Vaccini Covid. Dopo 6 mesi la protezione dall’infezione cala, ma si assesta intorno al 50%
Come si nota dalla slide presentata, a sei mesi dalla conclusione del ciclo vaccinale la protezione del vaccino dall'infezione cala dal 75,7 al 50,2%. Si abbassa dunque ma non si annulla. Ancor più alto resta invece il dato sulla protezione dalla malattia che dal 91,8% cala dopo i sei mesi al 82,1%.

"Sta crescendo il numero di persone con la terza dose e over80 hanno raggiunto il 30,4% di copertura", ha sottolineato Brusaferro. Quanto alla circolazione del virus, questa sta aumentando nelle ultime settimane e gli incrementi maggiori "si registrano nelle fasce di età intermedie, quelle con una quota di vaccinazione minore, e nelle più giovani, per cui il vaccino non è disponibile".
In questo momento, spiega il Direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza, "vediamo un aumento dei casi ma non un aumento importante dei ricoveri, naturalmente se dovesse esserci un aumento dei ricoveri scatteranno una serie di misure oltre la vaccinazione. I vaccini riducono il rischio di trasmettere e contrarre l'infezione anche se non lo riducono a zero. Il virus circola tra i non vaccinati e, entro certi limiti, anche tra i vaccinati. Con i vaccini resta un protezione molto elevata nei confronti della malattia, delle forme gravi nonché dei decessi".
"Coprire con la vaccinazione anti-Covid e con un richiamo sia le persone più fragili sia le meno fragili che possono trasmettere l'infezione è particolarmente importante. Farlo subito ci può evitare il picco di casi che altrimenti ci costringerebbe a prendere misure gravose. L'esperienza degli altri Paesi, dove la situazione è più critica, suggerisce che o interveniamo precocemente con la campagna vaccinale o prendiamo misure particolarmente gravose. E credo che ormai – ha avvertito – la popolazione e l'economia, anche quella dei singoli, non solo la `macro-economia´, queste misure non le reggerebbe", ha concluso Rezza.
12 Novembre 2021
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