Nella Conferenza dei sindaci del Friuli occidentale svoltasi ieri sera, è stato approvato a larga maggioranza il Piano attuativo locale dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo), con l’astensione di quattro Comuni (San Vito al Tagliamento, Budoia, Zoppola e San Martino di Campagna).
“Al sistema delle Autonomie locali e ai sindaci – ha detto nel corso della riunione l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, per quel che si apprende dal sommario -, chiediamo un coinvolgimento importante e un impegno sul tema della grande domanda di cronicità e sulla non autosufficienza che è la questione più delicata che dovremo affrontare perché sta creando tensioni nel sistema sanitario e l’esplosione della spesa della Regione delle risorse per l’abbattimento rette delle case di riposo. Questo si risolve credendo molto sulla sanità territoriale, riducendo le inappropriatezze e facendo una grande manovra proprio sulla non autosufficienza che dobbiamo fare responsabilmente insieme ai territori e al sistema dei Comuni che ha in capo l’integrazione sociosanitaria”.
L’assessore ha richiamato l’attenzione sulla crescente pressione che la non autosufficienza sta esercitando sull’intero sistema sanitario e socio-assistenziale, evidenziato come la rete dei posti letto per non autosufficienti, in larga parte in capo ai Comuni, sia insufficiente rispetto alla crescita rapidissima della popolazione anziana. “Il sistema degli enti locali – ha ricordato Riccardi – sugli ottomila posti letto accreditati nell’ambito della non autosufficienza ne conta ben 5.500. Abbiamo un sistema che è insufficiente per dimensione rispetto a un fenomeno in velocissima crescita se si pensa che tra 18 anni in regione un abitante su due sarà over-65. Ciò crea una tensione sull’intero sistema sanitario anche perché all’interno dei centri per anziani manca la possibilità di risposta di cure primarie interne, senza contare gli accessi inappropriati ai Pronto soccorso. La sfida con i Comuni è di affrontare questa situazione: il che significa dire che le strutture piccole non saranno più sostenibili ma bisogna cercare un dimensionamento che regga anche dal punto di vista della sostenibilità”.
L’assessore ha sottolineato che la riforma della non autosufficienza sarà parte integrante della trasformazione del sistema sanitario regionale, insieme al potenziamento della sanità territoriale e delle cure intermedie. “Questa – ha ribadito Riccardi – sarà la prossima grande sfida di trasformazione del sistema sanitario. Un compito e una responsabilità che la Regione intende giocare in prima linea con il sistema delle Autonomie locali perché comprende una componente sociale estremamente importante e che mette in crisi l’intero sistema che, non a caso, registra una quota di degenza media più alta della media nazionale”.
Riccardi ha infine espresso fiducia nella capacità del territorio di affrontare anche questa sfida, ricordando i risultati ottenuti negli ultimi anni su diversi fronti. “Anche su questa partita – ha concluso l’assessore, che ha ringraziato tutti i sindaci per il tono istituzionale con cui si è svolta la discussione – il territorio del Friuli occidentale saprà dare risposte positive e che rappresentano un modello. Come è stato fatto rispetto alla razionalizzazione dell’ambito materno-infantile con l’unico Punto nascita di Pordenone che, con i circa 1600 parti all’anno, diventa un polo attrattivo anche per nuove professionalità. E come avvenuto con l’unificazione della gestione e della direzione generale unica dell’Asfo e del Cro di Aviano, che sta dando già i primi frutti positivi”.