Ist. Infezioni in crescita: +83% gonorrea e +25% sifilide in tre anni. +21% la clamidia tra i giovani. Msm i più colpiti. L’allarme dell’Iss

Ist. Infezioni in crescita: +83% gonorrea e +25% sifilide in tre anni. +21% la clamidia tra i giovani. Msm i più colpiti. L’allarme dell’Iss

Ist. Infezioni in crescita: +83% gonorrea e +25% sifilide in tre anni. +21% la clamidia tra i giovani. Msm i più colpiti. L’allarme dell’Iss
Nel 2023 si registrano aumenti significativi per tutte le principali infezioni sessualmente trasmesse. Il report dell’Iss mostra un incremento delle segnalazioni non solo di gonorrea e clamidia ma anche di sifilide primaria-secondaria che raggiunge nel 2023 un picco più alto del 27,9% rispetto a quello del 2016. Campagne di prevenzione, diagnosi precoce e accesso al test diventano fondamentali IL REPORT

Le infezioni sessualmente trasmesse alzano la testa e fanno più paura. I numeri parlano chiaro: nel 2023 le diagnosi di gonorrea sono cresciute dell’83%, quelle di sifilide primaria e secondaria del 25%, mentre la clamidia ha registrato un +21%. Sono soprattutto i giovani (15-24 anni), gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM) e le persone con più partner sessuali ad alimentare la nuova ondata di infezioni. I giovani in particolare hanno una prevalenza di infezione da Chlamydia trachomatis tripla rispetto alle persone di età superiore.

Ma a preoccupare è anche l’emergere di nuove criticità, come l’aumento dei casi nelle fasce d’età più adulte, specie per sifilide e herpes, e la crescita significativa di diagnosi tra i cittadini stranieri, segno di persistenti disuguaglianze nell’accesso alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

È quanto emerge dall’ultimo notiziario del Sistema di sorveglianza dell’Iss che dal 1991 monitora le principali IST batteriche e virali in Italia.

Nonostante le campagne di informazione, l’uso dei profilattici e l’effetto positivo dei programmi vaccinali (in particolare sull’HPV), i dati mostrano un ritorno in forza di patologie considerate un tempo sotto controllo. Il messaggio è chiaro: serve un rilancio urgente delle strategie di educazione sessuale, screening mirati e accesso facilitato ai servizi di diagnosi e trattamento, soprattutto nelle fasce più esposte come i giovani e gli MSM.

Vediamo in sintesi quali sono i numeri emersi.

Per la clamidia, con 13.583 casi totali dal 1991, il 2023 ha registrato 1.116 nuove diagnosi, quadruplicate rispetto al 2008. Nello specifico, tra il 2021 e il 2023 c’è stato un incremento delle segnalazioni di Ct del 21,4% La fascia più colpita è quella tra i 15 e i 24 anni. Circa il 47% dei casi riguarda uomini eterosessuali, seguiti da donne (32%) e MSM (21%).

Le segnalazioni di gonorrea sono quintuplicate dal 2010 al 2023, raggiungendo il massimo storico con 1.548 nuovi casi nel 2023 (+83,2% in tre anni), con un’incidenza quasi esclusiva tra uomini (93,5%) e un’età mediana di 31 anni. L’ aumento è molto evidente tra gli MSM che nel 2023 sono andati incontro a un incremento di circa 8 volte e mezzo dei casi annui di IST segnalati rispetto al 2010. Il 40,5% dei casi di gonorrea è stato segnalato in uomini eterosessuali, il 52,6% in MSM e il 6,9% in donne.

Anche la sifilide primaria e secondaria è in aumento: 752 i nuovi casi nel 2023, con una crescita del 25,5% rispetto al 2021 e un’età mediana di 37 anni. Gli MSM rappresentano oltre il 70% dei nuovi contagi.

L’andamento dei casi di sifilide I-II è rimasto relativamente stabile fino al 2000 per poi ripartire in maniera rilevante con un aumento nel 2005 di circa cinque volte rispetto al 2000 e un nuovo picco nel 2016. Dal 2016 al 2020, i casi si sono ridotti si è del 23,5% con un successivo picco nel 2023 più alto del 27,9% rispetto a quello del 2016

Per la sifilide latente, al contrario, si osserva una significativa flessione (-52,5% dal 2021), dopo un andamento stabile negli anni precedenti. I dati mostrano una prevalenza tra over 45 e una maggiore incidenza tra stranieri.

I condilomi ano-genitali, collegati all’infezione da HPV, restano la IST più frequentemente diagnosticata (quasi 70mila casi complessivi), ma tra il 2021 e il 2023 si registra una riduzione del 21,4%, probabilmente dovuta alla diffusione dei vaccini HPV tra adolescenti maschi e femmine.

Infine, l’herpes genitale mostra un aumento del 34,3% dal 2021, con 333 nuovi casi nel 2023. Più colpiti gli uomini eterosessuali (58%) e le persone con oltre 45 anni. Nelle donne si rileva emerge un incremento dei casi di circa due volte e mezzo tra il 2004 e il 2019 e una successiva lieve riduzione e stabilizzazione fino al 2023.

Prevalenza di Hiv Dal 2008 si è assistito a un incremento progressivo della prevalenza HIV in persone con IST, con un primo picco di 11,8% nel 2016 e un secondo picco di 15,0% nel 2020. Nel 2023 la prevalenza HIV è stata leggermente più bassa di quella del 2022 e pari al 12,6%. Durante l’intero periodo, la prevalenza di HIV è stata sempre più alta negli MSM mostrando un aumento costante dal 2008 al 2022 e una riduzione nel 2023 (20,9%), mentre negli eterosessuali è diminuita progressivamente e si è stabilizzata, per poi aumentare lievemente nel 2023 (3,7%). Negli ultimi sei anni è più che raddoppiata la prevalenza HIV negli stranieri (8,0% nel 2018 vs 18,4% nel 2023)

E.M.

E.M.

30 Luglio 2025

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