Vaccinazioni in farmacia. Un servizio in più per il cittadino che sarebbe un grave errore non rendere permanente

Vaccinazioni in farmacia. Un servizio in più per il cittadino che sarebbe un grave errore non rendere permanente

Vaccinazioni in farmacia. Un servizio in più per il cittadino che sarebbe un grave errore non rendere permanente
In meno di un mese oltre 122mila vaccinazioni nelle otto regioni che hanno avviato la sperimentazione. Pensiamo vi siano tutti gli estremi e la volontà delle parti interessate (in primis i farmacisti e il Commissario per l’emergenza Covid) a trasformare la sperimentazione in un servizio sanitario di prossimità stabile e sempre attivo, anche in vista della prossima campagna di vaccinazione influenzale e della potenziale terza somministrazione anti Covid in autunno

In meno di un mese nelle otto Regioni dove è partita la sperimentazione della vaccinazione anti Covid nelle farmacie sono state somministrate più di 122mila dosi di vaccino Janssen (Johnson & Johnson) monodose offrendo così la copertura vaccinale completa ad altrettanti ultra sessantenni (target di riferimento per questo vaccino).
 
Quando tutte le Regioni partiranno i farmacisti coinvolti saranno più di 26mila con la possibilità di effettuare la vaccinazione in oltre 10mila farmacie in tutta Italia, amplificando così la potenza di fuoco messa in campo dal Commissario Figluolo. Che infatti si è sempre detto molto favorevole al coinvolgimento delle farmacie, sia per la loro caratteristica di presidio sanitario di prossimità presente anche nelle realtà molto piccole, che per la tradizionale confidenza e fiducia che da sempre caratterizzano i rapporti tra farmacista e cittadino.
 
Due elementi, questi ultimi, molto importanti in questa fase della campagna che richiede il massimo coinvolgimento dei sanitari (tutti) per promuovere la vaccinazione tra tutte le fasce di popolazione target superando incertezze e paure.
 
La farmacia e i farmacisti possono fare molto in questo senso anche perché, non va mai dimenticato, “non hanno mai chiuso”, fin dall’inizio della pandemia, garantendo sempre il servizio di dispensazione dei farmaci e la consulenza attiva in presenza in tutta Italia, anche in pieno lockdown con tutta la penisola in zona rossa.
 
Un impegno che va riconosciuto a questa categoria che, non dimentichiamo neanche questo, ha chiesto lei stessa di essere coinvolta nella campagna di vaccinazione, accettando di tornare a studiare per acquisire tutte le conoscenze e competenze necessarie per essere abilitati alla vaccinazione.
 
Una chiamata promossa in primis dalla Federazione degli Ordini dei farmacisti cui hanno aderito tutte le associazioni di categoria e alla quale hanno risposto più di un farmacista su tre di quelli impegnati nelle farmacie territoriali.
 
Ora, per una non molto chiara determinazione di legge, la sperimentazione dovrebbe terminare nel 2021, anche se il finanziamento per effettuarla è stato fissato dalla stessa legge (il decreto Sostegni) per il biennio 2021-2022.
 
Ma al di là di questo vulnus normativo, pensiamo che vi siano tutti gli estremi e la volontà delle parti interessate (in primis i farmacisti e il Commissario per l’emergenza Covid) a trasformare la sperimentazione in un servizio sanitario di prossimità stabile e sempre attivo, anche in vista della prossima campagna di vaccinazione influenzale e della potenziale terza somministrazione anti Covid in autunno.
 
Non farlo, magari per qualche ragione di gelosia o per le turbolenze da parte di altre professioni, riteniamo sarebbe un errore che danneggerebbe, non tanto i farmacisti (stiamo parlando di pochi euro a somministrazione a fronte di costi, investimenti e responsabilità ben maggiori), ma i cittadini che si vedrebbero privati di un presidio sicuro e facile da raggiungere.
 
Pensiamoci.
 
Cesare Fassari 

Cesare Fassari

05 Luglio 2021

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