Tumore al seno: rischio ridotto da corretti stili di vita

Tumore al seno: rischio ridotto da corretti stili di vita

Tumore al seno: rischio ridotto da corretti stili di vita
Uno studio italo-americano pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute mostra che il controllo del peso, la riduzione del consumo di alcol e l’aumento dell’attività fisica può ridurre di quasi il 2 per cento il rischio di sviluppare il cancro al seno nelle donne in post-menopausa.

Il controllo del peso corporeo dopo la menopausa, la riduzione del consumo di bevande alcoliche, l’aumento di attività fisica possono ridurre drasticamente il rischio di tumore alla mammella. Sono questi i risultati di uno studio multicentrico, condotto da ricercatori americani e italiani e pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute.
Per l’Italia la ricerca è stata coordinata da ricercatori dell’Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica (Ispo) di Firenze e dell’Istituto di biometria dell’Università di Milano.
Nella popolazione italiana, il rischio per una donna di 65 anni di sviluppare un tumore al seno nei 20 anni successivi risulta del 6,5 per cento. La modifica dei fattori legati allo stile di vita (alcol, peso, inattività) potrebbe portare a una diminuzione di circa l’1,6%, una riduzione che può apparire relativamente modesta a livello individuale, ma si tradurrebbe a livello di popolazione generale in una riduzione importante dei casi di tumore (in una popolazione di 1 milione di donne, una riduzione del rischio di circa 1,6% si tradurrebbe in 16.000 casi di tumore in meno).
“Oggi – ha spiegato Domenico Palli, dell’Ispo, che ha preso parte allo studio – sappiamo che vi sono fattori potenzialmente modificabili, legati allo stile di vita, che possono influenzare lo sviluppo del tumore al seno, il più diffuso nella popolazione femminile: tra questi, il peso eccessivo in post menopausa, il consumo di alcol e la scarsa attività fisica. E si può ipotizzare che interventi “preventivi” volti a ridurre questi fattori nella popolazione potrebbero tradursi in una riduzione consistente dell’incidenza di questo tumore”. 

01 Agosto 2011

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