Vaccini a singhiozzo. Indagine Cittadinanzattiva segnala difformità nei serivizi di prevenzione a causa della Covid

Vaccini a singhiozzo. Indagine Cittadinanzattiva segnala difformità nei serivizi di prevenzione a causa della Covid

Vaccini a singhiozzo. Indagine Cittadinanzattiva segnala difformità nei serivizi di prevenzione a causa della Covid
Veneto, Abruzzo, Sardegna e Toscana garantiscono solo le vaccinazioni obbligatorie previste per la fascia 0-6. L’Emilia Romagna presenta una situazione molto disomogenea al suo interno. Nelle Marche e a Trento si fanno solo le vaccinazioni per la fascia 0-2 anni. È quanto emerge da un'indagine condotta da Cittadinanzattiva. “Si intervenga subito, e si riprendano le campagne vaccinali, come ricorda Oms, estremamente importanti anche in questa fase”.

Una situazione frastagliata, in cui anche all’interno dello stesso territorio regionale si possono trovare decisioni molto diverse per quanto riguarda le politiche di prevenzione. Sia per la possibilità di accedere ai vaccini che per gli screening. Questo il quadro che emerge dalla ricognizione condotta da Cittadinanzattiva. Molto difficile anche solo reperire informazioni, tra numeri telefonici a cui non risponde nessuno e la mancanza di un punto di informazioni unico, almeno per diverse regioni.
 
“Sospendere le vaccinazioni è un controsenso”, commento Antonio Gaudioso, “non solo perché rimanda all’idea che non siano prestazioni essenziali, dopo tutti gli anni spesi per farne comprendere l’importanza. Ma anche perché si rischia il ritorno di patologie gravi come morbillo o meningiti, o di esporre a potenziale insorgenza di tumori bloccando vaccinazioni come quella per l’Hpv e Epatite B. Non si può accettare che l’incapacità di organizzare spazi e modalità che rispondano alle esigenze emerse post Sars-Covid2 venga fatta pagare ai cittadini, semplicemente chiudendo servizi. Si piò ricorrere a soluzioni organizzative alternative che possano quindi garantire continuità nel servizio”.
 
In generale, dalla ricognizione emerge che le regioni del nord tendono a limitare gli accessi, sospendendo o rimandando alcune vaccinazioni. Si tratta prevalentemente di quelle rivolte agli adolescenti, adulti, viaggi. Alcune regioni però come le Marche, la Provincia Autonoma di Trento e l’Umbria non completano neanche i cicli delle vaccinazioni obbligatorie. Chiudono completamente i servizi vaccinali in Piemonte fino a data da destinarsi, mentre la Lombardia nonostante la gravità della situazione sanitaria ha riaperto regolarmente tutte le vaccinazioni dal 14 aprile, e non è comprensibile perché la decisione di chiudere sia stata adottata anche in Sicilia dove i contagi sono nettamente inferiori: Messina chiude e a Palermo sono garantite solo le prime inoculazioni. In questo quadro, Così come sono regolarmente attivi in Lazio, Valle d’Aosta, Calabria e Puglia.
 
"Ricordiamo che anche l’Oms ha recentemente sottolineato come le vaccinazioni siano una componente fondamentale dei servizi sanitari e una loro interruzione, anche se per un breve periodo, porterebbe a un accumulo di persone suscettibili a un maggiore rischio di epidemie di malattie prevenibili da vaccino, rendere maggiormente vulnerabili alcune categorie di persone o addirittura causare decessi, se non addirittura portare come effetto a un aumento delle risorse sanitarie per farvi fronte. Secondo l’Oms è appunto essenziale mantenere gli appuntamenti vaccinali, soprattutto per le vaccinazioni di routine".
 
Veneto, Abruzzo, Sardegna (allargando anche alle fasce a rischio) e Toscana garantiscono al momento solo le vaccinazioni obbligatorie previste per la fascia 0-6, chiudendo quindi alla possibilità dei richiami previsti oltre quella fascia di età. L’Emilia Romagna presenta poi una situazione molto disomogenea: mentre a Ferrara si può fare qualsiasi vaccinazione, Bologna sospende solo quelle per necessità legate ai viaggi, Imola conferma solo le pediatriche, Parma sospende le vaccinazioni hpv e conferma solo chi già prenotato. Ultime, nelle Marche e a Trento si fanno solo le vaccinazioni per la fascia 0-2 anni. 

23 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità
La svolta digitale nei pagamenti: più trasparenza e qualità

Tra piattaforme informatiche, DRG e LEA, il Servizio sanitario evolve verso modelli più trasparenti e orientati alla qualità. Uno dei temi più interessanti riguarda come cambieranno le remunerazioni in relazione...

Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”
Corte dei conti: “Ssn sotto pressione, divari territoriali e nodi strutturali ancora irrisolti”

Nella Relazione presentata all’inaugurazione dell’anno giudiziario, la Procura generale della Corte dei conti conferma le criticità strutturali del Servizio sanitario nazionale. Si tratta di temi che affondano le radici nel...

Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno
Aumentare dell’11% gli studi clinici in UE vale 35mila pazienti curati e 3 mln di giorni di malattia prevenuti all’anno

Oltre 35mila europei potranno trarre beneficio dall’accesso a trattamenti medici innovativi (e potenzialmente salvavita) se l’Unione Europea riuscirà ad aumentare dell’11% studi e trial clinici all’interno del proprio territorio, percentuale...

Diabete. Sid: “Attività fisica parte integrante della cura”
Diabete. Sid: “Attività fisica parte integrante della cura”

L’attività fisica, in caso di diabete, non è solo un consiglio ma un pilastro terapeutico insieme alla dieta, in quanto apporta benefici concreti alla patologia anche in assenza di riduzione...