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Umbria. Approvata la legge regionale sui disturbi della nutrizione 


La legge mira a disciplinare la presa in carico dei soggetti con Dna e a garantire precocità di diagnosi, prevenzione dei comportamenti a rischio, omogeneità di trattamento, continuità assistenziale, anche post acuzie, equità di accesso, appropriatezza e qualità della cura, attraverso una rete integrata, che opera secondo un modello multidimensionale e multiprofessionale, previsti anche trattamenti psichiatrici/psicoterapeutici.

06 APR - L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato ieri la proposta di legge ‘Disposizioni relative alla presa in carico delle persone con disturbi della nutrizione e dell’alimentazione o del comportamento alimentare’, che integra e modifica il testo unico regionale sulla sanità.

La legge mira a disciplinare la presa in carico dei soggetti e a garantire precocità di diagnosi, prevenzione dei comportamenti a rischio, omogeneità di trattamento, continuità assistenziale, anche post acuzie, equità di accesso, appropriatezza e qualità della cura, attraverso una rete integrata, che opera secondo un modello multidimensionale e multiprofessionale, prevedendo l'associazione del trattamento psichiatrico/psicoterapeutico con quello nutrizionale.
La Regione - riferisce l’ente - promuoverà , in particolare, il miglioramento dell'integrazione dei servizi della rete, per dare risposte alle persone con Dna e alle loro famiglie, nel rispetto dei corretti tempi di cura, nonché la continuità del trattamento ritenuto necessario dall’equipe multidisciplinare; l’attivazione di strategie adeguate per ridurre le probabilità di cronicizzazione; la divulgazione, tra gli operatori sanitari, la popolazione, in particolar modo giovanile, le famiglie, le società sportive e le scuole, di informazioni in merito ai corretti stili di vita e ai servizi offerti dalla rete ed ai percorsi per accedervi; la stretta integrazione con le associazioni attive nell’ambito del supporto e sostegno alle persone con Dna e ai loro familiari, che svolgono attività sul tema e collaborano in sinergia con i servizi dedicati favorendo l’intercettazione precoce della patologia, anche attraverso l’uso di sistemi tecnologici e applicazioni innovative, e fornendo supporto e sostegno alle famiglie.

La Rete per la presa a carico delle persone con Dna
Viene creata la “Rete integrata regionale per la presa in carico delle persone con Dna”, di cui fanno parte medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, servizi ambulatoriali specialistici, servizi ospedalieri e servizi di riabilitazione pubblici e privati convenzionati, strutture residenziali, strutture semiresidenziali e centri di salute mentale.

La Rete provvede ad assicurare i migliori risultati in termini di appropriatezza ed efficacia degli interventi diagnostici, terapeutici e riabilitativi; il coinvolgimento attivo delle persone con Dna e delle loro famiglie; la predisposizione e attuazione di progetti assistenziali individuali, calibrati sulle esigenze delle singole persone; la condivisione di percorsi terapeutici comuni; la costituzione di equipe di diagnosi e cura con competenze in area psichiatrica, psicoterapica e internistico-nutrizionale, composte da psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e/o psicoterapeuti, nutrizionisti, dietisti, medici dietologi, medici internisti, endocrinologi, infermieri, educatori professionali, tecnici della riabilitazione psichiatrica e fisioterapisti, affiancati, per casi specifici, da professionisti di altre discipline.

Il Centro di coordinamento
Presso la direzione regionale Salute e Welfare viene istituito un gruppo di lavoro tecnico, denominato “Centro di coordinamento regionale”, con compiti consultivi e propositivi nei confronti della Giunta regionale in materia di Dna. Esso predispone e propone alla Giunta regionale le linee di indirizzo in materia di Dna; collabora con le associazioni attive nell'ambito del supporto e sostegno alle persone con Dna e ai loro famigliari, anche allo scopo di fornire informazioni sugli interventi adottati.

Il ruolo delle Aziende
Nella Carta dei servizi delle Aziende sanitarie regionali dovranno essere inseriti: la descrizione della tipologia dell’offerta rivolta a bambini, adolescenti e/o adulti; le informazioni sull’operatività dei servizi, sulle modalità di accesso e di comunicazione, sulle interazioni tra le componenti della Rete, sull’attività svolta e sulle modalità di sostegno; le indicazioni e i suggerimenti per il miglioramento della qualità dei servizi offerti; i riferimenti dei siti web istituzionali attraverso i quali è veicolata una corretta informazione.

06 aprile 2023
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