Omicron. Ecdc: “Per fermarla terza dose dopo tre mesi e semi lockdown con telelavoro, niente feste e assembramenti, neanche tra familiari”

Omicron. Ecdc: “Per fermarla terza dose dopo tre mesi e semi lockdown con telelavoro, niente feste e assembramenti, neanche tra familiari”

Omicron. Ecdc: “Per fermarla terza dose dopo tre mesi e semi lockdown con telelavoro, niente feste e assembramenti, neanche tra familiari”
Entro i primi due mesi del 2022 la variante Omicron potrebbe diventare quella dominante in Europa e, anche se al momento non appare più pericolosa dal punto di vista clinico, il rischio è che, data la sua straordinaria capacità di contagio, faccia comunque lievitare il numero dei positivi e conseguentemente la percentuale di ospedalizzazioni e decessi a prescindere dalla sua pericolosità. Per questo l'Ecdc richiama i governi ad anticipare la dose booster a tre mesi ma anche a introdurre di nuovo misure molto ferree di contenimento non farmacologico. IL DOCUMENTO.

L’Ecdc non ha dubbi: “Anche se la gravità della malattia causata dall'Omicron fosse uguale o inferiore alla gravità della variante Delta, la maggiore trasmissibilità e la conseguente crescita esponenziale dei casi supereranno rapidamente qualsiasi beneficio di una sua gravità potenzialmente ridotta. Si ritiene quindi molto probabile che l'Omicron provocherà ulteriori ricoveri e decessi, oltre a quelli già previsti prima del suo arrivo”.
 
In sostanza, anche se forse non più pericolosa in termini clinici della Delta la capacità di diffondersi molto più elevata di Omicron farà crescere comunque le infezioni e conseguentemente il numero di ospedalizzazioni e decessi.
 
Dose di richiamo meglio farla già dopo tre mesi. A fronte di questo scenario l’Ecdc raccomanda di incrementare la campagna di vaccinazione e di anticipare a tre mesi la somministrazione della dose di richiamo.
 
Ma anche di attuare una stretta dei contatti e delle occasioni di incontro, sia sul lavoro che per le prossime festività natalizie e di fine anno perché, anche se i vaccini, soprattutto con la terza dose, sembrano frenare i contagi e soprattutto la malattia grave, da soli non bastano a fermare questa nuova ondata.
 
E, anche se l’Ecdc non parla mai di lockdown, ci siamo quasi. L’invito ai Governi è infatti quello di attuare subito una stretta con la pronta applicazione di tutte le misure di contenimento non farmaceutico e in particolare: evitare grandi raduni pubblici o privati, incoraggiare l'uso di maschere per il viso, ridurre i contatti tra gruppi di individui in contesti sociali o di lavoro, introdurre o mantenere il telelavoro, ampliare i test e la tracciabilità dei contatti.
 
E in vista delle feste l’Ecd raccomanda anche di ridurre gli incontri interfamiliari e di esercitare ulteriore cautela durante i viaggi e/o laddove sia previsto il contatto intergenerazionale durante le festività natalizie.
 
Anche perché, sentenzia l’Ecdc, “senza una riduzione dei tassi di contatto attraverso l'implementazione di misure non farmaceutiche di prevenzione e un aumento della vaccinazione di richiamo, i livelli di trasmissione potrebbero sopraffare rapidamente i sistemi sanitari dell'UE/SEE”.
 
L’Ecdc conferma quindi che la variante Omicron, se non si attueranno subito le misure di contenimento suggerite, soppianterà presto la Delta in tutta la UE diventando la variante dominante entro i primi due mesi del 2022.
 
L’Ecdc sottolinea poi che secondo le prove attualmente disponibili, per gli esiti gravi causati dal Delta VOC e potenzialmente dall'Omicron VOC, le dosi di richiamo aumenteranno la protezione, con l'impatto sulla popolazione che dovrebbe essere maggiore se la dose di richiamo sarà somministrata alla maggior parte della popolazione adulta entro un breve intervallo.
 
I dati attualmente disponibili, aggiunge l’Ecdc, supportano la somministrazione sicura ed efficace di una dose di richiamo già a tre mesi dal completamento della vaccinazione primaria e ciò dovrebbe essere considerato nella programmazione delle campagne vaccinali in atto.

15 Dicembre 2021

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