Ocse. Italia: crolla spesa sanitaria. Ma per aspettativa di vita siamo i secondi nel mondo

Ocse. Italia: crolla spesa sanitaria. Ma per aspettativa di vita siamo i secondi nel mondo

Ocse. Italia: crolla spesa sanitaria. Ma per aspettativa di vita siamo i secondi nel mondo
Gli ultimi dati mostrano il perdurare del calo della spesa sanitaria nel nostro Paese. Record negativo nel 2011 con un - 1,9% rispetto all'anno precdente. E la nostra spesa procapite è la più bassa di tutti i "grandi" paesi europei. Ma viviamo più a lungo di tutti (meglio di noi solo gli svizzeri). Il report e la scheda sull'Italia.

La spesa sanitaria pubblica e privata italiana continua a scendere e nel 2011 quando ha segnato un record negativo del – 1,6%. Il dato diffuso oggi dall’Ocse pone l’Italia tra i Paesi che spendono meno tra i 32 dell’area Ocse. Sia in termini di incidenza sul Pil (la nostra spesa pubblica e privata incide per il 9,2% contro medie superiori all’11 in molti paesi europei come Olanda, Francia e Germania) che in termini procapite.
 
Ed è soprattutto questo dato a far riflettere, considerando che ogni italiano spende per la propria salute (a parità di potere d’acquisto) 3.012 dollari l’anno contro gli 8.500 degli americani, i quasi 5.700 di norvegesi e svizzeri o i 4.500 di austriaci, tedeschi e danesi. Ma più di noi spendono anche i francesi e i belgi con cifre superiori ai 4.000 dollari l’anno.
 
Insomma Italia fanalino di coda insieme a Spagna (che comunque spende più di noi), Portogallo, Grecia e tutti i paesi dell’est  Europa.
 
Fortunatamente, nonostante ciò al momento non si registrano ricadute negative sulla salute della popolazione, tant’è che l’Italia ha il secondo miglior dato sull’aspettativa di vita con 82,7 anni (uguale al Giappone), superato solo dagli 82,8 anni degli svizzeri che per la salute spendono però quasi il doppio di noi.
 
La situazione negli altri Paesi
Dopo il drastico calo nel 2010, la spesa sanitaria nei 32 paesi Ocse nel 2011 è rimasta stabile, anche se la crisi economica ha continuato ad avere un impatto, in particolare nei paesi europei più colpiti dalla crisi.
 
A fronte di una crescita media annua del 5% dal 2000 al 2009, ormai si sta stabilizzando un forte decremento del tasso di crescita che si è assestato attorno allo  0,5% nel biennio 2010/2011 e i dati preliminari suggeriscono la stessa tendenza anche per il 2012
 
Il calo, secondo l’ultimo report Ocse, è dovuto principalmente al crollo della spesa pubblica e da un trend comunque la ribasso di quella privata.
    
In Grecia, la spesa sanitaria globale è sceso del 11% coma anche in. Irlanda, Islanda e Spagna si sono registrati due anni consecutivi di crescita negativa della spesa sanitaria.  Altri paesi, tra cui il Portogallo e l'Italia, hanno registrato una situazione stazionaria nel 2010 concentrando i tagli a partire dal 2011. In Portogallo, la spesa pubblica è scesa dell'8% nel 2011, dopo essere rimasto stabile tra il 2009 e il 2010. Solo due paesi OCSE – Israele e Giappone – hanno visto una accelerazione della spesa sanitaria dal 2009 rispetto al periodo precedente.
 
Anche fuori dall'Europa, la crescita della spesa sanitaria si è rallentata  nel 2010 e 2011, in particolare in Canada (3,0% nel 2010 e 0,8% nel 2011 in termini reali) e negli Stati Uniti (2,5% nel 2010 e 1,8% nel 2011, anche in termini reali). Negli Stati Uniti, la quota di spesa sanitaria sul PIL è ferma al 17,7 per cento tra il 2009 e il 2011, dopo anni di costante aumento. Non è ancora chiaro se il recente rallentamento riflette principalmente fattori ciclici e non può quindi avere effetti duraturi, o se riflette i cambiamenti più strutturali, come una diffusione più lenta di nuove tecnologie e prodotti farmaceutici, e modalità più efficienti nella gestione delle forniture sanitarie. 
Tra gli interventi di riduzione della spesa, spiccano quelli sulla farmaceutica adottati un po’ da tutti i paesi. Copayment, riduzione dei prezzi e della rimborsabilità e promozione dei generici tra gli interventi più frequenti.

27 Giugno 2013

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