Governare le connessioni: proposte proattive per una sanità più integrata e responsabile

Governare le connessioni: proposte proattive per una sanità più integrata e responsabile

Governare le connessioni: proposte proattive per una sanità più integrata e responsabile

Gentile Direttore, come già riportato su queste pagine, la qualità della cura si fonda sulle connessioni e sulla capacità del sistema sanitario di operare come un insieme coerente, integrato e responsabile. Si tratta di una prospettiva che merita ulteriore sviluppo in chiave propositiva...

Gentile Direttore,
come già riportato su queste pagine, la qualità della cura si fonda sulle connessioni e sulla capacità del sistema sanitario di operare come un insieme coerente, integrato e responsabile. Si tratta di una prospettiva che merita ulteriore sviluppo in chiave propositiva, ben sapendo che possono risultare non convenzionali. La complessità del SSN richiede infatti non solo interventi incrementali, ma anche l’esplorazione di modelli di governance capaci di incidere sui nodi strutturali del sistema.

Un primo ambito riguarda il passaggio da una governance per strutture a una per percorsi, con responsabilità unitarie sull’intero ciclo assistenziale, autonomia decisionale e accountability sugli esiti, superando una logica organizzativa per silos da tempo oggetto di riflessione e superamento da parte di diversi contributi dottrinali e operativi.

In parallelo va anche considerato il ruolo dei livelli dipartimentali. I Dipartimenti delle Professioni, nati per favorire integrazione, in alcuni contesti tendono a irrigidirsi in assetti autoreferenziali. Il loro valore va quindi misurato sulla capacità di generare connessioni, semplificare i percorsi e sostenere decisioni di sistema. Determinante è la qualità della loro guida. La governance dipartimentale dipende più dal mandato e dalla leadership che dalla struttura organizzativa: dove ciò non avviene possono rendersi necessarie riconfigurazioni più coerenti con gli obiettivi attesi.

Un nodo centrale è il middle management, dove si incontrano strategie e operatività. È troppo spesso sottoutilizzato o sovraccaricato di criticità ma va valorizzato come snodo chiave, con strumenti adeguati, autonomia e responsabilità chiare. In questa prospettiva si può ipotizzare una distinzione più netta tra indirizzo e gestione operativa, riducendo i livelli intermedi non essenziali e concentrando le responsabilità in punti chiaramente identificabili. Il middle management diventa così uno snodo di integrazione e attuazione, valutato sui risultati.

Un ulteriore sviluppo riguarda l’accountability territoriale. Le Zone-Distretto dovrebbero assumere un ruolo di governo effettivo e non solo programmatorio, con responsabilità sugli esiti di salute della popolazione. In questo quadro le cure primarie costituiscono un asse strategico per la continuità assistenziale, la prossimità e la presa in carico.

Assume rilievo anche il tema dell’uso sostenibile del capitale umano. La crescente complessità dei bisogni richiede modelli organizzativi capaci di valorizzare le competenze, ridurre le frammentazioni e garantire un impiego appropriato delle risorse professionali. L’adozione di sistemi decisionali basati su dati in tempo reale e su una maggiore trasparenza delle prestazioni può rendere più evidenti le criticità nei percorsi assistenziali: la trasparenza diventa così leva di miglioramento e responsabilizzazione diffusa.

Infine, modelli di governance a rete possono rafforzare l’integrazione tra ospedale, territorio, cure primarie e professionisti, attraverso obiettivi condivisi e misurabili. Il valore risiede nella qualità delle connessioni e nell’uso efficiente del capitale umano disponibile.

Si tratta di proposte che possono apparire in parte non convenzionali, ma che intendono contribuire a una riflessione su alcuni nodi organizzativi e di governance del SSN che appaiono oggi sempre più rilevanti. Il punto non è aggiungere complessità ma governarla e, quando necessario, ridurla. Da questa capacità dipende la sostenibilità del sistema, in coerenza con i principi costituzionali di tutela della salute e di equità nell’accesso alle cure. Dal punto di vista dei cittadini la differenza è concreta: un sistema che accompagna o uno che frammenta. La governance resta un determinante diretto della qualità dei servizi.

Cordialmente,

Fabio Bracciantini
Presidente Ordine dei Fisioterapisti Toscana Centro

07 Maggio 2026

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