Tumori solidi. Individuati nuovi potenziali bersagli per fermarne la crescita

Tumori solidi. Individuati nuovi potenziali bersagli per fermarne la crescita

Tumori solidi. Individuati nuovi potenziali bersagli per fermarne la crescita
Uno studio* sulla rivista PNAS ha identificato nuovi bersagli molecolari per studiare controllo dell'angiogenesi, il processo di formazione dei vasi sanguigni, che può essere cruciale nella progressione di alcune patologie, tra cui i tumori solidi del polmone e della mammella. La ricerca, condotta dalla Sapienza Università di Roma e dalla Oxford University, apre la strada a prospettive di studio per nuovi trattamenti terapeutici

È stato identificato un nuovo meccanismo alla base dell’angiogenesi, il processo di generazione dei vasi sanguigni che, se alterato, può essere coinvolto nella progressione di numerose patologie, tra cui i tumori solidi. Ad individuare questo meccanismo è uno studio coordinato da Antonio Filippini della Sapienza Università di Roma e da Antony Galione della Oxford University.

Lo studio*, sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences USA), permette di individuare nuovi bersagli molecolari per il controllo della formazione di vasi sanguigni, all’interno del processo di angiogenesi.
L’angiogenesi rappresenta il normale processo di formazione dei vasi sanguigni, che avviene nel corso dello sviluppo embrionale o nella riparazione di una ferita. Una formazione indesiderata di nuovi vasi sanguigni e una sua anomala crescita, però, può verificarsi anche nelle patologie citate sopra, spiegano gli esperti, rappresentando, nel caso delle neoplasie, la maggiore causa di progressione tumorale e di sviluppo di metastasi. Così, la generazione di nuovi vasi sanguigni (neo-angiogenesi) accompagna il processo di rigenerazione e cicatrizzazione dei tessuti, ma è anche centrale nella progressione dei tumori: dunque, capire in che modo i capillari vengano stimolati alla crescita, in risposta a stimoli locali, è essenziale nel raggiungere l’obiettivo di controllare questo processo, si legge nello studio.

La proteina VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), prodotta anche dalle cellule tumorali, rappresenta il fattore centrale che stimola le cellule endoteliali a formare nuovi vasi sanguigni. “Molte terapie antitumorali, cosiddette intelligenti, si basano attualmente proprio sulla completa inibizione delle funzioni biologiche del VEGF per interrompere la vascolarizzazione e quindi ‘l’alimentazione’ di alcuni tumori solidi”, spiegano gli esperti. “Questo tipo di approccio clinico però non ha dato finora i risultati sperati”.
 
La ricerca odierna apre prospettive per lo studio di nuovi farmaci. “Sarà fondamentale valutare”, spiega Antonio Filippini, “gli effetti dell’inibizione di questo specifico pathway, che ha fornito brillanti risultati in modelli sperimentali, nell’angiogenesi tumorale e in pazienti oncologici”.
I ricercatori hanno individuato nuovi pathway (percorsi) attivati dalla proteina VEGF:“i risultati dimostrano che un pathway di segnalazione VEGFR2/NAADP/TPC2/Ca2+ è essenziale per l'angiogenesi indotta dal VEGF in vitro e in vivo”, si legge nello studio. “Abbiamo evidenziato [la presenza] di un percorso di segnalazione di [ione] Ca2+ che coinvolge l’NAADP, il TPC, e il rilascio di ioni Ca2+ lisosomiale, attivato all’interno di ​​cellule endoteliali vascolari da parte del VEGF.
Abbiamo mostrato che la risposta angiogenica può essere soppressa, in colture cellulari e in vivo, inibendo componenti di questa ‘cascata’ [di eventi] di segnalazione. La specificità di questo percorso, in termini di sottotipo del recettore, messaggeri intracellulari, canali target e organelli per l’accumulo di Ca2+, offre nuovi bersagli per nuove strategie terapeutiche anti-angiogenici”.  Per ulteriori dettagli si rimanda allo studio*.
 
Il progetto è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Anatomiche Istologiche Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore della Sapienza di Roma, l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma e il Dipartimento di Farmacologia della Oxford University in Inghilterra. Del gruppo di ricerca della Sapienza fanno parte Annarita Favia, Guido Gambara, Elio Ziparo, Fioretta Palombi e Antonio Filippini.

Viola Rita
 
*Annarita Favia et al, VEGF-induced neoangiogenesis is mediated by NAADP and two-pore channel-2–dependent Ca2+ signaling, PNAS, doi: 10.1073/pnas.1406029111

Viola Rita

22 Ottobre 2014

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