In Toscana nuove regole su mobilità per avvicinare il personale Ssr a casa

In Toscana nuove regole su mobilità per avvicinare il personale Ssr a casa

In Toscana nuove regole su mobilità per avvicinare il personale Ssr a casa

Monni: “Consolidiamo uno strumento concreto a sostegno dei lavoratori”. La prima applicazione della “mobilità sociale” ha contato oltre 5100 domande, con un tasso potenziale di soddisfazione, rispetto ai posti disponibili, inferiore al 6%. “Ma oltre duemila istanze arrivavano da operatori con distanza casa-lavoro tra 0 e 20 km”.

La giunta regionale della Toscana aggiorna la disciplina della mobilità volontaria del personale del servizio sanitario e rafforza le regole per consentire ai dipendenti di cambiare sede di lavoro e avvicinarsi alla propria abitazione. Circa trecento ne potranno usufruire con il prossimo bando della campagna 2026. Priorità sarà data alle situazioni di maggiore disagio e maggiore distanza: la domanda potrà essere presentata da chi deve percorrere più di cinquanta chilometri per andare a lavoro e altrettanti per tornare a casa.

La ‘mobilità sociale’, spiega la Regione in una nota, “si conferma una misura specifica della Regione Toscana. Il criterio della distanza è stato preso a riferimento proprio per rendere lo strumento più mirato ed equo, accanto ad una programmazione preventiva dei posti coerente con i fabbisogni delle aziende sanitarie, procedure più semplici, puntualità nelle verifiche ed una maggiore scorrevolezza nelle assegnazioni”.

Tuttavia la Regione sottolinea come “l’esperienza della prima applicazione della prima applicazione ha contato oltre 5100 domande presentate e, rispetto alla possibilità dei posti disponibili, il tasso potenziale di soddisfazione è risultato deludente (inferiore al sei per cento). Un quadro che ha evidenziato la necessità di una riflessione, tenuto conto che oltre duemila istanze arrivavano da operatori per cui la distanza tra casa e lavoro era compresa nella forbice tra zero e venti chilometri”.

“Con questo aggiornamento – commenta l’assessora alla sanità, Monia Monni – rafforziamo uno strumento concreto a sostegno di lavoratrici e lavoratori del nostro sistema sanitario pubblico. La mobilità sociale è una scelta della Regione Toscana per aiutare chi oggi è costretto a lavorare lontano da casa”.

“Voglio essere chiara – aggiunge -: questa modalità non sostituisce gli strumenti ordinari di mobilità previsti dal contratto nazionale, né quelli tra enti o all’interno delle stesse aziende sanitarie. Li affianca e li integra, mantenendo una finalità precisa di equità e riequilibrio territoriale. È così che continuiamo a costruire una sanità pubblica più solida, più vicina alle persone e più attenta alle condizioni di lavoro”.

La Regione ha dato mandato a Estar di pubblicare il nuovo avviso di mobilità sociale entro aprile 2026, garantendo continuità allo strumento e piena operatività per il sistema sanitario regionale.

17 Aprile 2026

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