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Reti tempo dipendenti ad alta variabilità regionale. Debacle Campania nell’emergenza urgenza. La terza indagine nazionale Agenas

di Ester Maragò

L’Indagine consegna uno scenario molto diversificato. La Rete Cardiologica per l’emergenza è in sofferenza nelle zone più interne e meno servite del Paese. Le performance della rete ictus sono alta variabilità non solo tra le varie Regioni ma anche al loro interno. Ma le difformità più evidenti emergono in particolare per la rete dell’emergenza urgenza: sono il tallone d’Achille in molte Regioni EXECUTIVE SUMMERY L’INDAGINE 

25 MAR -

Regione Marche sul podio nella capacità di rispondere prontamente alle emergenze cardiologiche della popolazione, seguita da Toscana ed Emilia Romagna. In affanno la Sicilia con performance non eccelse.
Si aggiudica la medaglia per l’efficienza nella rapida ed efficace presa in carico dell’ictus la Pa di Bolzano tallonata dall’Emilia Romagna e dalla Liguria. È invece allarme rosso in Basilicata, ad alto rischio il Molise.
La Pa di Bolzano sale nuovamente sul podio conquistando la piena promozione della sua rete di emergenza-urgenza. Brillano per efficienza anche Veneto, Lombardia e Toscana. Fanalino di coda la Campania: la rete emergenza urgenza è il suo tallone d’Achille con performance medio basse.

Questa l’istantanea scattata da Agenas nella Terza indagine nazionale sullo stato di attuazione delle reti tempo-dipendenti, condotta sui risultati del monitoraggio 2022, nell’ambito degli adempimenti e dei mandati conferiti all’Agenzia per affiancare le Regioni/P.A. nel rispetto degli standard organizzativi del Dm70.

L’Indagine consegna uno scenario molto diversificato. La Rete Cardiologica per l’emergenza è in sofferenza nelle zone più interne e meno servite del Paese. Le performance della rete ictus sono alta variabilità non solo tra le varie Regioni ma anche al loro interno. Ma le difformità più evidenti emergono in particolare per la rete dell’emergenza urgenza: sono infatti il punto debole di molte Regioni.

La metodologia. Ma entriamo nel merito dell’indagine che in questa terza edizione di presenta con qualche novità determinante, rispetto alla precedente: le maglie sono diventate infatti sempre più strette.
Il monitoraggio delle quattro le grandi reti tempo dipendenti - cardiologica, ictus, trauma ed emergenza urgenza - è stato infatti eseguito sulla base di un questionario compilato dalla Regioni e Pa, al quale è stato attribuito un peso del 30%, e di indicatori ad hoc * (vedi note) per ognuna delle reti costituiscono il restante 70% del processo valutativo. La summa della due dimensioni ha portato alla definizione dell’Indice Sintetico Complessivo di valutazione (Isco). Parafrasando una sorta di matita blu che consente di evidenziare gli inciampi delle reti nelle regioni. In ogni modo, sottolinea Agenas, l’Isco considera solo alcuni indicatori, inoltre per la Rete Trauma non è stato possibile calcolarlo in quanto non erano disponibili sostanziali indicatori di esito per misurarne la performance.

Ma non solo, in questa terza indagine Agenas non si limita a segnalare le défaillance, ma suggerisce anche i correttivi da attuare.

Vediamo quali sono i dati principali emersi

La Rete Emergenza-Urgenza
Partiamo dalla rete di emergenza urgenza. Una rete chiave dalla quali si dipartono poi le reti tempo dipendenti. Le difformità tra le Regioni sono ancora importanti e nei focus Regionali sono stati evidenziati con indicazioni e suggerimenti su fattori correttivi.
La rete più performante è quella della Pa di Bolzano, nella rosa della prime cinque reti più efficienti è in buona compagnia con quelle del Veneto, Lombardia, Toscana e Piemonte.
Veniamo alle note dolenti. La Campania è la Regione con i peggiori risultati, con un indice di performance che si avvicina pericolosamente alla zona da allarme rosso. Ma scricchiolano anche le reti di emergenza-urgenza di Sardegna, Valle D’Aosta, Abruzzo e Sicilia.



Tra i moltissimi dati emersi dall’indagine sono interessanti i dati di “fuga” dei pazienti dal Pronto soccorso. L’Agenas ha calcolato la percentuale degli accessi con abbandono del paziente prima della visita medica o in corso di accertamenti e/o prima della chiusura della cartella clinica. La Regione con la più alta percentuale di abbandono è la Sardegna seguita da Sicilia, Campania, Abruzzo e Lazio.
Quelle con la più bassa percentuale di fuga sono la Valle d'Aosta (abbandono pari a zero), Basilicata, Veneto, Umbria e Pa di Bolzano.
Come interpretare questi dati? Gli analisti di Agenas non danno indicazioni in merito, ma è facile ipotizzare che alla base dell’abbandono ci siano due cause: la disorganizzazione del pronto soccorso percepita dai pazienti che li porta a “fuggire”, oppure una patologia non così grave da giustificare l’accesso in Ps in pazienti probabilmente non filtrati dal territorio.

Altro dato che spicca è quello della percentuale dei ricoveri da Ps considerando la summa di tutti i colori triage. Sono ben 13 le regioni che superano la media nazionale pari al 12,79%.
Supera di molto il tetto la Puglia con circa il 18% di ricoveri sul totale degli accessi in Ps, seguita nella classifica da Umbria, Calabria, Lazio, Basilicata, Liguria, Valle D’Aosta, Sardegna e Molise, Sicilia, Campania, Abruzzo. Al limite la regione Marche.
Bene con percentuali di ricovero nettamente inferiori alla media nazionale il Fvg (7,85%), Veneto (8,71%) e poi la Pa Bolzano, Lombardia, Pa Trento, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana.

