Imaging oncologico: da strumento diagnostico a elemento chiave della medicina di precisione

Imaging oncologico: da strumento diagnostico a elemento chiave della medicina di precisione

Imaging oncologico: da strumento diagnostico a elemento chiave della medicina di precisione

L’imaging oncologico evolve da supporto diagnostico a pilastro della medicina di precisione: guida diagnosi precoce, stadiazione, terapie e follow-up, con approccio multidisciplinare e tecniche avanzate. Tra benefici e rischi (sovradiagnosi, costi), emergono Intelligenza Artificiale e radiomica

Negli ultimi decenni l’Imaging ha assunto un ruolo sempre più centrale nella gestione del Paziente Oncologico, diventando uno strumento imprescindibile in tutte le fasi del percorso di cura del malato: dalla diagnosi precoce alla stadiazione, dalla pianificazione terapeutica alla valutazione della risposta ai trattamenti, fino al follow-up a lungo termine.

Le principali linee guida nazionali e internazionali raccomandano un utilizzo mirato e appropriato delle diverse metodiche di imaging (TC, RM, PET/TC ed ecografia) adattato al contesto clinico specifico. In questo scenario, l’organizzazione ottimale si basa su percorsi multidisciplinari strutturati, i cosiddetti tumor board, in cui Radiologi, Oncologi, Chirurghi, Anatomopatologi e Radioterapisti collaborano per definire strategie diagnostiche e terapeutiche condivise e personalizzate favorendo sempre più la medicina di precisione con percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (PDTA) dedicati e mirati.

La diagnosi precoce rappresenta uno degli ambiti in cui l’imaging ha prodotto il maggiore impatto sulla prognosi oncologica. L’identificazione di una neoplasia in fase iniziale consente infatti un aumento significativo della sopravvivenza e l’accesso a trattamenti meno invasivi. I programmi di screening organizzato costituiscono il paradigma più consolidato: la mammografia per il tumore della mammella o la TC a bassa dose nei soggetti ad alto rischio per il tumore polmonare ne sono esempi emblematici.

Secondo le raccomandazioni dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), tali programmi devono essere basati su evidenze solide e inseriti in percorsi strutturati che garantiscano qualità e appropriatezza. In ambito prostatico, ad esempio, la RM multiparametrica è oggi raccomandata prima della biopsia nei pazienti con sospetto clinico, migliorando la selezione dei candidati ed evitando procedure non necessarie. Il progresso tecnologico ha aumentato notevolmente la sensibilità delle metodiche di imaging, permettendo l’identificazione di lesioni millimetriche. Tuttavia, ciò comporta anche un incremento dei reperti incidentali, con il rischio di sovradiagnosi e overtreatment.

Diventa quindi fondamentale applicare criteri di appropriatezza e utilizzare sistemi di refertazione standardizzati (come BI-RADS, LI-RADS e PI-RADS) che consentano una comunicazione chiara tra specialisti e una gestione condivisa del rischio. In questo contesto si inserisce anche il crescente ruolo dell’intelligenza artificiale, che offre strumenti di supporto alla lettura delle immagini, in particolare nei programmi di screening ad alto volume. Sebbene ancora in fase di sviluppo, tali tecnologie rappresentano una prospettiva concreta per migliorare ulteriormente la sensibilità diagnostica.

La stadiazione oncologica è fondamentale per la pianificazione terapeutica e rappresenta una fase cruciale in cui l’imaging guida attivamente le scelte cliniche. Il punto di partenza è una stadiazione accurata secondo il sistema TNM, basata su protocolli di imaging specifici per ciascuna neoplasia. Le linee guida AIOM e dell’European Society for Medical Oncology (ESMO) sottolineano come una stadiazione non accurata possa condizionare negativamente l’intero percorso terapeutico. La TC rappresenta il cardine per la valutazione sistemica, mentre la RM è fondamentale per lo studio loco-regionale in specifici distretti, come il pancreas, l’addome inferiore ed i tessuti molli. L’imaging consente di definire la resecabilità chirurgica, fornendo informazioni dettagliate sui rapporti tra tumore e strutture anatomiche critiche.

