppo era vulnerabile al sistema immunitario ed era quindi un candidato ideale per essere impiegato come vaccino, come hanno dimostrato gli esperimenti successivi.
Il gruppo ha vaccinato 5 topi con IKEPLUS, infettandoli di seguito con il Mycobacterium tubercolosis. I risultati sono stati entusiasmanti: tutti i topi sono vissuti per più di 40 giorni, due per 90 giorni, uno addirittura per 343 giorni. I cinque topi di controllo, non vaccinati, sono morti invece 5 giorni dopo l’infezione. Esperimenti con numeri più alti di topi hanno dato gli stessi risultati. Inoltre, i tessuti estratti da topi immunizzati con IKEPLUS e che erano sopravvissuti per più di 200 giorni dopo l’esposizione al batterio, hanno evidenziato che il batterio era stato completamente eliminato dal fegato dell’animale. “È qualcosa che nessuno aveva visto prima. Lo abbiamo sognato per anni”, ha commentato il coordinatore dello studio William Jacobs che tuttavia invita alla cautela: “solo il 20 per cento dei topi sopravvive a lungo”. Inoltre "non sappiamo se funzionerà sull’uomo. Nonostante ciò, IKEPLUS è diverso da ogni altro vaccino individuato finora e [lo studio] è un passo significativo nello sforzo di creare un vaccino migliore contro la Tbc”, ha concluso. 

05 Settembre 2011

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