Trapianti. Il 2025 è un anno record ma preoccupa l’aumento dei rifiuti alla donazione espresso al momento del rinnovo della carta d’identità

Trapianti. Il 2025 è un anno record ma preoccupa l’aumento dei rifiuti alla donazione espresso al momento del rinnovo della carta d’identità

Trapianti. Il 2025 è un anno record ma preoccupa l’aumento dei rifiuti alla donazione espresso al momento del rinnovo della carta d’identità

Crescono donazioni e trapianti, con 2.164 donatori (+3,2%) e 4.697 interventi (+1,2%), e nuovi massimi anche per tessuti e midollo osseo. Stabili le opposizioni in rianimazione, ma aumentano i “no” alla donazione espressi al rinnovo della Cie. Presentato dal Ministro Schillaci e dal Direttore Feltrin  del Centro nazionale trapianti. IL REPORT PRELIMINARE

La rete trapiantologica italiana segna un nuovo record storico e tocca nel 2025 i livelli più alti di sempre per donazioni e trapianti di organi, tessuti e cellule staminali emopoietiche. Un risultato che consolida e supera i trend di crescita degli ultimi anni.

Le donazioni hanno toccato quota 2.164 (+3,2% rispetto al 2024), a fronte di 3.293 segnalazioni di potenziali donatori provenienti dalle rianimazioni (+3,2%). I prelievi effettuati hanno consentito la realizzazione di 4.697 trapianti, 55 in più rispetto all’anno precedente (+1,2%). Sia per le donazioni che per i trapianti si tratta dei numeri più alti mai registrati in Italia.

A insidiare questo nuovo primato sono però i “no” alla donazione espressi al rinnovo della carta d’identità elettronica in aumento in tutte le regioni italiane e in tutte le fasce demografiche, soprattutto tra i più giovani: tra i 18-30enni le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%.

Questo il quadro disegnato dai dati del Report preliminare del Centro nazionale trapianti presentato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e dal Direttore del Centro nazionale trapianti Giuseppe Feltrin in occasione degli Stati generali della Rete trapiantologica, al via oggi a Roma.

“Oggi più che mai dobbiamo avere fiducia nei nostri operatori sanitari e nella rete dei trapianti per continuare a mantenere i numeri da record che si sono registrati in questi anni” ha detto ministro della Salute Orazio Schillaci in video collegamento ricordando la scomparsa del piccolo Domenico Caliendo.

“Gli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana da anni rappresentano un’occasione per tracciare un bilancio sull’evoluzione del sistema e sulle sfide che ancora ci attendono – ha detto Schillaci – abbiamo aperto questa edizione ancora segnati dal dolore per la scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, un evento tragico che ha profondamente commosso tutta la comunità nazionale.  Quanto accaduto è un fatto di indiscutibile e singolare gravità che va chiarito fino in fondo per rendere il sistema dei trapianti ancora più solido.  Ritengo che sia importante ritrovare, anche attraverso questa presentazione, lo spirito di gratuità e solidarietà che anima il sistema dei trapianti e tornare a veicolare il messaggio che ogni volta che c’è una donazione si apre una vera e propria speranza di vita”.  

Schillaci guarda con ottimismo al futuro: “Nei mesi iniziali del 2026 il numero delle donazioni di organi è aumentato rispetto allo stesso periodo del 2025. Inoltre, si è registrata una diminuzione del tasso di opposizione nelle rianimazioni.  Questi sono dati totalmente coerenti con lo spirito di solidarietà e altruismo che da sempre caratterizzano la nostra società civile”.

“Il senso dell’incontro di oggi – ha dichiarato Il direttore del Cnr Feltrin – è ragionare sui temi del futuro senza dimenticare quello che è successo. Dobbiamo dare un messaggio rassicurante rispetto alla qualità di un sistema trapianti che rappresenta un’eccellenza a livello europeo e un messaggio rassicurante verso gli 8mila pazienti che sono in attesa di un organo, che si aspettano da noi qualità e sicurezza, la stessa che pretendiamo ed esigiamo ogni giorno nel nostro lavoro”.

Vediamo nel dettaglio i numeri preliminari di donazioni e trapianti.

