Integratori alimentari per un italiano su due. La metà delle assunzioni su consiglio, che nell’82% dei casi arriva da farmacisti e medici

Integratori alimentari per un italiano su due. La metà delle assunzioni su consiglio, che nell’82% dei casi arriva da farmacisti e medici

Integratori alimentari per un italiano su due. La metà delle assunzioni su consiglio, che nell’82% dei casi arriva da farmacisti e medici
Ne fanno abitualmente uso (tutti i giorni o qualche volta alla settimana) 18 milioni di italiani e più di 4 milioni li assumano qualche volta al mese. Un mercato da 3,3 miliardi di euro nel 2018 (+126% dal 2008). Il consumo è più consistente tra i soggetti in età attiva (il 63% dei 35-64enni) e tra le donne (60,5%). Sono i risultati principali della ricerca Censis-Federsalus presentata oggi a Roma.

Prevenzione e tutela della salute: sono le ragioni del consumo di massa degli integratori alimnetari in Italia. Sono infatti 32 milioni gli italiani che consumano integratori alimentari. Lo fanno abitualmente più di 18 milioni (tutti i giorni o qualche volta alla settimana) e più di 4 milioni qualche volta al mese. Li utilizzano maggiormente le persone in età attiva (il 62,8% degli utilizzatori ha tra 35 e 64 anni) e le donne (il 60,5%). E il consumo è trasversale rispetto a genere, età, livello di scolarità, territorio di residenza, condizione economica. Ad accomunare le scelte di usare gli integratori alimentari da parte di tante persone diverse è il contributo che viene da questi prodotti per la prevenzione e la tutela della salute. È quanto emerge dalla ricerca “Il valore sociale dell’integratore alimentare” realizzata dal Censis e presentata oggi alla XX Convention di Federsalus.

Consigliati da medici e farmacisti. Il 57,3% degli italiani ha ricevuto il consiglio di utilizzare integratori alimentari. Tra questi, l’82,4% ha ricevuto il suggerimento da un medico (un medico di medicina generale o uno specialista) o da un farmacista.

Per il restante 17,6% il consiglio arriva da canali diversi: familiari, amici, web, tv, riviste. Nel 2018 il 95% del mercato passa da farmacie (86%) e parafarmacie (9%), il residuale 5% dalla grande distribuzione organizzata. “L’uso degli integratori alimentari non è l’esito di pulsioni consumiste, ma una tendenza diffusa ispirata dall’obiettivo della prevenzione e della tutela della salute, in cui il medico e il farmacista sono spesso riconosciuti come riferimenti nella scelta e nell’utilizzo”, spiega il Censis.

Il giudizio positivo sugli effetti. Il 74% degli italiani (l’80% tra i laureati, il 76,9% tra le donne, il 75,1% tra i 35-64enni) che hanno utilizzato integratori alimentari ne valuta positivamente le conseguenze sul proprio organismo. Solo l’1,7% lamenta esiti non positivi. “Chi ha assunto integratori alimentari ha registrato effetti positivi in linea con gli obiettivi attesi. Importante è la funzione svolta dagli integratori per la prevenzione”, spiega il Censis illustrando i risultati dell’indagine.

Il 58,1% di chi assume integratori gode di uno stato di salute ottimo o buono. “Gli integratori alimentari diventano così una componente stabile di strategie individuali, con il riferimento del medico o del farmacista in gran parte dei casi, per assicurarsi una buona salute”.

Il decollo del settore. In Italia il mercato degli integratori alimentari ha realizzato nel 2018 un valore di 3,3 miliardi di euro. Siamo al primo posto come quota del mercato europeo (23%), seguiti da Germania (13%), Francia (9%) e Regno Unito (8%). Il valore dei consumi è cresciuto del 126% negli ultimi dieci anni (periodo 2008-2018), a fronte di una riduzione dello 0,8% dei consumi complessivi delle famiglie.

Gli addetti del settore sono aumentati del 43,9% nel giro di tre anni (periodo 2014-2017), mentre nell’economia complessiva si registrava solo un +5,3% di occupati. L’export del settore è lievitato del 48,5% negli anni 2014-2017 a fronte del +12% riferito al totale del sistema economico. “Se l’economia italiana stenta a ripartire – conclude la nota del Censis -, il settore degli integratori alimentari invece decolla, perché intercetta una nuova attenzione sociale, orientata dai professionisti della salute, a fare prevenzione nella vita quotidiana”.

20 Giugno 2019

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