Giornata mondiale senza Tabacco, AIOM: “Un paziente oncologico su 10 continua a fumare”

Giornata mondiale senza Tabacco, AIOM: “Un paziente oncologico su 10 continua a fumare”

Giornata mondiale senza Tabacco, AIOM: “Un paziente oncologico su 10 continua a fumare”

La richiesta AIOM: "Assistenza alla cessazione sia parte integrante delle cure". Al Congresso ASCO di Chicago focus sui danni delle sigarette fra i malati. Rossana Berardi: “A rischio la sopravvivenza e l’efficacia delle terapie”. Massimo Di Maio: “La nostra campagna per l’aumento di 5 euro dei prodotti a base di tabacco mira a tutelare anche chi ha già ricevuto una diagnosi".

Il 31 maggio è la Giornata Mondiale Senza il Tabacco e la lotta al tabagismo è uno dei grandi temi al centro del Congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago. In particolare, il focus è diretto verso le conseguenze che il tabagismo può avere nei confronti dei pazienti oncologici. Grande attenzione della comunità scientifica è rivolta ad un lavoro appena pubblicato su JCO, organo ufficiale di ASCO. Lo studio ha valutato 324 specifici programmi di cessazione tabagica promossi dall’American College of Surgeons su donne con un tumore del seno. In totale sono state convolte per 12 mesi 446mila pazienti. Il 63% dei fumatori ha ricevuto un’assistenza specifica con un forte incremento della percentuale di cessazione, passata dal 48% al 67,5%.

“L’assistenza al paziente oncologico è in continua evoluzione ed è necessario migliorare la preparazione degli specialisti anche per la prevenzione terziaria”, commenta Rossana Berardi, presidente Eletto AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica).

“Il fumo è una dipendenza che riguarda un adulto su quattro nel nostro Paese e ha una percentuale significativa, oltre il 10%, anche fra i pazienti oncologici. Come è emerso da numerosi studi scientifici i danni del tabagismo continuano anche dopo una diagnosi di cancro e le successive cure. Ma è anche dimostrato come non sia mai troppo tardi per smettere e i benefici sono quasi immediati. Sono sufficienti 3 mesi d’astinenza dal fumo per ridurre del 26% la mortalità da tumore in un paziente (Jama Ocology, 2024). Infatti, abbandonare i prodotti a base di tabacco migliora la sopravvivenza globale, riduce le complicanze e la tossicità e soprattutto aumenta l’efficacia dei trattamenti” prosegue.

“In occasione della Giornata Mondiale Senza il Tabacco rilanciamo quindi il nostro forte messaggio contro il fumo. Come oncologi dobbiamo riprendere gli esempi virtuosi che arrivano dagli USA dove sono sempre più attivi programmi specifici per la lotta al tabagismo. Consistono in counseling virtuali individuali, corsi di gruppo, terapie sostitutive della nicotina, supporto telefonico e altri strumenti. L’assistenza alla cessazione deve diventare parte integrante del sistema di cure e servono percorsi formativi e di sensibilizzazione per incentivarla anche tra i medici”, conclude Berardi.

“La lotta al tabagismo a 360 gradi è una delle priorità della nostra Società Scientifica – aggiunge Massimo Di Maio, Presidente Nazionale AIOM -. Insieme a Fondazione AIRC, Fondazione Veronesi e Fondazione AIOM abbiamo raccolto oltre 51mila firme per una legge d’iniziativa popolare per aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. È già stata raggiunta la quota di 50mila firme prevista dalla Costituzione e siamo pronti a consegnarle al Parlamento per la discussione. Un grande successo che testimonia quanto il tema della prevenzione dei danni dal fumo sia sentito da parte dei cittadini oltre che dalla comunità medico-scientifica. Abbiamo avuto l’adesione e il sostegno di oltre 90 tra Società Scientifiche, Associazioni e Fondazioni”.

“L’oncologia dunque non può limitarsi alla gestione delle conseguenze biologiche di un’esposizione evitabile. In questo contesto si inserisce la nostra raccolta di firme. Integrare la cessazione strutturata nei percorsi clinici e sostenere politiche antifumo incisive sono due facce della stessa responsabilità verso i nostri pazienti. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno aiutato in questa campagna nazionale. Il fumo rimane di gran lunga uno dei fattori di rischio oncologico più pericolosi. E preoccupa la grande diffusione che continua ad avere, soprattutto fra i più giovani. In Italia ben l’11% degli under 19 fuma regolarmente e tra di loro il 10% consuma già almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno. È soprattutto a questi “baby fumatori” che è indirizzata la proposta di legge per aumentare bruscamente il costo delle sigarette. Provvedimenti simili sono già stati presi con successo in alcuni Paesi Europei” conclude Di Maio.

03 Giugno 2026

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