Medicine: se si assumono è meglio non guidare. Gli italiani lo sanno ma non sempre lo fanno

Medicine: se si assumono è meglio non guidare. Gli italiani lo sanno ma non sempre lo fanno

Medicine: se si assumono è meglio non guidare. Gli italiani lo sanno ma non sempre lo fanno
Tre italiani su quattro sanno che molti farmaci non vanno presi prima di mettersi al volante ma se ne disinteressano. Lo sottolinea l’Osservatorio di Linear Assicurazioni (Unipol). Donne e adulti i più coscienziosi mentre è allarme tra i giovani, il 17% è infatti all’oscuro del problema.

Secondo gli ultimi studi di settore, acquistare ed assumere medicinali è diventato per gli italiani una consuetudine. Tra i più utilizzati quelli contro le malattie cardiovascolari, seguiti da quelli gastrointestinali e per il sistema nervoso centrale. Ma gli italiani, da tempo informati sui pericoli al volante a causa dell’alcol, sanno che molte di queste medicine possono avere effetti collaterali pericolosi se ci si mette alla guida? Quali servizi di informazione sono più diffusi?
Rischio antistaminici. Sul tema ha effettuato un’indagine l’Osservatorio sui Servizi di Linear Assicurazioni, la compagnia on line del gruppo Unipol. Farmaci e guida sono infatti un binomio molto pericoloso. Un esempio? Gli antistaminici, di cui fanno ampio uso gli oltre 10 milioni di italiani che soffrono di allergie, spesso determinano una forte sonnolenza. Un fattore di grave rischio, considerando che un incidente su cinque è causato da colpi di sonno improvvisi.
Donne più consapevoli dei rischi. La nuova ricerca dell’Osservatorio, commissionata all’istituto Nextplora, descrive una popolazione  consapevole: il 74% degli italiani non solo sa che molti dei medicinali in commercio sono sconsigliati prima di mettersi al volante, ma rispettano anche le tempistiche indicate sulla confezione. Le donne (78%) si dimostrano più coscienziose degli uomini (69%), forse perché dovendo spesso occuparsi del trasporto dei figli, sono più attente ai possibili rischi. Particolarmente attenti anche gli over 45 (81%) mentre molto meno i giovani tra i 18 e i 24 anni (58%), che sono anche la categoria più all’oscuro del problema (17%).
Un guidatore su 7 è conscio dei pericoli ma se ne disinteressa. Che dire dei guidatori che pur essendo a conoscenza dei rischi, si mettono lo stesso alla guida dopo aver assunto medicinali? Parliamo del 13% degli intervistati, un guidatore su sette, una percentuale tutt’altro che trascurabile.
Uno su 3 evita di mettersi al volante prima che sia passato l’effetto del medicinale. Se qualcuno pensa che si tratti di rischi teorici dovrà ricredersi, se è vero che quasi un italiano su cinque (17%) afferma di conoscere qualcuno che ha avuto problemi alla guida proprio a seguito di un medicinale. E dovrà forse prendere un ansiolitico quando saprà che uno su tre (33%) ha continuato il viaggio senza fermarsi e senza preoccuparsene. Bene hanno fatto invece coloro che hanno saggiamente preferito fermarsi ed aspettare che passasse l’effetto (29%) o deciso di cedere il volante a chi era con lui in macchina (27%).
Nove persone su 10 si informano sul bugiardino. In che modo gli italiani  si informano dei possibili effetti collaterali dei medicinali alla guida? Per l’88% degli intervistati il foglietto illustrativo all’interno delle confezioni resta sempre il mezzo migliore per conoscerli, mentre solo il 6% chiede notizie a riguardo al proprio medico o farmacista. Purtroppo in nessun caso chi gestisce le nostre strade e autostrade e i servizi connessi si preoccupa di farlo.

13 Dicembre 2011

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