Mutilazioni genitali femminili. Unicef: “Sono in calo ma servono investimenti per debellarle”

Mutilazioni genitali femminili. Unicef: “Sono in calo ma servono investimenti per debellarle”

Mutilazioni genitali femminili. Unicef: “Sono in calo ma servono investimenti per debellarle”
Il numero delle donne vittima di questa pratica sta diminuendo, anche grazie alle trasformazioni culturali che stanno attraversando alcuni dei Paesi più colpiti come il Kenya e l'Egitto. Ora si attendono sforzi ulteriori da parte dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. 

Diminuisce il numero di ragazze vittima di mutilazioni genitali. In particolare da quando è stato avviato – nel 2008 – il programma congiunto Unfpa-Unicef circa 10mila comunità in 15 Stati, equivalenti a quasi 8 milioni di persone, hanno posto fine alla pratica. Nei 29 paesi dell'Africa e del Medio Oriente in cui la procedura è maggiormente concentrata, in media il 36% delle ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito mutilazione rispetto ad una stima del 53% circa fra le donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni. E l’anno scorso un totale di 1.775 comunità in tutta l’Africa ha dichiarato pubblicamente l’impegno a porre fine alle mutilazioni. Un calo rilevante del fenomeno si è registrato soprattutto in Kenya: fra le donne di età compresa tra i 45 e i 49 anni la probabilità di avere subito una mutilazione è tre volte più alta rispetto alle ragazze tra i 15 e i 19 anni.

Le trasformazioni culturali stanno contribuendo in maniera decisiva ad alimentare una radicale inversione di tendenza, come dimostrano i riscontri effettuati in Egitto, dove la percentuale di donne tra i 15 e 49 anni che ritengono che le mutilazioni dovrebbero cessare è raddoppiata tra il 1995 e il 2008, passando dal 13% al 28%. Secondo Anthony Lake, direttore dell’Unicef, questi dati dimostrano “che è possibile porre fine alle mutilazioni e aiutare milioni di ragazze a condurre una vita più sana”. Altro aspetto fondamentale è il lavoro con i governi e la società civile e in particolare “se la volontà politica espressa da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – sottolinea Babatunde Osotimehin, direttore generale dell’Unfpa – si tradurranno in investimenti allora le mutilazioni genitali femminili potranno davvero diventare soltanto un ricordo”. 

07 Febbraio 2013

© Riproduzione riservata

Nel 2024 oltre 62 mila decessi legati al caldo, in aumento le malattie infettive connesse ad alte temperature. Il Lancet Countdown
Nel 2024 oltre 62 mila decessi legati al caldo, in aumento le malattie infettive connesse ad alte temperature. Il Lancet Countdown

Nel 2024, le morti legate al caldo in Europa sono state 62.775 e questo numero è destinato a crescere entro il 2050-2100, superando anche la riduzione che invece riguarda le...

Disagio mentale giovanile. Ecco perché il Piano nazionale non basta
Disagio mentale giovanile. Ecco perché il Piano nazionale non basta

C’è un filo rosso che lega fatti apparentemente lontani tra loro, ma vicinissimi a tal punto da apparire l’uno la continuazione degli altri: un ragazzo che accoltella un coetaneo, una...

L’Europa accelera sull’intelligenza artificiale in sanità: l’Italia tra i Paesi più attivi, ma formazione e governance restano le vere sfide. Il report Oms
L’Europa accelera sull’intelligenza artificiale in sanità: l’Italia tra i Paesi più attivi, ma formazione e governance restano le vere sfide. Il report Oms

L’intelligenza artificiale non è più una promessa lontana per la sanità europea: è già entrata negli ospedali, nei percorsi diagnostici, nei servizi ai pazienti e nelle scelte di governance. Il...

In Europa infarti, diabete, obesità e Alzheimer causano il 90% dei decessi e costano 530 miliardi ai sistemi sanitari. Il Report Efpia
In Europa infarti, diabete, obesità e Alzheimer causano il 90% dei decessi e costano 530 miliardi ai sistemi sanitari. Il Report Efpia

Nove decessi su 10 in Europa sono causati damalattie non trasmissibili (NCD) come diabete, obesità, Alzheimer e problemi cardiaci e un over 50 su tre vive con due o più...