Alcol. Oms Europa propone un prezzo minimo al di sotto del quale vietare la vendita

Alcol. Oms Europa propone un prezzo minimo al di sotto del quale vietare la vendita

Alcol. Oms Europa propone un prezzo minimo al di sotto del quale vietare la vendita
Negli ultimi decenni l'alcol è diventato più accessibile nella Regione europea perché la stragrande maggioranza dei Paesi non adegua i prezzi dell'alcol all'inflazione, il che rende l'alcol più economico rispetto ad altri beni di acquisto. Una misura che potrebbe impedire questo sviluppo è l'introduzione di un prezzo minimo al di sotto del quale, per legge, le bevande alcoliche non possono essere vendute. IL RAPPORTO

L’Ufficio europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato online un nuovo rapporto sul prezzo minimo dell’alcol come misura di contrasto al consumo dannoso di alcol. Il nuovo rapporto fa seguito al documento dell’OMS del 2020 dal titolo: “Alcohol pricing in the WHO European Region. Update report on the evidence and recommended policy actions”, dedicato, appunto, alle politiche sul prezzo di vendita e di tassazione degli alcolici nella prevenzione del rischio e dei danni alcol-correlati.

È noto ormai che le politiche sui prezzi e la tassazione dell’alcol sono tra le misure più efficaci ed economicamente più vantaggiose per ridurre il consumo di alcol e i danni correlati, ma la maggior parte dei Paesi della Regione europea dell’OMS non utilizza ancora tali misure al massimo delle loro potenzialità. Negli ultimi decenni, l’alcol è diventato più accessibile nella Regione europea perché la stragrande maggioranza dei Paesi non adegua i prezzi dell’alcol all’inflazione, il che rende l’alcol più economico rispetto ad altri beni di acquisto. Una misura che potrebbe impedire questo sviluppo è l’introduzione di un prezzo minimo al di sotto del quale, per legge, le bevande alcoliche non possono essere vendute.

Il nuovo rapporto dell’OMS, dal titolo “No place for cheap alcohol. The potential value of minimum pricing for protecting lives” (in italiano: “Non c’è posto per alcolici a buon mercato. Il valore potenziale del prezzo minimo dell’alcol per proteggere vite”), presentato ufficialmente il 21 giugno 2022 durante il webinar mondiale di lancio dal titolo “Launch of the WHO/Europe Report on Minimum Pricing of Alcohol”, esplora questa misura di intervento e prevenzione in modo approfondito fornisce una prima revisione generale delle politiche di prezzo minimo sull’alcol e riassume le evidenze più recenti da considerare sul loro impatto per i Paesi.

Il rapporto è diretto principalmente ai decisori politici e agli esperti mondiali nella determinazione del prezzo e della tassazione degli alcolici ma è stato scritto per poter essere agevolmente letto da chiunque voglia saperne di più rispetto a questo tema.

Durante il webinar si è parlato di:

come trasformare le misure di controllo sul prezzo e la tassazione dell’alcol in politiche sanitarie efficaci

quali sono gli esempi di buona pratica d’implementazione di successo delle politiche sul prezzo minimo dell’alcol

in che modo le obiezioni più comuni contro il prezzo minimo e la tassazione dell’alcol non resistono all’evidenza dei fatti.

Alcuni messaggi del rapporto OMS

Le politiche sui prezzi degli alcolici e la tassazione degli alcolici sono tra le misure più efficaci ed economiche per ridurre il consumo di alcol e i danni, ma sono anche i più sottoutilizzati

La tassazione dell’alcol è la politica dei prezzi più utilizzata e tutti gli Stati membri della Regione hanno una qualche forma di tassa sull’alcol in atto, ma queste tasse sono spesso implementate in un modo che è improbabile che siano efficaci per la salute pubblica.

Esistono varie evidenze sull’impatto dei prezzi minimi, tra cui revisioni sistematiche, studi di modellizzazione e valutazioni di scenari di implementazione reali. Questi dimostrano riduzioni del consumo di alcol e dei danni alcol-correlati a seguito dell’introduzione del prezzo minimo delle bevande alcoliche.

Il danno da alcol è concentrato nei forti bevitori, in particolare quelli provenienti da una fascia socioeconomica bassa. Le politiche sul prezzo minimo possono effettivamente essere indirizzare a questi bevitori e di conseguenza possono ridurre le disuguaglianze sanitarie.

Nella Regione europea dell’OMS, 11 Paesi (nel Regno Unito, solo in Scozia e Galles) hanno una qualche forma di politica sul prezzo minimo sulle bevande alcoliche

23 Giugno 2022

© Riproduzione riservata

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil
Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

A cinque anni dall'emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell'economia superiore rispetto all'era pre-Covid nella quasi totalità dell'area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD...

Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms
Hiv, Epatiti e Ist. “Progressi significativi, ma senza investimenti e integrazione dei servizi gli obiettivi 2030 sono a rischio”. L’alert dell’Oms

Nonostante i risultati ottenuti negli ultimi anni nella lotta contro HIV, epatiti virali e infezioni sessualmente trasmissibili (IST), persistono profonde disuguaglianze, carenze nell’accesso alle cure e un rallentamento dei finanziamenti...

Tetano. Casi in aumento nella Ue dopo la pandemia. L’Italia resta il Paese con più notifiche. Gli anziani i più colpiti
Tetano. Casi in aumento nella Ue dopo la pandemia. L’Italia resta il Paese con più notifiche. Gli anziani i più colpiti

Dopo il calo registrato prima della pandemia, il tetano torna a mostrare una tendenza in crescita nell’Unione europea. Nel 2024 i Paesi dell’Ue/See hanno notificato 73 casi, lo stesso numero...

L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”
L’interoperabilità dei dati sanitari può far risparmiare fino al 6,6% della spesa sanitaria. Ocse: “Ma i sistemi sono ancora troppo frammentati”

L’interoperabilità dei dati sanitari rappresenta una delle principali leve per rendere più efficienti, sicuri e sostenibili i sistemi sanitari. Eppure, nonostante gli ingenti investimenti nella digitalizzazione degli ultimi vent’anni, la...