Vaccini Covid. Gli igienisti: “Una sola dose per chi ha avuto l’infezione, estrarre 7ª dose da Pfizer e 11ª da Moderna, chiudere presto coorte 65-79 anni”

Vaccini Covid. Gli igienisti: “Una sola dose per chi ha avuto l’infezione, estrarre 7ª dose da Pfizer e 11ª da Moderna, chiudere presto coorte 65-79 anni”

Vaccini Covid. Gli igienisti: “Una sola dose per chi ha avuto l’infezione, estrarre 7ª dose da Pfizer e 11ª da Moderna, chiudere presto coorte 65-79 anni”
È necessario garantire la vaccinazione al maggior numero di persone possibile. Prioritario è proteggere le coorti di anziani (ultrasessantacinquenni) indenni, i pazienti clinicamente più vulnerabili e i soggetti che operano in servizi e attività “essenziali”. La strategia vaccinale va modulata al fine di garantire il miglior rapporto fra rischi e benefici della vaccinazione in un’ottica di sanità pubblica. Da qui nuove raccomandazioni della Siti. LE RACCOMANDAZIONI

"Il nostro Paese non può permettersi di affrontare una nuova ondata epidemica senza cercare di utilizzare al meglio, a tutti i livelli, ogni dose di vaccino disponibile: ogni dose non utilizzata adeguatamente potrebbe significare malattia, dolore e perdita di vite umane. È necessario garantire la vaccinazione al maggior numero di persone possibile. Prioritario è proteggere le coorti di anziani (ultrasessantacinquenni) indenni, i pazienti clinicamente più vulnerabili (con deficit immunitari che aumentano la suscettibilità nei confronti della malattia) e i soggetti che operano in servizi e attività “essenziali” in coerenza con le indicazioni Ecdc e quanto fatto dai paesi europei . La strategia vaccinale va modulata al fine di garantire il miglior rapporto fra rischi e benefici della vaccinazione in un’ottica di sanità pubblica".
 
Questo quanto spiegato nel position statement della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (Siti) e del suo gruppo di lavoro sulle vaccinazioni prodotto in collaborazione con un panel multidisciplinare di esperti con competenze in epidemiologia, malattie infettive e immunologia.
 
Tre in particolare le raccomandazioni elencate, proposte sulla base della revisione della letteratura scientifica disponibile, di dati raccolti sul campo, della
modellizzazione dell’impatto sull’epidemia dei cambiamenti nella schedula vaccinale e del giudizio del citato panel di esperti.
 
1) Effettuare una sola dose di vaccino a coloro che abbiano sviluppato l’infezione da Sars-CoV-2 da meno di quattro mesi.
"Il target comprende sia i soggetti con pregressa diagnosi di Covid (entro i quattro mesi) che soggetti con siero-positività recente. Si ritiene, infatti, che la presenza di anticorpi circolanti in tali soggetti sia sufficiente per posticipare la vaccinazione. Tale raccomandazione forte è basata sulle evidenze scientifiche disponibili e sul giudizio del panel di esperti. In questo modo si eviterebbe la somministrazione della seconda dose su soggetti sui quali gli effetti della stessa non sono chiari; contemporaneamente si assicurerebbe un risparmio di almeno due milioni di dosi di vaccino da poter subito impiegare nella vaccinazione di soggetti che non hanno un’immunità preesistente e che potrebbero trarre maggior beneficio dalle dosi vaccinali".
 
2) Con l’utilizzo di siringhe di precisione e personale adeguatamente preparato, cercare di recuperare la 7° dose dal flaconcino Pfizer e l’11° dose dal vaccino Moderna e dal vaccino AstraZeneca.
Il panel rileva la necessità di garantire la diffusione di questa pratica, già attuata con successo da alcuni Dipartimenti di Prevenzione italiani nell’ 80% dei flaconcini. Si tratta di una forte raccomandazione basata sugli elementi disponibili e sul giudizio del panel di esperti. 
 
3) Chiudere la coorte 65-79 anni il più rapidamente possibile con l’offerta di una prima dose di vaccino Pfizer/BioNtech o Moderna e posticipare la seconda dose a 2 mesi; contemporaneamente, mantenere le due dosi per le coorti over 80 e le due dosi per le categorie dei “super-fragili” (come risposta alla vaccinazione, soggetti immunodepressi), che sarebbero invitate alla vaccinazione contestualmente alle coorti 65-79 anni. "Alcune fonti scientifiche mostrano che un livello di protezione efficace dopo la prima dose esiste (inizialmente stimata pari all’80%) anche per i citati vaccini a mRNA, tuttavia non è chiaro quale sia la durata della risposta e della protezione. Pur non essendo certo il livello di protezione vaccinale oltre i termini previsti dall’attuale schedula vaccinale, tale scelta porterebbe alla possibilità di copertura vaccinale della popolazione 65-79 entro maggio–giugno 2021; aumenterebbe le dosi a favore della popolazione a rischio (over 80 e immunodepressi) con riduzione dei ricoveri e anche una riduzione (minore) di mortalità; si ridurrebbero anche i tempi di completamento della campagna vaccinale".

01 Marzo 2021

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