Hantavirus. Simit: “La situazione non deve allarmare. La trasmissibilità del virus rimane bassa”. I consigli degli esperti

Hantavirus. Simit: “La situazione non deve allarmare. La trasmissibilità del virus rimane bassa”. I consigli degli esperti

Hantavirus. Simit: “La situazione non deve allarmare. La trasmissibilità del virus rimane bassa”. I consigli degli esperti

Gli esperti della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali sottolineano che il rischio per la popolazione generale è contenuto grazie al tracciamento dei contatti e alle misure di isolamento. Raccomandate igiene delle mani e mascherina nei luoghi affollati e durante i viaggi.

L’Hantavirus continua a far parlare di sé. Terminata la crociera dove si è sviluppato il focolaio del virus, al momento in Italia ci sono solo quattro persone sotto sorveglianza attiva a scopo precauzionale e prive di sintomi. 

“Il focolaio di Hantavirus sembra riguardare un numero limitato di persone. La situazione è sotto osservazione e, per quanto si sa, è considerata sotto controllo per la popolazione generale – spiega la Professoressa Cristina Mussini, Presidente Simit -. Le autorità sanitarie stanno puntando molto sul tracciamento dei contatti. Tutte le persone che hanno avuto contatti diretti con i casi confermati sono state identificate e poste in quarantena. Si parla quindi del primo cerchio di contatti, escludendo per ora i contatti secondari. Questa misura riduce significativamente il rischio di diffusione più ampia”.

Situazione sotto controllo

“Il rischio di incontrare una persona contagiata è praticamente nullo – sottolinea il Professor Massimo Andreoni, past President SIMIT-. Anche in passato non si sono mai verificati grandi focolai, solo piccoli episodi isolati. Nel 2025 si sono registrati 229 casi in Sud America, con 59 decessi. Questo ci dice che la letalità è piuttosto alta, intorno al 25%, ma la diffusibilità del virus rimane modesta. 

I casi riguardano persone che si trovavano su una nave da crociera. Tra questi una persona francese e una americana che al momento presentano dei sintomi e sono sotto sorveglianza. “È l’ambiente ristretto che rende la gestione più complessa – continua Mussini – al momento non è previsto l’uso di mascherine per la popolazione generale. La strategia si basa piuttosto sull’isolamento dei casi e sul monitoraggio attento delle persone esposte, che vengono seguite con particolare attenzione dalle autorità sanitarie”.

Le misure precauzionali 

“Un elemento critico è il periodo di incubazione, che può arrivare fino a otto settimane – aggiunge l’esperto -. Inoltre, non è ancora chiaro quando una persona infetta diventi contagiosa. Proprio per questa incertezza, i contatti possono essere monitorati anche fino a 55 giorni, rendendo la gestione della situazione più lunga e complessa. Secondo l’Oma il monitoraggio dovrebbe continuare per almeno 42 giorni a partire dal 6 maggio. In ogni caso, il livello di allerta segnalato dal CDC, Centers for Disease Control and Prevention è attualmente 3, ovvero relativamente basso. Il rischio per la popolazione generale è considerato quindi contenuto. Bisogna affidarsi alle autorità competenti e seguire le loro indicazioni”.

Un consiglio per chi viaggia

In alcune situazioni particolari il rischio può aumentare. “In ambienti chiusi e confinati, come sulla nave da crociera, le condizioni possono amplificare la diffusione. In questo periodo bisogna considerare anche gli sbalzi di temperatura e la frequentazione di ambienti chiusi e affollati, dove è più facile entrare in contatto con persone con infezioni respiratorie, diverse dall’Hantavirus. In questi contesti, quando si resta a lungo in luoghi molto affollati, soprattutto per le persone fragili, è consigliato l’uso della mascherina insieme al lavaggio frequente delle mani. Le stesse precauzioni valgono durante i viaggi in aereo o nelle aree di attesa di stazioni e aeroporti, dove si entra in contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo e dove può esserci esposizione anche a virus non circolanti in Italia. In generale, mascherina e igiene delle mani restano le due misure più efficaci. Non ci sono altri consigli specifici oltre a questi”, conclude Andreoni.

11 Maggio 2026

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