Bufera sanità in Sardegna. Sei Dg rimossi ricorrono a Mattarella, Sensi vince al Tar: “Va reintegrato”

Bufera sanità in Sardegna. Sei Dg rimossi ricorrono a Mattarella, Sensi vince al Tar: “Va reintegrato”

Bufera sanità in Sardegna. Sei Dg rimossi ricorrono a Mattarella, Sensi vince al Tar: “Va reintegrato”

Già bocciata dalla Consulta, la legge della Giunta Todde sul commissariamento delle Asl continua a essere al centro della battaglia. I sei ex manager “silurati” presentano ricorso straordinario al presidente della Repubblica, mentre l’ex Dg dell'Asl 1 di Sassari vince al Tar, che ne dispone il reintegro. LA SENTENZA

Si è aperto un nuovo capitolo della bufera in Sardegna contro gli atti della Giunta, già dichiarati incostituzionali dalla Consulta, con cui la Giunta ha stabilito la rimozione dei dg della Asl e la nomina nuovi commissari e manager. I sei ex direttori generali delle aziende sanitarie sarde ‘silurati’ hanno presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, contro la Regione Sardegna per chiedere l’annullamento della procedura di selezione e degli elenchi degli idonei alla nomina dei loro successori. Mentre l’ex Dg dell’Asl 1 di Sassari, Flavio Sensi, ha intanto incassato la vittoria al Tar, che ha accolto il ricorso dell’ex manager, annullando gli atti della Regione e disponendo il reintegro di Sensi alla Asl.

Il ricorso a Mattarella è stato promosso da Marcello Tidore, Marcello Acciaro, Agnese Foddis, Giuliana Campus, Giorgio Carboni e Simonetta Cinzia Bettellini, già direttori generali di Asl, Arnas Brotzu e Areus, tutti nominati nel 2021 (giunta di centrodestra di Christian Solinas) con incarico quinquennale a decorrere dal 1° gennaio 2022. A essere impugnati, come riferisce l’Ansa, la delibera della Giunta regionale n.48/35 del 17 settembre 2025, con cui è stato approvato l’avviso pubblico per la formazione delle rose dei candidati idonei, e la successiva determinazione dirigenziale del 22 dicembre 2025 che ha validato gli atti della commissione di valutazione.

Secondo i ricorrenti, l’intera procedura sarebbe illegittima perché fondata sul commissariamento delle aziende sanitarie disposto dalla Regione nell’aprile 2025, poi travolto dalla sentenza n.198 del 23 dicembre 2025 della Corte costituzionale, che ha dichiarato incostituzionale l’articolo 14. La Consulta ha accolto il ricorso del Governo, ritenendo illegittimo il commissariamento generalizzato delle aziende sanitarie in assenza dei presupposti previsti dalla normativa statale, che consente la decadenza dei direttori generali solo in presenza di gravi inadempienze o situazioni straordinarie.

Secondo il ricorso sarebbero violati gli articoli 97, 98 e 117 della Costituzione e della normativa statale in materia di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie. Con l’azione al Capo dello Stato, gli ex direttori generali chiedono l’annullamento di tutti gli atti adottati dalla Regione Sardegna in attuazione del commissariamento dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale.

Intanto è stata pubblicata ieri la sentenza del Tar della Sardegna che ha accolto il ricorso presentato da Flavio Sensi contro la sua rimozione forzata dalla carica di Direttore generale dell’Asl 1 di Sassari, avvenuta attraverso la stessa legge regionale 8 del 2025 bocciata dalla Consulta a fine dicembre.

Sulla base del pronunciamento della Corte Costituzionale, il Tar Sardegna ha stabilito che la delibera della Giunta regionale del 27 aprile 2025, che aveva nominato il commissario straordinario della Asl di Sassari e dichiarato decaduto Sensi, sia da considerare illegittima. “Da tale annullamento – scrivono i giudici – discende, in senso contrario a quanto eccepito dalla Regione Sardegna in sede di discussione orale, quale effetto conformativo e ripristinatorio del giudicato, che, essendo venuta meno la nomina del commissario straordinario e la decadenza dall’incarico del ricorrente, quest’ultimo debba essere reintegrato nella precedente posizione da cui era stato illegittimamente dichiarato decaduto. Non si tratta neppure, ad avviso del Collegio, di assumere una decisione su una autonoma domanda incidente sul contratto di lavoro, bensì semplicemente di individuare, sin d’ora, l’effetto automatico discendente dal giudicato di annullamento di un atto amministrativo che abbia dichiarato decaduto il ricorrente, oltre a nominare il commissario ad acta, che non può che essere quello ripristinatorio dello status quo ante rispetto a un provvedimento amministrativo illegittimo e oggetto di annullamento, siccome fondato su una legge dichiarata incostituzionale”.

In definitiva, ribadisce chiaro e tondo il Tar, “la dichiarazione di illegittimità costituzionale della legge regionale che ha attribuito alla Regione il potere di dichiarare decaduto il ricorrente esclude che la stessa Regione possa esercitare il potere di nomina di altro direttore generale, poiché questo postulerebbe la titolarità perdurante del potere di decadenza, in uno col commissariamento, che è stato escluso dalla Corte Costituzionale”.

Flavio Sensi, quindi, deve tornare al suo posto, alla guida della Asl di Sassari.

16 Gennaio 2026

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