Esplode la medicina difensiva. Quasi 13 miliardi l’anno per prestazioni che forse non servono

Esplode la medicina difensiva. Quasi 13 miliardi l’anno per prestazioni che forse non servono

Esplode la medicina difensiva. Quasi 13 miliardi l’anno per prestazioni che forse non servono
A tanto ammonterebbe la spesa sanitaria conseguente alla crescita del fenomeno della cosiddetta "medicina difensiva". L'abbiamo dedotto dall'indagine presentata oggi dall'Ordine dei medici di Roma, che stima nell'11.8% l'incidenza sulla spesa sanitaria totale (pubblica e privata) di farmaci, visite, esami e ricoveri prescritti dai medici per cautelarsi dal rischio di denunce future. Anche se non strettamente necessari.

“La medicina difensiva si verifica quando i medici ordinano test, procedure e visite, oppure evitano pazienti o procedure ad alto rischio, principalmente (ma non necessariamente) per ridurre la loro esposizione ad un giudizio di responsabilità per malpractice. Quando i medici prescrivono extra test o procedure per ridurre la loro esposizione ad un giudizio di responsabilità per malpractice, essi praticano una medicina difensiva positiva. Quando essi evitano certi pazienti o procedure, essi praticano una medicina difensiva negativa”.

È questa la definizione di medicina difensiva elaborata dall’Office of Technology assessment degli Stati Uniti. E a questo tema l’Ordine dei medici di Roma ha dedicato un’indagine, realizzata dal professor Aldo Piperno dell'Università di Napoli Federico II, i cui risultati sono stati presentati oggi a Roma, in collaborazione con Panorama Sanità.

Tuttavia, dietro parole così equilibrate, si cela il rischio di pratiche mediche eccessive, forse non dannose per i pazienti ma certamente onerosissime per le casse della sanità pubblica e per le tasche dei cittadini. Secondo l'indagine, svolta su un campione di medici rappresentativi di tutta la categoria a livello nazionale (ad esclusione degli odontoiatri), ben l'11,8% della spesa sanitaria totale sarebbe causata dalla medicina difensiva.
Prendendo per buona questa percentuale, noi di QS abbiamo provato a vedere a cosa corrisponde in valori assoluti. Considerando che in Italia la spesa sanitaria complessiva (pubblica e privata) si aggira attorno ai 134 miliardi di euro (109 pubblici e 25 privati) e che farmaci, visite, esami e ricoveri coprono almeno l'80% di questa spesa, se il calcolo stimato dal professor Piperno corrispondesse alla realtà, vorrebbe dire che quasi 13 miliardi di euro se ne vanno ogni anno per esami, farmaci, visite e ricoveri prescritti ed eseguiti ma che forse non servivano.
Il dato di partenza è che il 78,2 % dei medici intervistati si sente oggi più a rischio di ricevere un esposto o una denuncia rispetto al passato e il 65,4% si sente sotto pressione nella pratica clinica di tutti i giorni.
Si generano così comportamenti difensivi che l’indagine ha analizzato separatamente, dividendoli in cinque categorie.

Farmaci: circa il 53 % dei medici dichiara di prescrivere farmaci per ragioni di medicina difensiva e, mediamente, tali prescrizioni sono il 13% circa del totale. Il fenomeno è leggermente più accentuato presso i medici molto giovani, quelli di assistenza primaria, in chirurgia, ostetricia-ginecologia, ortopedia e medicina di urgenza, residenti nelle regioni del sud e delle isole.
 
Visite specialistiche: il 73 % e oltre dei medici dichiara di prescrivere visite specialistiche per ragioni di medicina difensiva e, mediamente, tali prescrizioni costituiscono il 21% del totale. Il fenomeno è leggermente più accentuato presso i medici fino a 44 anni d'età, in assistenza primaria, medici ospedalieri, in medicina interna, in nefrologia-urologia, neurologia e neurochirurgia, ortopedia, ostetricia-ginecologia e medicina di urgenza, residenti nelle regioni del sud e delle isole.
 
Esami di laboratorio: circa il 71% dei medici dichiara di prescrivere esami di laboratorio per ragioni di medicina difensiva e, mediamente, tali prescrizioni costituiscono il 21% circa del totale. Il fenomeno è leggermente più accentuato presso i medici ospedalieri pubblici, in assistenza primaria, chirurgia, medicina interna, nefrologia-urologia, ortopedia, ostetricia-ginecologia e medicina d’urgenza, residenti nelle regioni del sud e delle isole.
 
Esami strumentali: circa il 75,6% dei medici dichiara di prescrivere esami strumentali per ragioni di medicina difensiva e, mediamente, tali prescrizioni rappresentano il 22,6 % circa del totale. Il fenomeno è leggermente più accentuato presso i medici ospedalieri, in assistenza primaria, chirurgia, medicina interna, nefrologia-urologia, ortopedia, ostetricia-ginecologia e medicina d'urgenza, residenti nelle regioni del sud e delle isole.
 
Ricoveri: circa il 49,9 dei medici dichiara di prescrivere ricoveri per ragioni di medicina difensiva e, mediamente, tali prescrizioni costituiscono l'11% circa di tutte le prescrizioni. Il fenomeno è leggermente più accentuato presso i medici giovani, i medici di ospedale pubblico, in cardiologia, chirurgia, medicina interna, ostetricia-ginecologia e medicina d'urgenza, residenti nelle regioni del sud e delle isole
 
Spesda totale per medicina difensiva. Secondo la stima dell'indagine la spesa generata dalla medicina difensiva, riferita a tutti i medici pubblici e privati, sarebbe corrispondente all’11,8% della spesa sanitaria totale, ripartita tra farmaci (3,7), visite specialistiche (2,4), esami di laboratorio (0,8), esami strumentali (0,8) e ricoveri (3,2). Per la sola spesa a carico del Ssn le ricadute della medicina difensiva sono pari a un 10,5% di incidenza totale, ripartito tra farmaci (1,9), visite (1,7) esami di laboratorio (0,7), esami strumentali (0,8) e ricoveri (4,6).
 

23 Novembre 2010

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