Bimbi e cibo. Omceo Torino contro il progetto con gli arredi “Pan di stelle” nelle scuole

Bimbi e cibo. Omceo Torino contro il progetto con gli arredi “Pan di stelle” nelle scuole

Bimbi e cibo. Omceo Torino contro il progetto con gli arredi “Pan di stelle” nelle scuole

Il progetto, promosso dal Barilla in collaborazione con l’ente formativo “Docenti e Formazione” accreditato dal Miur, mira a far scoprire ai bambini delle scuole elementari le proprie potenzialità, ma per l’Omceo rischia di avere un effetto spot e indurre i bambini a consumare zuccheri. Omnceo presenta esposto.

“Progetto educativo o attività promozionale? Impossibile non interrogarsi”, per l’Omceo di Torino, di fronte a una iniziativa come “Sogna e credici fino alle stelle” avviata dal Gruppo Barilla nelle scuole elementari, a Torino, in Piemonte e in tutta Italia, in collaborazione con l’ente formativo “Docenti e Formazione” accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

L’iniziativa, spiega in una nota l’Omceo, che a proposito ha inviato un esposto all’Agia e all’Agcm, “viene presentata al pubblico come ‘progetto educational’ rivolto alla scuola primaria con la finalità “di aiutare le nuove generazioni ad imparare a credere nei propri sogni come cammino di scoperta e consapevolezza delle proprie potenzialità, risorse, interessi”. E fino a qui nulla da ridere. Il fatto è che “le scuole elementari che partecipano al progetto, giunto alla seconda edizione (3000 scuole coinvolte in tutta Italia nel 2026), possono vincere un’aula “dei sogni”, uno spazio “polifunzionale” allestito con arredi didattici brandizzati Pan di Stelle , per un valore totale di 15.000 euro, Iva esclusa. Un arredamento accattivante: librerie, tappeti, pareti e tavoli con piani dipinti in marrone “biscotto” e disseminati di stelline, quelle tipiche del Pan di Stelle. Ci sono telescopi e altri materiali didattici”.

Per l’Ordine dei Medici milanese, “un allestimento così marcato da segni distintivi, cromie, stili grafici e richiami al brand del prodotto” può determinare “una esposizione ripetuta e protratta del minore a stimoli commerciali in un ambiente protetto e autorevole com’è quello delle scuole, con il rischio concreto di interiorizzazione del marchio, che diventa familiare”.

La segnalazione, fa sapere l’Omceo, è arrivata agli organi direttivi dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri di Torino da un genitore preoccupato: “La scuola di mio figlio è stata invasa da tavoli a forma di biscotti industriali e cartelloni Pan di Stelle. Io ho sempre preparato la frutta per la merenda a scuola ma ora mio figlio vuole i biscotti”. Un segnale che OMCeO “non poteva sottovalutare, visto il suo ruolo di organo sussidiario dello Stato per la tutela della salute, individuale e collettiva”. Si è pertanto deciso di segnalare l’iniziativa alle due Autorità competenti, il Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza e della Concorrenza e del Mercato, al Ministero dell’Istruzione e del Merito e all’Ufficio scolastico regionale e al Ministero della Salute.

“Riteniamo – si spiega nell’esposto firmato dal presidente Guido Giustetto e dalla presidente della Commissione Albo Odontoiatri Marta Mello – che per questa iniziativa vengano utilizzate tecniche persuasive riconducibili al neuromarketing idonee ad orientare preferenze e consumi dei minori verso prodotti industriali ad alto contenuto di zuccheri. In potenziale contrasto con gli obiettivi di prevenzione e con le raccomandazioni dell’OMS, (l’Organizzazione mondiale della sanità), in tema di protezione dei bambini dal marketing alimentare”.

L’Ordine ritiene dunque opportuno chiedere una verifica alle Autorità, ai Ministeri e all’Ufficio scolastico piemontese, nell’ambito delle rispettive competenze, perché valutino i profili di tutela della salute dei minori. Le scelte alimentari dei bambini potrebbero infatti essere orientate anche fuori dal contesto scolastico: il bambino, riconoscendo il prodotto attraverso il packaging, può essere indotto a sollecitarne l’acquisto.

