Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea

Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea

Tumore al polmone non a piccole cellule con mutazione HER2: trastuzumab deruxtecan migliora la sopravvivenza libera da progressione come trattamento di prima linea

I dati dello studio di Fase III DESTINY-Lung04 mostrano un miglioramento significativo della sopravvivenza libera da progressione con trastuzumab deruxtecan rispetto alla terapia standard, come trattamento di prima linea nel NSCLC non squamoso con mutazione HER2

Trastuzumab deruxtecan ha prodotto un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto allo standard di cura (chemioterapia con doppietta platino-pemetrexed più pembrolizumab) come trattamento di prima linea dei pazienti nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso, non resecabile, localmente avanzato o metastatico con mutazione di HER2.

È quanto emerge dallo studio di Fase III DESTIN-Lung04 presentato nel corso del Presidential Symposium 2 alla IASLC 2026 World Conference on Lung Cancer ((Seoul, 12-15 settembre) organizzata dall’International Association for the Study of Lung Cancer. Trastuzumab deruxtecan è un anticorpo monoclonale farmaco-coniugato (ADC) specificamente diretto contro HER2, scoperto da Daiichi Sankyo e sviluppato e commercializzato congiuntamente da Daiichi Sankyo e AstraZeneca.

Lo studio

Lo studio DESTINY-Lung04 ha arruolato 454 pazienti in molteplici centri in Asia, Europa e America del Nord. Circa tre quarti (75,8%) dei pazienti nel braccio trastuzumab deruxtecan presentavano una malattia de novo, cioè il tumore polmonare era stato diagnosticato per la prima volta in fase metastatica, e quasi un quarto (22,9%) presentava metastasi cerebrali al basale. I partecipanti allo studio avevano ricevuto in precedenza radioterapia, chemioterapia, immunoterapia o terapia mirata per la malattia in fase iniziale.

La durata mediana del follow-up è stata di 21,6 mesi nei pazienti che ricevevano trastuzumab deruxtecan e di 20,4 mesi nei pazienti che ricevevano pembrolizumab più chemioterapia. Al cut-off dei dati del 9 giugno 2026, 50 pazienti erano ancora in trattamento nello studio, dei quali 40 continuavano a ricevere trastuzumab deruxtecan e 10 ricevevano pembrolizumab più chemioterapia.

Le evidenze

Nell’analisi dell’endpoint primario, la monoterapia con trastuzumab deruxtecan ha ridotto del 37,0% il rischio di progressione di malattia o morte rispetto a pembrolizumab più chemioterapia (hazard ratio [HR] = 0,63; intervallo di confidenza [IC] al 95%: 0,50-0,79; p<0,0001).

La sopravvivenza libera da progressione mediana, valutata mediante revisione centrale indipendente in cieco (BICR), è stata di 14,3 mesi (IC al 95%: 12,4-16,5) con trastuzumab deruxtecan rispetto a 8,3 mesi (IC al 95%: 7,0-9,9) con pembrolizumab più chemioterapia.

Un trend favorevole di sopravvivenza libera da progressione è stato osservato anche nei principali sottogruppi, inclusi i fattori di stratificazione predefiniti, quali presenza o anamnesi di metastasi cerebrali, stato di fumatore, stato mutazionale di HER2 (esone 19 o esone 20), malattia de novo o recidivante e presenza di metastasi epatiche.

Il tasso di risposta obiettiva (ORR) con trastuzumab deruxtecan è risultato del 70,0% (IC 95%: 63,6-75,9) rispetto al 44,5% (IC 95%: 37,9-51,2) con pembrolizumab più chemioterapia.

La durata mediana della risposta (DOR) con trastuzumab deruxtecan è stata di 13,4 mesi (IC 95%: 10,4-17,2) e di 9,7 mesi (IC 95%: 7,0-11,1) con pembrolizumab più chemioterapia. La PFS2 (tempo dall’inizio del trattamento alla seconda progressione del tumore o al decesso per qualsiasi causa) mediana con trastuzumab deruxtecan è stata di 22,7 mesi (IC 95%: 20,3-26,3) rispetto a 17,3 mesi (IC 95%: 15,6-21,8) con pembrolizumab più chemioterapia.