Donazioni, Italia tra i primi Paesi in Europa Il tasso nazionale di donazione si è assestato dunque a quota 30,2 donatori per milione di persone (pmp). L’asticella si alza sempre di più consentendo al nostro Paese di essere tra i primi in Europa. Sul fronte regionale le regioni più generose sono Veneto (49,5 donatori pmp), Toscana (47,3) e Piemonte (41,9), ma anche il Sud è in rimonta: i va tassi crescono in Basilicata (+5,7), Puglia (+4,4) e Campania (+3,9). Stabili invece le opposizioni al prelievo degli organi registrate nelle rianimazioni al momento del decesso dei potenziali donatori: la percentuale dei “no” è stata del 28,8, +0,1% rispetto al 2024.

Trapianti sempre più su: crescono cuore e donazioni da vivente. Veneto in testa per tasso pro capite.  Crescono i trapianti sulla spinta dell’aumento delle donazioni, con il cuore che registra anche nel 2025 l’incremento più marcato: dagli 413 interventi del 2024 ai 461 di quest’anno (+11,6%). Restano stabili i trapianti di rene (2.347), mentre salgono leggermente quelli di fegato (1.770); completano il quadro 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas. In aumento anche i trapianti da donatore vivente, passati da 366 a 382 (357 di rene e 25 di fegato). Nel complesso, il tasso nazionale raggiunge 73,4 trapianti per milione di abitanti, con il Veneto in testa (145,3), seguito da Piemonte (125,8) e Friuli-Venezia Giulia (95,4).

Il fiore all’occhiello dell’intera attività è la donazione a cuore fermo (donation after cardiac death, DCD), ossia quella da pazienti la cui morte viene constatata dopo un arresto cardiaco di almeno 20 minuti:: le segnalazioni di donatori sono cresciute del 47,2%, portando le donazioni a quota 435 (+53,2%) e i trapianti a 937 (+50.6%), il 19,9% del totale dei trapianti effettuati (nel 2024 erano stati il 14,5%).

Negli ultimi 12 mesi si è ampliata in modo significativo la rete dei centri autorizzati a effettuare questo tipo di donazioni, passati da 85 a 111 e oggi presenti in 17 regioni italiane, a conferma di una diffusione sempre più capillare sul territorio nazionale.

Cresce il fronte dei no. Negativo, invece, il bilancio relativo alle dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti registrate nel 2025 nei Comuni italiani al momento del rilascio della carta d’identità elettronica. Su 3.782.100 dichiarazioni raccolte lo scorso anno, i consensi sono stati 2.266.917 (59,9%) e le opposizioni 1.515.183 (40,1%, nel 2024 furono il 36,3%). A scegliere di registrare la propria volontà (positiva o negativa) è stato dunque il 59,2% dei 6.383.035 cittadini che hanno richiesto un nuovo documento, mentre il 38,8% (2.600.935 persone) ha preferito astenersi. E l’onda del “no” ha toccato tutte le regioni italiane e in tutte le fasce di età, in particolare i 18-30enni, tra i quali le opposizioni sono salite dal 33,6% al 39,7%. Complessivamente nel Sistema informativo trapianti al 31 dicembre 2025 erano presenti 24.841.250 dichiarazioni di volontà: 16.990.804 consensi (68,4%) e 7.850.446 opposizioni (31,6%).
 “

Questi numeri, quindi, ci dicono che dobbiamo avere uno sforzo ancora maggiore nelle attività di sensibilizzazione per ribaltare un trend negativo che è sempre stato in crescita negli ultimi anni – ha commentato il ministro – è  chiaro che occorre intervenire sui fattori culturali che verosimilmente muovono quanti si oppongono alle donazioni, ma dobbiamo anche promuovere più conoscenza; dobbiamo informare sulla possibilità di poter trasformare in qualsiasi momento il ‘proprio no’ in un consenso che equivale a dare speranza e vita ad altre persone”. 

Tessuti e midollo. Record anche per donazioni e trapianti, cresce il registro dei donatori giovani

Il 2025 segna numeri da record anche per tessuti e midollo osseo. Le donazioni raggiungono quota 16.825 (+5,6%) e i trapianti 27.351 (+2,6%), con performance particolarmente rilevanti per cornee e tessuto muscolo-scheletrico. Trend in forte crescita anche per le cellule staminali emopoietiche: mai così tante donazioni effettive (490, +19,5%) e trapianti da donatore non familiare (1.161, +6%).

Continua infine ad ampliarsi il registro IBMDR (ovvero le persone effettivamente disponibili a donare), che supera i 525mila iscritti attivi (+2,6%). E in questo caso a dare una spinta decisiva sono i giovani: nel 2025 sono stati reclutati 30.872 nuovi potenziali donatori tra i 18 e i 35 anni.

IL REPORT PRELIMINARE

Ester Maragò

24 Marzo 2026

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