Sicurezza alimentare. Alimenti irradiati, test superati nei controlli del 2024

Sicurezza alimentare. Alimenti irradiati, test superati nei controlli del 2024

Sicurezza alimentare. Alimenti irradiati, test superati nei controlli del 2024

Nel 2024 analizzati in Italia 463 campioni di alimenti trattati con radiazioni ionizzanti, nell’ambito del Piano nazionale di controllo 2023-2027. Nessuna non conformità è stata rilevata, segnalato un solo caso non interpretabile. I dati emergono dalla Relazione annuale del Ministero della Salute. LA RELAZIONE

Nel 2024 sono stati analizzati in Italia 463 campioni di alimenti e ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti, senza evidenziare non conformità rispetto alla normativa vigente.

È quanto emerge dalla Relazione annuale in applicazione del Piano nazionale 2023-2027 relativo ai controlli ufficiali sugli alimenti e loro ingredienti trattati con radiazioni ionizzanti

L’attività di monitoraggio ha superato gli obiettivi minimi fissati dal Piano. Il numero minimo di campioni previsto a livello nazionale era infatti 358, mentre 412 campioni sono stati rendicontati dalle Regioni e Province autonome e 463 sono stati complessivamente analizzati nei laboratori ufficiali.

Il trattamento con radiazioni ionizzanti è un processo fisico utilizzato per eliminare microrganismi, virus, batteri o insetti, prevenire la germinazione e la germogliazione di alcuni prodotti vegetali (patate, cipolle, aglio…), rallentare la maturazione di frutta e verdura e prolungare la conservazione degli alimenti. In Italia è consentito solo in presenza di specifiche condizioni tecnologiche e deve essere chiaramente indicato in etichetta, così come va specificato che l’irradiazione degli alimenti non ha nulla a che vedere con la contaminazione radioattiva degli alimenti derivante da una fuoriuscita o da un incidente nucleare.

Per quanto riguarda i risultati, non sono state rilevate irregolarità relative all’uso del trattamento di irradiazione negli alimenti commercializzati. È stato segnalato solo un caso non interpretabile, relativo a un campione di calamari eviscerati, poiché l’analisi è stata effettuata con una tecnica non idonea rispetto alle indicazioni del Piano.

Dal punto di vista organizzativo, la relazione segnala alcune criticità nell’attuazione del Piano da parte delle amministrazioni territoriali. In particolare, sono stati rilevati campionamenti su matrici non previste dal Piano, un numero ridotto di campioni di cosce di rana rispetto alla programmazione e in alcuni casi l’utilizzo non corretto dei metodi analitici richiesti.

Nel complesso, tuttavia, il bilancio dei controlli resta positivo. Il numero di campioni è risultato superiore a quello minimo previsto e l’Italia si colloca tra i Paesi europei con il maggior numero di campionamenti sugli alimenti irradiati, seconda solo alla Germania nei dati più recenti disponibili a livello europeo.

LA RELAZIONE

12 Marzo 2026

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