Vaccini Covid. I reumatologi chiedono di inserire tra le priorità anche i loro pazienti più fragili

Vaccini Covid. I reumatologi chiedono di inserire tra le priorità anche i loro pazienti più fragili

Vaccini Covid. I reumatologi chiedono di inserire tra le priorità anche i loro pazienti più fragili
Gli esperti della Sir: “I pazienti con malattie croniche infiammatorie e autoimmunitarie rappresentano una categoria di soggetti particolarmente fragili spesso con comorbidità cruciali per l’esito dell’infezione da Covid-19 e in trattamento con farmaci potenzialmente in grado di interferire con la risposta immunitaria. Pertanto, la vaccinazione va considerata un’opportunità terapeutica irrinunciabile”.

“I pazienti reumatologici portatori di malattie infiammatorie croniche e autoimmunitarie sistemiche possono e devono essere vaccinati nel più breve tempo possibile e senza interrompere le terapie, tranne casi particolari che il reumatologo dovrà segnalare all’attenzione dei medici del centro vaccinale per le opportune valutazioni. I pazienti con malattie croniche infiammatorie e autoimmunitarie rappresentano una categoria di soggetti particolarmente fragili spesso con comorbidità cruciali per l’esito dell’infezione da Covid-19 e in trattamento con farmaci potenzialmente in grado di interferire con la risposta immunitaria. Pertanto, la vaccinazione va considerata un’opportunità terapeutica irrinunciabile”.
 
E’ quanto dichiara il prof. Roberto Gerli, presidente nazionale della Società Italiana di Reumatologia, “impegnata nel confronto con le principali autorità sanitarie nazionali per favorire nei tempi più opportuni l’accesso alla vaccinazione dei pazienti reumatologici”.
 
“Le malattie reumatologiche rappresentano oggi, nel nostro Paese, una fra le più comuni cause di disabilità. Secondo l’Osservatorio Sanità e Salute ogni anno in Italia si perdono circa 23 milioni di giornate di lavoro solo per tre tra le diverse malattie reumatologiche, come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica e la spondilite anchilosante, che sono tra le più invalidanti. Questi dati dimostrano in maniera inequivocabile che per ridurne l’impatto medico e socio-economico le malattie reumatologiche devono essere riconosciute in breve tempo e trattate nella maniera più rapida ed efficace. Il ritardo nella diagnosi e quindi nell’inizio di una corretta terapia incide pesantemente sull’evoluzione del quadro clinico, con ripercussioni sulla qualità della vita degli ammalati, sulla loro capacità lavorativa e ciò con una conseguente ricaduta negativa sulla produttività con enormi costi aggiuntivi per la collettività”, aggiunge il presidente Gerli.

23 Aprile 2021

© Riproduzione riservata

L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché
L’influenza già circola, ma l’Italia non la vede. La sorveglianza è ferma da otto mesi, ecco perché

Siamo ormai in piena stagione influenzale. La campagna annuale per la vaccinazione ha preso il via in tutto il Paese e attorno a noi iniziano a comparire i primi casi...

Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie
Manovra. Farmaci, tetto degli acquisti diretti sale al 9% con 292 mln in più ma dal 2028. Arrivano 160 mln per ridurre payback ad aziende che investono in Italia e norme per l’accesso precoce alle terapie

Il Governo prova a intervenire sulla governance della spesa farmaceutica, combinando un aumento delle risorse disponibili per gli acquisti diretti, un alleggerimento selettivo del payback per le aziende che investono...

Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”
Oms. Tedros apre l’IGWG9: “Finiamo il lavoro sull’accordo pandemico”

"Finiamo il lavoro". È l'appello che il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivolto ai delegati riuniti a Ginevra per il nono incontro del gruppo intergovernativo...

Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”
Morbillo. Negli Usa raddoppiano i casi nel 2026: sono 4.852, con 479 ricoveri e 3 decessi. Cdc: “I numeri potrebbero essere più alti”

Il morbillo negli Stati Uniti ha già superato il doppio dei casi dell'intero 2025, e mancano ancora due mesi alla fine dell'anno. Al 29 ottobre i Cdc contano 4.852 contagi...