Il profilo di sicurezza del farmaco

Il profilo di sicurezza di trastuzumab deruxtecan osservato nello studio DESTINY-Lung04 è risultato in generale coerente con il profilo già noto, e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza. Eventi avversi correlati al trattamento (TRAE) di grado 3 o superiore si sono verificati nel 34,1% dei pazienti trattati. Il più comune evento avverso correlato al trattamento di grado 3 o superiore, verificatosi nel 5% o più dei pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan, è stato la neutropenia (11,1%). Eventi di malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite si sono verificati nel 20,8% dei pazienti trattati con trastuzumab deruxtecan, come osservato da un comitato indipendente di valutazione. La maggior parte degli eventi di malattia polmonare interstiziale o polmonite era di basso grado (grado 1 [n=7; 3,1%] o grado 2 [n=30; 13,3%]). Nel braccio trastuzumab deruxtecan si sono verificati cinque (2,2%) eventi di malattia polmonare interstiziale di grado 3, uno (0,4%) di grado 4 e quattro (1,8%) di grado 5.

I commenti degli esperti

“Ogni anno in Italia vengono stimati circa 45.000 nuovi casi di carcinoma polmonare – afferma Silvia Novello, Presidente WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe), Professore ordinario di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Torino e responsabile dell’Oncologia Medica presso l’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano –Il tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di HER2 è una patologia aggressiva, per la quale gli attuali standard di cura in prima linea hanno scarsa efficacia e molti pazienti presentano progressione di malattia entro un anno dall’inizio del trattamento. Con un tasso di risposta obiettiva del 70% e una sopravvivenza libera da progressione mediana di 14,3 mesi, trastuzumab deruxtecan ha sicuramente le caratteristiche per diventare una nuova opzione di cura di prima linea per questi pazienti”.

“Circa il 4% dei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule presenta la mutazione della proteina HER2 – aggiunge Antonio Passaro, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano – La presenza della mutazione HER2 rende la neoplasia sensibile a farmaci diretti contro questo target. Trastuzumab deruxtecan combina un anticorpo monoclonale con un agente citotossico ed è altamente selettivo per le cellule tumorali, riducendo al minimo i danni alle cellule sane circostanti e aumentando l’efficacia del trattamento nei pazienti con tumore con mutazione di HER2. È importante distinguere la mutazione di HER2 dalla sovraespressione di questa proteina. Sono alterazioni biologicamente differenti e non identificano necessariamente gli stessi pazienti. I risultati dello studio DESTINY-Lung04 rafforzano l’importanza della profilazione molecolare completa al momento della diagnosi, così da identificare anche alterazioni meno frequenti ma trattabili”.

“Trastuzumab deruxtecan è il primo farmaco e anticorpo-farmaco coniugato diretto contro HER2 approvato per i pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule con mutazione di HER2 ed è diventato un trattamento standard di seconda linea”, afferma John Tsai, MD, Global Head of R&D, Daiichi Sankyo,“Il beneficio di sei mesi in termini di sopravvivenza libera da progressione e gli elevati tassi di risposta osservati nello studio DESTINY-Lung04 rafforzano l’importanza di bersagliare direttamente HER2 in questi pazienti e sostengono il potenziale di trastuzumab deruxtecan nel setting di prima linea, nel quale l’obiettivo fondamentale è ritardare il più a lungo possibile la progressione di malattia”.

“DESTINY-Lung04 è il primo studio di fase 3 che dimostra una sopravvivenza libera da progressione superiore rispetto allo standard di cura di prima linea nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato con mutazione di HER2”, conclude Susan Galbraith, Executive Vice President, Oncology Hematology R&D, AstraZeneca,“Questi risultati si aggiungono al crescente corpus di evidenze a sostegno di trastuzumab deruxtecan come trattamento importante per i pazienti con alterazioni di HER2 e ne sottolineano il potenziale ruolo al momento della diagnosi di malattia metastatica, quando il trattamento ha la maggiore opportunità di migliorare gli esiti”.

Marco Landucci

15 Settembre 2026

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