Diabete e sanità territoriale. Ordine dei Farmacisti di Perugia promuove il confronto sui nuovi modelli di presa in carico integrata

Diabete e sanità territoriale. Ordine dei Farmacisti di Perugia promuove il confronto sui nuovi modelli di presa in carico integrata

Diabete e sanità territoriale. Ordine dei Farmacisti di Perugia promuove il confronto sui nuovi modelli di presa in carico integrata

Dialogo tra farmacisti e medici alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e degli aggiornamenti normativi. Mandelli sottolinea il valore strategico della formazione continua. Orlacchio: “Le recenti semplificazioni rafforzano la sanità di prossimità, rendendo più agevole l’accesso alle terapie e più efficace il monitoraggio sul territorio grazie alla Farmacia dei Servizi”.

“La medicina del territorio nella gestione dei nuovi antidiabetici: dalla prescrizione al monitoraggio terapeutico”. È questo il titolo del corso ECM promosso a Perugia dall’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia in qualità di soggetto promotore e responsabile scientifico dell’iniziativa.

L’evento ha rappresentato un momento di approfondimento di particolare rilievo per i professionisti della sanità territoriale, con specifico riferimento all’utilizzo delle nuove terapie per la gestione del Diabete Mellito di Tipo 2 (Gliptine e Gliflozine), alla luce delle più recenti evidenze scientifiche e degli aggiornamenti normativi che vedono il medico di medicina generale come prescrittore e i farmacisti territoriali come dispensatori.

Il corso ha posto in evidenza il progressivo cambiamento di paradigma nella gestione del paziente cronico, orientato non più al solo controllo glicemico, ma alla protezione cardiorenale e alla presa in carico globale e continuativa sul territorio.

Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione dei percorsi terapeutici e organizzativi che coinvolgono in modo integrato medici di medicina generale e farmacisti, alla luce delle più recenti semplificazioni prescrittive e della crescente centralità della sanità di prossimità, quale elemento qualificante dell’assistenza e della sua sostenibilità complessiva.

Ai lavori hanno preso parte il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti; Verena De Angelis, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Perugia; il Prof. Marco Gargaro, Docente di Farmacologia – UniPG; Alessandro Baglioni, Medico di Medicina Generale Convenzionato; Silvia Pagliacci, presidente Federfarma Perugia; Pietro Cavalletti, segretario
provinciale Perugia Fimmg; Filiberto Orlacchio, presidente dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Perugia e responsabile scientifico del corso.

Il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, Andrea Mandelli, collegatosi per i saluti istituzionali, ha espresso un convinto plauso all’iniziativa, sottolineando il valore strategico della formazione continua quale pilastro imprescindibile per l’aggiornamento costante dei professionisti sanitari e per il consolidamento di modelli assistenziali sempre più integrati e orientati alla qualità delle cure.

In tale contesto, Silvia Pagliacci ha osservato: “Il provvedimento del Ministero della Salute ed AIFA, di revisione dei canali distributivi dei farmaci della Nota 100 attraverso le farmacie territoriali, va nella direzione di una sanità più efficiente e sostenibile, con benefici concreti sia per i cittadini sia per le casse del Servizio sanitario nazionale. La distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie territoriali non rappresenta solo un vantaggio in termini di accessibilità e prossimità per i pazienti, ma consente anche una riduzione dei costi logistici e organizzativi, una gestione più efficiente delle scorte e un contenimento degli sprechi. Questo significa liberare risorse pubbliche, alleggerire il carico sulle strutture ospedaliere e garantire, al tempo stesso, una migliore continuità terapeutica, soprattutto per i pazienti più fragili”.

“Non si tratta – ha sottolineato Pagliacci – di una battaglia corporativa, ma della convinzione che la presa in carico del paziente cronico debba tradursi in scelte concrete e non restare uno slogan. La sanità del futuro si costruisce sul territorio: una sanità territoriale efficace è quella che sa portare servizi, cure e risposte vicino ai cittadini, rafforzando davvero la medicina di prossimità”.

Analogamente, Pietro Cavalletti ha evidenziato il ruolo centrale della medicina generale nei percorsi di presa in carico, sottolineando che “come medici di medicina generale siamo il primo riferimento dei cittadini e abbiamo un ruolo centrale nella presa in carico dei pazienti cronici e fragili sul territorio. È evidente che modelli organizzativi che rafforzano la continuità assistenziale, avvicinano i servizi al cittadino e migliorano l’accesso alle terapie contribuiscono a rendere il sistema più efficace e sostenibile. La collaborazione tra professionisti della sanità territoriale, in particolare con le farmacie, è fondamentale per garantire aderenza terapeutica, prevenzione e monitoraggio costante. La prevenzione resta, infatti, la leva principale per ridurre complicanze, ricoveri evitabili e costi complessivi per il Servizio sanitario nazionale. In questa prospettiva, siamo pienamente disponibili a lavorare in rete per rafforzare la sanità di prossimità e la presa in carico integrata del paziente”.

Per Filiberto Orlacchio “l’evoluzione della presa in carico del paziente con Diabete di Tipo 2 riflette il progressivo affinamento delle conoscenze scientifiche e l’orientamento verso una gestione globale della patologia, centrata sulla protezione cardiorenale e sulla continuità assistenziale. In tale contesto, le recenti semplificazioni dei percorsi prescrittivi e distributivi rafforzano la sanità di prossimità, rendendo più agevole l’accesso alle terapie e più efficace il monitoraggio sul territorio grazie alla Farmacia dei Servizi, favorendo l’efficacia della continuità terapeutica. Ne deriva un ruolo sempre più integrato per le professioni sanitarie, farmacisti inclusi, per i quali la formazione continua costituisce condizione imprescindibile di appropriatezza e qualità dell’intervento. L’integrazione delle competenze lungo l’intero percorso di cura consolida un modello assistenziale più coerente, uniforme e orientato agli esiti clinici”.

Le relazioni e il confronto multidisciplinare hanno evidenziato come l’evoluzione delle terapie antidiabetiche e dei relativi percorsi assistenziali richieda un costante aggiornamento delle competenze per il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva delle nuove classi farmacologiche, che nel caso di specie risultano essere un investimento, visto l’impatto di prevenzione cardiorenale garantita anche dalla nuova modalità di gestione territoriale del paziente cronico.

27 Maggio 2026

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