Punto nascita di Montevarchi. Toscana torna a chiedere l’apertura in deroga

Punto nascita di Montevarchi. Toscana torna a chiedere l’apertura in deroga

Punto nascita di Montevarchi. Toscana torna a chiedere l’apertura in deroga

La Regione ritiene che “non vi siano aspetti problematici per la sicurezza”, per questo chiederà la revisione del parere del Comitato nazionale percorso nascite che, sull’ospedale di Montevarchi, si è già pronunciato negativamente. Giani: Soglia dei 500 parti da rivedere, 400 garantirebbe comunque la sicurezza”.

Il presidente della Toscana Eugenio Giani conferma l’intenzione di difendere dalla chiusura il punto nascita dell’ospedale della Gruccia di Montevarchi, nel Valdarno aretino, così come i punti nascita di altri ospedali che nell’ultimo triennio hanno registrato meno di cinquecento parti l’anno: mantenendo dunque la possibilità di partorire, oltre alla presa in carico della gravidanza, l’assistenza ostetrica e ginecologica, i servizi del consultorio, i percorsi di accompagnamento alla nascita e post-partum e l’assistenza pediatrica che comunque rimarrebbero anche in caso di chiusura.

Per Giani è “molto importante garantire la presenza dei reparti di maternità e dei punti nascita dove oggi sono”. “Nella politica della Toscana diffusa – spiega in una nota – questi ospedali costituiscono un riferimento di presidio territoriale per cittadine e cittadini che va difeso. Anche per questo e tenuto conto della diminuzione della natalità che si registra in tutta Italia abbiamo chiesto al Ministero di rivedere la soglia dei cinquecento parti l’anno necessari oggi a garantire l’apertura di un punto nascita. Portarla a quattrocento infatti garantirebbe comunque la sicurezza di mamme e nascituri”.

La soglia dei cinquecento parti è stata elaborata nel 2010 ed inserita nel decreto Balduzzi nel 2015: “Anni in cui la natalità era ben diversa da oggi”, sottolinea la Regione in una nota. Quanto al caso specifico dell’ospedale di Montevarchi, lo scarto rispetto alla soglia non è amplissimo: “Sono meno di venti parti sotto i cinquecento nel 2024, un po’ di più (ma pur sempre più di quattrocento ne sono stati registrati) nel 2025”. “Sono convinto – dice Giani – che alla Gruccia, considerato l’area di riferimento, ci siano le potenzialità per tornare sopra i cinquecento parti l’anno”. L’invito alle mamme è di partorire nel territorio di residenza: “Nella prima metà di gennaio ci sono già stati oltre trenta parti, numeri rassicuranti”.

Nel caso dell’ospedale di Montevarchi, “abbiamo formulato la richiesta di apertura in deroga perché riteniamo che non vi siano aspetti problematici per la sicurezza e rinnoviamo questa richiesta”. Il Comitato nazionale percorso nascite istituito dal Ministero della salute – al momento in attesa di rinnovo – si è pronunciato negativamente, ma la Regione chiederà la revisione del parere, parallelamente ad una ridefinizione dei parametri generali e alla riduzione delle soglie.

21 Gennaio 2026

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