Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%

Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%

Farmaceutica. La Casa Bianca pronta a colpire le aziende farmaceutiche che non investono sul suolo statunitense con dazi del 100%

L'amministrazione Trump, secondo il Financial Times, sarebbe pronta ad annunciare dazi fino al 100% su alcuni farmaci per costringere le multinazionali a produrre negli Stati Uniti. Pfizer, AstraZeneca e Novo Nordisk hanno già stretto intese.

La strategia commerciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump si prepara nuovamente a colpire il settore farmaceutico. Secondo quanto riferito dal Financial Times, l’amministrazione americana sarebbe pronta ad annunciare già giovedì dazi fino al 100 per cento su alcuni medicinali, con l’obiettivo di costringere le multinazionali del farmaco a delocalizzare la produzione negli Stati Uniti.

I nuovi dazi, spiegano al Financial Times fonti vicine al dossier, si applicheranno alle aziende che non hanno raggiunto un accordo con la Casa Bianca. L’annuncio segue le minacce lanciate da Trump lo scorso autunno, quando aveva dichiarato di voler imporre dazi del 100 per cento sulle importazioni di farmaci con marchio o brevettati, a meno che i produttori non avessero accettato di costruire uno stabilimento negli Stati Uniti.

Accordi preferenziali per chi investe
I Paesi che hanno già concluso intese commerciali con l’amministrazione americana potranno beneficiare di tetti tariffari più bassi, in linea con gli accordi siglati. Lo scorso anno, ad esempio, Washington ha concordato con l’Unione Europea un tetto massimo del 15 per cento sui dazi per i farmaci provenienti dal Vecchio Continente, nell’ambito dell’intesa raggiunta a Turnberry, in Scozia.

Anche il Regno Unito ha stretto un patto con gli Stati Uniti per ridurre le tariffe sui propri medicinali per tre anni, in cambio di un aumento della spesa del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs) per l’acquisto di farmaci.

I big del farmaco già allineati
Alcune delle maggiori aziende farmaceutiche mondiali hanno già scelto di piegarsi alla linea trumpiana per evitare le sanzioni. Pfizer, AstraZeneca e Novo Nordisk – quest’ultima produttrice del celebre farmaco anti-diabete Ozempic – hanno concluso accordi con la Casa Bianca che prevedono maggiori investimenti negli Stati Uniti e una riduzione dei prezzi dei medicinali, in cambio di una sospensione dei dazi.

La leva della sicurezza nazionale
Le nuove tariffe, che saranno annunciate nel corso della settimana, sono il risultato di un’indagine sulla sicurezza nazionale avviata nell’aprile dello scorso anno ai sensi della sezione 232 del Trade Expansion Act del 1962. I dazi imposti nell’ambito di queste indagini non sono stati toccati dalla recente sentenza della Corte Suprema che, a febbraio, aveva invece bocciato i dazi generalizzati imposti da Trump utilizzando i poteri di emergenza.

La Casa Bianca ha già avviato nuove inchieste che potrebbero portare a ulteriori dazi, utilizzando strumenti legali alternativi, nel tentativo di ricostruire la barriera tariffaria che era stata smantellata dalla decisione della Corte. Il settore farmaceutico, finora relativamente risparmiato, si prepara a entrare nel mirino. Con conseguenze potenzialmente pesanti per i prezzi dei medicinali e per le catene di approvvigionamento globali.

02 Aprile 2026

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