L’indagine consegna poi i dati sui tempi di permanenza in Pronto soccorso (calcolato in minuti) per i diversi codici triage.



Paradigmatico per comprendere le differenze tra le varie Regioni il dato relativo ai codici rossi. In Valle d’Aosta il tempo mediano intercorso tra l’arrivo e la dimissione dal Ps dei pazienti (ossia il loro ricovero) e di 88,5 quello della regione Lazio di ben 305 minuti.



La Rete Cardiologica per l’emergenza
Questa rete, segnala Agenas, è in sofferenza nelle zone più interne e meno servite dove la tempistica dei 90’ per l’angioplastica coronarica transluminale percutanea (Ptca) e la relativa ricaduta in termini di mortalità sono più rilevanti.
Comunque a conti fatti, le migliori performance sono quelle della regione Marche, tallonata nella classifica delle Regioni più efficienti nel trattamento degli infarti, da Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Piemonte.
Segna il passo la Sicilia seguita nel diagramma delle Regioni con maggiori criticità da Valle d'Aosta, Calabria, Molise e Campania.
“Strategicamente - suggerisce Agenas - una migliore riorganizzazione per alcune zone potrebbe essere un punto di svolta per migliorare il trend. Sono poi nettamente da migliorare l’invio a programmi di riabilitazione specifica, dove l’organizzazione e il recupero residenziale è scarsamente diffuso sul territorio nazionale e in modo disarmonico".



La Rete Ictus
Le performance della rete ictus sono alta variabilità non solo tra le varie regioni ma anche al loro interno. Le cause? Svariate. Per Agenas possono essere attribuite in parte al modo in cui sono organizzati i servizi sanitari, all’incompleta integrazione territorio-ospedale-territorio, e alla necessità di adeguare la governance ed i percorsi clinici per le persone colpite da ictus agli standard di cura aggiornati e basati sulle evidenze. La cornice di riferimento è quella delle policies, linee guida e delle buone pratiche basate sulle evidenze cui l’Italia contribuisce in maniera significativa a livello Europeo.
Ma veniamo risultati dell’indagine. La rete con i migliori indici di performance nella pressa in carico dell'ictus è quella Della Pa di Bolzano seguita a strettissimo giro dalla rete dell’Emilia Romagna. Tra le prima cinque reti più performanti ci sono poi Liguria, Veneto e Lazio.
Fanalini di coda la Basilicata e il Molise, la prima con performance da allarme rosso. Non brillano Valle d’Aosta, Sardegna e Abruzzo.

Alla luce dei risultati ottenuti, e per individuare aree di miglioramento e disegnare interventi specifici di tipo organizzativo e gestionale a livello regionale, provinciale e locale, l’Agenzia “si rende disponibile a fornire il supporto tecnico necessario alla piena realizzazione di piani di rete progettati su evidenze tecnico-scientifiche, organizzative adeguati alle caratteristiche regionali, per la adeguata presa in carico della persona con ictus cerebrale”.

La Rete Trauma
Gli indicatori analizzati per la rete trauma, avvertono gli analisti “non permettono di valutare l’effettiva presa in carico e performance perché, al momento sono focalizzati sull’impatto dell’occupazione dei posti letto da trauma in neurochirurgia e terapia intensiva”. Inoltre, la rete trauma si embrica a più livelli con la rete dell’emergenza-urgenza e delle specialistiche ad alto impatto assistenziale; quindi, sarà necessario discriminare meglio la dinamica e le funzioni per ciascuna Regione/P.A. Ecco perché per il futuro Agenas punta a identificare indicatori più specifici e superare le problematiche legate alle fonti dei dati e alle codifiche.
Comunque, a bocce ferme, l’indice Isco parla chiaro. Promosse le reti della Pa Bolzano, Puglia, Valle d‘Aosta, Umbria e Veneto. Bocciate quelle del Molise, Campania, Emilia Romagna, Pa Trento e Sicilia.



* Note Questi gli indicatori considerati per le 4 reti calcolati da Agenas, dal Pne e approfonditi da board specifici
Rete Cardiologica
Proporzione di Ima Stemi trattati con PTCA entro 90' dal ricovero
Mortalità a 30 giorni dal ricovero per Infarto Miocardico Acuto (IMA)
Mortalità a 30 giorni dall’intervento di bypass aorto-coronarico (BPAC)
Individuazione dei “pazienti ad alto rischio ischemico residuo”
Invio a programma di cardiologia riabilitativa (CR) degenziale o ambulatoriale.

Rete Ictus
Mortalità a 30 gg dal ricovero
Ictus ischemico: Trattamento con trombolisi e trombectomia
Trattamento dell’emorragia subaracnoidea
Dimissioni con invio a riabilitazione

Rete Trauma
Ricoveri per patologie traumatiche e postumi di trauma con transito in neurochirurgia e terapia intensiva
Tasso di occupazione di posti letto del reparto di neurochirurgia per trauma e post trauma
Tasso di occupazione di posti letto del reparto di terapia intensiva da trauma e post- trauma

Rete Emergenza-Urgenza
Totale di ricoveri da Pronto Soccorso considerando la sommatoria di tutti i colori triage
Tempo di permanenza in Pronto Soccorso: media del numero di minuti intercorsi tra l’arrivo e la dimissione al Pronto soccorso dei pazienti per colore triage medico
Percentuale di abbandono del Pronto Soccorso
Percentuale di ricoveri da Pronto Soccorso sul totale dei ricoveri

Ester Maragò

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25 marzo 2024
© Riproduzione riservata


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