Un ulteriore contributo riguarda la selezione dei pazienti candidati a trattamenti neoadiuvanti. In questi casi, l’imaging identifica le forme “borderline” e consente una rivalutazione dopo terapia per stabilire l’eventuale accesso alla chirurgia, si pensi ad esempio agli adenocarcinomi del pancreas.

La qualità tecnica degli esami e la standardizzazione dei protocolli, come evidenziato dalla Società Italiana di Radiologia Medica (SIRM), sono elementi essenziali per garantire decisioni affidabili.

L’imaging guida i prelievi bioptici per le tipizzazioni dei tumori primitivi e secondari. Oggigiorno assume un ruolo sempre crescente la profilazione genetica prima dei trattamenti oncologici che per l’appunto avviene con prelievi bioptici sotto guida imaging con tecniche mininvasive e di precisione.

La ristadiazione dopo il trattamento, sia esso farmacologico che chirurgico, avviene nuovamente con le metodiche imaging. La Risonanza Magnetica, ad esempio, è fondamentale nel carcinoma del retto per valutare la risposta alla terapia neoadiuvante. Negli ultimi anni, l’imaging è diventato protagonista anche nella fase terapeutica. Ambito fondamentale è la valutazione della risposta ai trattamenti. I criteri RECIST rappresentano lo standard per la valutazione dimensionale delle lesioni, ma l’introduzione di immunoterapia e terapie target ha reso necessario un approccio più complesso. I criteri iRECIST tengono conto di fenomeni come la pseudoprogressione, mentre in alcuni tumori si utilizzano sistemi specifici come mRECIST. L’imaging consente inoltre di monitorare la tossicità dei trattamenti, identificando precocemente complicanze come polmoniti da farmaci, epatotossicità o tossicità cardiaca. In questo modo, il Medico Radiologo contribuisce non solo alla valutazione della malattia, ma anche alla sicurezza del paziente.

Con l’aumento della sopravvivenza, il follow-up oncologico è diventato una fase sempre più rilevante. L’obiettivo è identificare precocemente eventuali recidive, ma evitando esami inutili e sovraccarico diagnostico. Le linee guida AIOM ed ESMO raccomandano programmi personalizzati in base al rischio individuale. L’imaging è inoltre essenziale per distinguere tra esiti post-terapeutici e recidiva, e per identificare complicanze tardive dei trattamenti. Un aspetto non trascurabile è l’impatto psicologico dei controlli, che richiede una comunicazione chiara e appropriata. In prospettiva, l’integrazione tra imaging, biomarcatori e intelligenza artificiale potrà rendere il follow-up sempre più personalizzato.

La Radiologia Interventistica consente di eseguire procedure mini-invasive diagnostiche o terapeutiche quali biopsie, ablazioni, con elevata precisione e ridotta morbilità con finalità diagnostica, terapeutica e anche di palliazione. L’imaging guida i trattamenti mininvasivi oncologici dalle ablazioni alle elettroporazioni di crescente impiego con intento curativo o citoriduttivo complementare in un approccio terapeutico combinato ed integrato al malato oncologico disegnato dal gruppo multidisciplinare.

Un percorso oncologico efficace richiede un’organizzazione dedicata, basata su collaborazione multidisciplinare delle diverse figure professionali con condivisione delle informazioni. La sinergia tra Radiologia ed Oncologia è oggi imprescindibile per garantire l’applicazione delle linee guida e l’appropriatezza delle decisioni. Nonostante i progressi, restano alcune sfide: il rischio di sovradiagnosi, i costi, la disomogeneità nell’accesso alle tecnologie e la necessità di selezionare i pazienti anche con stratificazione prognostica. In questo contesto, l’Intelligenza Artificiale e la Radiomica rappresentano prospettive promettenti, con l’obiettivo di supportare il radiologo e migliorare ulteriormente la precisione diagnostica. Oggi tali sistemi non sono ancora maturi per l’uso clinico quotidiano, ma rappresentano indubbiamente il promettente supporto alla pratica clinica quotidiana di domani.

Sezione Studio SIRM – Diagnostica per Immagini in Oncologia

23 Aprile 2026

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