LE LINEE GUIDA PER LA SALUTE DI BIMBI E ADOLESCENTI
OMCeO, in coerenza con l’evidenza scientifica internazionale, ricorda che le Linee Guida Nazionali Italiane per la Promozione della Salute Orale (2008, aggiornamento 2013), il manuale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Ending Childhood Dental Caries (2020) e iniziative europee quali il progetto TAO – Tackling Adolescent Obesity (Erasmus+, 2018–2021) convergono sull’importanza di promuovere stili di vita sani fin dall’età scolare, con particolare attenzione alla riduzione del consumo di zuccheri semplici. Il consumo eccessivo e frequente di zuccheri rappresenta un fattore di rischio comune sia per la carie dentale sia per l’obesità infantile e adolescenziale. In ambito odontoiatrico, gli zuccheri liberi favoriscono il processo carioso attraverso la produzione di acidi da parte della flora batterica orale, con un rischio strettamente correlato non solo alla quantità assunta, ma soprattutto alla frequenza di consumo, in particolare fuori dai pasti principali. L’OMS raccomanda di limitare l’apporto di zuccheri liberi a meno del 10% dell’energia giornaliera totale, suggerendo una riduzione ulteriore al di sotto del 5% per benefici aggiuntivi sulla salute orale. Analogamente, le Linee Guida Nazionali Italiane e le Linee di indirizzo per la ristorazione scolastica (DM 20 ottobre 2021) sottolineano la necessità di contenere la frequenza di assunzione di alimenti zuccherati, riservare il consumo occasionale di dolci ai pasti principali e garantire adeguati intervalli tra un pasto e l’altro.

I DATI
Lo zucchero, sottolinea ancora l’Omceo, rimane ancora oggi la principale causa della carie dentale. Secondo recenti dati ANDI, Associazione nazionale dentisti italiani e FIMP, Federazione italiana medici pediatri (2024), la carie colpisce oltre il 44% dei dodicenni italiani, con circa 1,8 milioni di bambini che presentano lesioni non curate. Il principale colpevole è l’eccesso di zuccheri liberi, che i batteri della placca trasformano in acidi corrosivi per lo smalto favorendo l’insorgenza della carie. Il consumo frequente di zuccheri “nascosti” in snack, come biscotti e merendine, ma anche succhi e bevande zuccherate è particolarmente dannoso poiché mantiene un ambiente acido costante nella bocca.“Il consumo di merendine contenenti forti dosi di zucchero rischiano di fare ancora più danni se consumate in un ambiente come quello scolastico, dove per vari motivi è difficile lavarsi i denti dopo mangiato”, ricorda la presidente della Commissione Albo Odontoiatri di Torino Marta Mello.

IN PIEMONTE
Secondo gli ultimi dati della rilevazione della Regione Piemonte “OKkio alla Salute” (2023) che raccoglie informazioni sugli stili di vita dei bambini, sul loro stato ponderale e sulle iniziative scolastiche riguardanti la nutrizione e il movimento (4600 bambini di circa 300 classi terze della scuole primarie) l’1,6% dei bambini piemontesi risulta in condizioni di obesità severa, il 6,2% è obeso, il 16,9% è sovrappeso. Il 24,7% dei bambini piemontesi di 8-9 anni è quindi in eccesso ponderale, in lieve diminuzione rispetto al 2016 (25,5%) e al di sotto della media nazionale (28,8%). Il 15,3% dei bambini non ha svolto attività fisica il giorno precedente l’indagine e il 37% trascorre più di 2 ore al giorno davanti a uno schermo.
La maggior parte dei bambini consuma una colazione inadeguata (68,9%), mentre il 24,4% beve quotidianamente bibite zuccherate/gassate. Si conferma una non corretta percezione dei genitori dello stato ponderale e dell’attività motoria dei propri figli: il 55,7% delle madri di bambini sovrappeso e l’11,7% delle madri di bambini obesi ritiene che il figlio sia normopeso o sottopeso. Ma è opportuno essere consapevoli che il sovrappeso e l’obesità infantili, ribadisce OMCeO, hanno implicazioni a breve e a lungo termine sulla salute e rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di patologie in età adulta.

06 Febbraio 2026

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